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Università e rivoluzione. Che aspetto ha un’accademia in Rojava?

Quali facoltà o insegnamenti esistono nell’Accademia Mesopotamia?

Sorgur: Nella sezione dell’Am per le scienze politiche si insegnano storia e sociologia, ma c’è anche il nuovo insegnamento, politica democratica. Poi ci sono le altre due sezioni, lingua e diritto.

Quanti studenti ci sono?

S: Quaranta in ciascuna dei tre insegnamenti (storia, sociologia, politica democratica). In verità hanno chiesto di partecipare a sociologia in 120, ma soltanto 40 sono stati accettati.

Perchè non li avete ammessi tutti?

S: Per far parte dell’accademia bisogna essere davvero motivati e in grado di diventare abbastanza competenti da cambiare la società. Occorre accettare la vita in comune e l’educazione chiusa [Cfr. Infra, Ndr]. Chi non è accettato può comunque frequentare le Pmg [Scuole di istruzione superiore per insegnanti, Ndr]. In futuro magari saremo in grado di accettare più persone.

Si devono pagare tasse d’iscrizione per frequentare l’accademia?

S: No, tutto è gratuito e gli studenti sono mantenuti anche a livello di vitto, alloggio e altre necessità.

Chi finanzia le accademie?

S: La Desteya Perwerde, ramo per l’educazione del consiglio esecutivo del cantone di Cizire, parte del sistema dell’autonomia democratica del Rojava.

Quanti insegnanti ci sono?

S: Ciascuno dei tre insegnamenti di scienze sociali prevede nove materie, e per ogni materia c’è un insegnante.

Come è organizzata la didattica nella sezione di scienze sociali?

S: Ci sono tre trimestri nell’anno accademico. Nel primo sociologia e storia sono insegnate insieme, mentre nel secondo le due materie si separano quasi completamente, lo studente sceglie la sua materia prediletta e affianca anche l’insegnante nel fare lezione. Nel terzo trimestre lo studio si riferisce soltanto alla materia prescelta, con un lavoro di tesi e ricerca e la consegna finale di un attestato.

L’insegnamento di Politica democratica, che è nuovo, si articola in quattro trimestri: il primo con lezioni esclusivamente frontali, il secondo con l’affiancamento di un percorso di ricerca individuale, il terzo con una ricerca di gruppo, il quarto per la tesi. Il nostro obiettivo è allungare questi corsi, in prospettiva, fino ad arrivare ai quattro anni che si fanno negli altri paesi. Ad esempio abbiamo la necessità di una branca medica, ed è evidente che la formula annuale non può essere sufficiente.

Come è organizzata, invece, la sezione di diritto?

Gulan: La nostra didattica è divisa in tre parti. La prima riguarda l’atteggiamento da tenere, come criticare e autocriticarsi, è un primo trimestre di due mesi in cui si studiano anche la lingua e il giornalismo, la geografia, una disciplina particolare che chiamiamo “guerre speciali” che è una sorta di scienza della repressione, le forme espressive legate alla lingua, la storia delle religioni, la storia sociale dei giovani, l’autodifesa con lezioni sull’uso del kalashnikov, la salute, il significato dell’hevalti [Complesso concetto forgiato dal Pkk che si può tradurre con “amicizia politica”, Ndr]. Ognuna di queste lezioni dura uno o due giorni. Ogni mese ci sono tre giorni di vacanza, ogni semestre una settimana, cui segue la “piattaforma” [Momento collettivo di autocritica individuale di tutti i partecipanti, diffuso in tutte le organizzazioni rivoluzionarie curde, Ndr].

La seconda parte riguarda l’opera completa della serokati [“Presidenzialità”: formula impersonale per riferirisi al presidente del Pkk Abdullah Ocalan, Ndr]. Sono cinque i libri dal carcere, li leggiamo tutti e cinque: quello sul capitalismo, quello sul regime della verità, quello sulla società naturale, quello sul medio oriente, la civiltà e la storia del Kurdistan e del partito, e quello sulla storia e la scienza delle donne (jineoloji) e sul sessismo.

La terza parte riguarda il sistema della giustizia sociale e le leggi dello stato, la differenza tra le due cose. Cerchiamo in questa fase di avere anche un lato pratico dell’educazione, ad es. quando studiamo storia riusciamo ad andare a Gremosa [Insediamento neolotico in Rojava, Ndr], andiamo ad assistere alle piattaforme nelle città [Qui il termine è inteso in senso diverso, sebbene sia connesso al significato precedente: si tratta di assemblee di giurie popolari di 100 componenti che giudicani i casi più gravi di infrazione della legge in Rojava, Ndr].

Passiamo al merito della trasmissione dei saperi. Come viene insegnata, ad esempio, la filosofia?

S: Si inizia con la filosofia generale, si prosegue con la filosofia classica, che introduce lo studio della sociologia.

Quali sono gli autori principali?

S: Socrate, Eraclito, Platone, Nietsche, Ocalan.

Per ciò che concerne la sociologia, invece?

S: Lo studio della sociologia è organizzato in due parti, la prima prevede lo studio delle società democratiche, il secondo quello delle società centralizzate [Il significato di questi termini è approfondito nell’intervista di Infoaut e Radio Onda d’Urto alle compagne di Jineoloji, Ndr]. Leggiamo e critichiamo Auguste Compte, Theodor W. Adorno, tra gli altri.

Sono autori europei. Quali autori non europei studiate?

S: Tantissimi; non li stavo nominando perché molti è difficile che li conosciate. Senz’altro conoscete Confucio e Ocalan, il profeta Zarathustra; altri importanti sono Ibra Kaldurun, sociologo tunisino, Al-Fahrabi, Ibra Yafal. In ogni caso noi qui non ci limitiamo a leggere gli autori, li critichiamo. Critichiamo anche Marx, per dire, perché era troppo materialista, basava tutto sull’aspetto economico.

Criticate anche Ocalan?

S: Lui lo critichiamo di meno perché le sue teorie sono maggiormente basate sulla società e la cultura mediorientali, quindi capiamo meglio di cosa parla quando descrive la realtà.

Un grande ritratto di Friedrich W. Nietzsche campeggia nel vostro corridoio principale. Perchè per voi è così importante?

S: Nieztsche ha rivolto un appello per cercare la verità della società, quindi la gente che nella società ci vive, secondo la propria realtà, deve sviluppare la sua volontà di starvi all’interno. Noi siamo molto interessati alla verità della società e alla verità sull’essere umano e lui ha fatto su questo moltissima ricerca.

Passiamo alla sezione di diritto. Studiate i codici esistiti ed esistenti?

G: Studiamo la storia del diritto. Non uno stato, ma l’evoluzione del diritto. Studiamo anche il codice siriano e quello di altri stati, da Hammurabi fino a oggi. È lo stato che ha creato la legge, quindi studiamo gli stati. Studiamo anche il corano per conoscere la sharia, il corpo di regole giuridiche che vi è contenuto. Studiamo la filiazione del codice penale siriano da quello francese e le differenze che ci sono tra l’autonomia democratica del Rojava e gli stati. Esiste un libro importante nel diritto siriano, che si chiama Colpa e punizione, studiamo anche quello. Noi seguiamo un’altra logica, però, in Rojava la giustizia passa per i comitati di riconciliazione delle comuni, le case delle donne, le piattaforme popolari [Cfr. Supra e l’articolo Rojava: la rivoluzione ha eliminato lo stato?, Ndr].

Quali autori studiate maggiormente?

G: Ocalan. Inoltre Nietzsche, Foucault, Platone, tutti autori che contribuiscono a formare il pensiero di Ocalan.

Autori sconnessi dal suo pensiero?

G: Tra le 19 e le 21 c’è ogni giorno lo spazio per la lettura individuale.

Quali sono gli autori che leggete in queste due ore?

G: A dire la verità sono spesso gli stessi che studiamo al mattino.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

G: Ocalan, Aristotele, Zarathustra, Amin Maluf, Aman Uil.

Diresti che prevalgono maggiormente gli autori occidentali o orientali nel vostro corso di studio?

G: Secondo me si equivalgono. Credo che, se dovessimo fare un calcolo approssimativo, vedremmo che sono circa il 50% degli uni e degli altri.

La vostra è un’educazione “chiusa”, come la definite. Che cosa significa?

S: Lo stato ha schiacciato e distrutto la società, e ha chiuso la bocca a molti. Se vogliamo cambiare la società ed eliminare il dominio, dobbiamo educare le persone in modo chiuso. Il sistema dell’autonomia democratica è un sistema nuovo e per molti strano, per questo l’educazione chiusa è necessaria. Per prima cosa togliamo il telefono agli studenti, che si devono concentrare soltanto sullo studio. Alle 6.00 c’è la sveglia e tutti facciamo sport fino alle 6.30. Poi c’è la colazione, quindi quattro ore di lezione tra le 8.00 e le 12.00, poi pranzo tra le 12.00 e le 14.00, lezione ancora dalle 14.00 alle 17.00. Tra le 17 e le 19.30 ci sono cena e socialità, quindi fino alle 21.30 facciamo delle specie di seminari serali in cui si discute, seduti in cerchio, su ciò che si è appreso durante il giorno. Dalle 21.30 alle 22.30 relax, poi si spengono le luci.

Potete uscire dall’edificio?

S: Ogni settimana ci sono due giorni di vacanza, il venerdì e il sabato, dove gli studenti vanno dove vogliono. Gli altri giorni si resta qui.

Chi cucina? Chi pulisce?

S: Ogni giorno abbiamo due cuochi scelti a turno tra gli studenti, alternativamente due uomini e due donne. Ogni settimana si fanno le pulizie generali con due gruppi estratti da una lista, si pulisce in 10-12 persone insieme. Per ogni cosa ci sono studenti responsabili, dalle pulizie alla cucina, passando per la biblioteca, le altre necessità comuni, e così via.

Chi stabilisce le regole?

S: La reverberi, il coordinamento degli insegnanti dell’accademia, cerca di responsabilizzare gli studenti.

La sezione di diritto è organizzata allo stesso modo di quella di scienze sociali?

G: La nostra sveglia è alle 5.30, poi c’è lo sport e la colazione. Le lezioni sono dalle 7.30 ale 11.30, poi dalle 13.30 alle 16.30; segue la cena, quindi dalle 19 alle 21 le letture individuali. Ogni tre giorni c’è il taqmil, l’assemblea: siamo 14 uomini e 15 donne, abbiamo formato tre comuni femminili e tre maschili di 5 persone ciascuna, che discutono dei problemi e mandano un rappresentante alla reverberi per riferire. Ogni 15 giorni c’è l’assemblea autonoma di uomini e donne, ogni mese quella tutti insieme. Emergono in questi casi le critiche degli uni verso gli altri o verso il coordinamento dell’accademia. Ci sono sempre due responsabili della logistica, dello sport, della salute, dell’ecologia e organizziamo lavori pratici come le pulizie o i lavori di giardinaggio e orticoltura negli spazi dell’accademia.

I responsabili cambiano ogni mese. Viviamo in una società dove l’uomo e la donna sono diversi, il primo sempre in giro a poltrire, la seconda chiusa in casa a occuparsi delle cose pratiche. Qui è l’opposto, siamo tutti uguali. Oltre a leggere libri, costruiamo la vita. Il nostro corso di studio prevede sei mesi di teoria e sei mesi di pratica, al termine dei quali si riceve un attestato con cui si può divenire giudici o avvocati nell’autonomia democratica, ma anche avere posizioni di coordinamento e comando nelle Asaysh [Forze di protezione interna, Ndr], o insegnare nelle scuole e nell’accademia.

Sono ammesse relazioni sentimentali tra studenti?

S: Gli studenti e gli inegnanti qui vivono secondo un sistema di hevalti, che si fonda su un recirpoco volersi bene.

Per quel che riguarda le relazioni sessuali?

S: Quel tipo di relazioni si hanno fuori da qui, qui si viene per studiare. Quando due persone hanno finito l’accademia, naturalmente, se vogliono si possono sposare.

Qual è la composizione linguistica degli studenti? Ci sono anche arabi e assiri, oltre che persone di lingua curda?

G: Qui ci sono due arabi, il resto sono curdi, c’è gente che viene da Gire Spi e da Kobane, oltre che da Qamishlo e dalla provincia di Hasakah.

S: Da noi c’è soltanto uno studente arabo, il resto sono curdi. Questa situazione è dettata dal fatto che i corsi sono in curdo, ma vogliamo avviarne anche in arabo per superare questo problema.

Intervista realizzata per Radio Onda d’Urto e Infoaut a Qamishlo, Rojava

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