InfoAut
Immagine di copertina per il post

VIDEO. Soldati fanno fuoco su una plaestinese con in mano un coltello

La ragazza è stata colpita al ventre e versa in gravi condizioni. A Jaffa il colonnello responsabile delle operazioni a Hebron testimonia contro il soldato che uccise a sangue freddo al-Sharif il 24 marzo

della redazione

Roma, 6 luglio 2016, Nena News – Una ragazza palestinese è stata ferita ieri da due soldati israeliani ad una fermata degli autobus vicino alla colonia di Ariel in Cisgiordania. In un video girato da un’auto si vede la ragazza, identificata come Jamileh Daoud Hasan Jaber, di 17 anni, residente nella città di al-Zawiya a Salfit, avvicinarsi con un coltello in mano ai due coloni. I soldati fanno fuoco e la colpiscono al ventre da distanza ravvicinata.

I soccorritori della Mezza Luna Rossa hanno detto di essere stati fermati dai militari che hanno impedito di curarla. Solo all’arrivo dell’ambulanza israeliana, la ragazza è stata portata via in stato di arresto. Secondo fonti mediche israeliane è ricoverata in condizioni critiche.

Nel video si vedono i due militari colpirla senza tentare di fermarla in altro modo. E colpirla al ventre, non alle gambe o alle braccia per impedirle di usare il coltello. Un comportamento che ha caratterizzato gli ultimi mesi: l’esercito israeliano ha sempre “neutralizzato” (questa l’espressione utilizzata dalle autorità di Tel Aviv) gli aggressori e i presunti tali uccidendoli sul posto. Una pratica molto criticata che ieri è finita nella corte militare di Jaffa dove si è tenuta una nuova udienza al soldato Elor Azaria, accusato di omicidio colposo per aver ucciso il 24 marzo scorso un palestinese ad Hebron, Abdel Fatah al-Sharif, già ferito a terra e innocuo. Alla sbarra dei testimoni è andato il colonnello Yariv Ben Ezra, capo dell’unità di Hebron il giorno dell’omicidio.

Ezra ha detto che non esiste alcuna giustificazione militare all’atto del soldato perché al-Sharif non rappresentava alcuna minaccia per i militari. Ha poi aggiunto di non aver mai visto un soldato “allontanarsi così tanto dalle regole di ingaggio dell’esercito”. A trascinare Azaria di fronte ad una corte militare è stato un video girato da un palestinese che lavora per l’organizzazione israeliana B’Tselem e che mostra con chiarezza l’accaduto. Un altro video mostra un paramedico lanciare vicino al corpo di al-Sharif un coltello che prima non era presente sulla scena. Nonostante simili prove, il soldato è stato accusato solo di omicidio colposo e non volontario, anche a causa dell’enorme supporto ricevuto dall’opinione pubblica e dallo spettro politico israeliano.

Prosegue intanto la chiusura della città di Hebron e dei villaggi intorno, a seguito di due attacchi perpetrati nella colonia di Kiryat Arba, in cui è morta una colona di 13 anni, e di fronte alla Moschea di Abramo, senza vittime. L’esercito ha completamente chiuso gli ingressi al villaggio di Bani Naim, da cui proveniva Muhammaed Nasser Tarayra, responsabile della morte della 13enne. Se nelle comunità vicine i soldati stazionano agli ingressi controllando le identità di tutte le persone in movimento, a Bani Naim è vietato l’ingresso a qualsiasi veicolo. Una situazione pesantissima che impedisce a cibo, gas e prodotti di base di arrivare nel villaggio.

Una punizione collettiva, la definisce il sindaco di Bani Naim, Mahmoud Manasrah: “Questo è uno dei tanti blocchi imposti al popolo palestinese, ma a Bani Naim la maggior parte delle persone vive di affari e lavoro fuori dal villaggio. Abbiamo almeno 50 fabbriche che tagliano pietre e oggi sono chiuse. Danno lavoro ad almeno 30 persone l’una, ci sono 1.500 famiglie senza sostegno finanziario”.

Simili punizioni, violazione del diritto internazionale, sarebbero perseguibili come crimini di guerra, spiega l’associazione per rifugiati Badil: “Il divieto di punizione collettiva è severo e inequivocabile secondo il diritto internazionale”, dice il ricercatore Simon Reynolds.

 

da Nena News

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Gli USA bombardano l’isola di Kharg dopo i voli spia di un drone di Sigonella

Raid aereo delle forze aeree USA contro l’isola di Kharg, terminal petrolifero offshore iraniano. Stanotte il presidente Donald Trump ha dato l’ordine al Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (Centcom) di colpire massicciamente le infrastrutture militari ospitate nell’isola da cui viene esportato quasi il 90% del petrolio dell’Iran.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Una prospettiva antifascista dalla Francia

Una prospettiva antifascista dalla Francia – Fascistizzazione dello Stato, genealogie coloniali e congiuntura elettorale a un mese dai “fatti di Lione”. Intervista con Antonin Bernanos e Carlotta Benvegnù

Immagine di copertina per il post
Culture

Guerra. Per una nuova antropologia politica

l volume di Silvano Cacciari si apre facendo riferimento a opere cinematografiche che hanno saputo mostrare come sia cambiata la guerra rispetto a come la si era conosciuta e messa in scena in passato. Se Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola aveva saputo mostrare una guerra ormai indirizzata ad autoalimentarsi priva di scopo e indipendente dalle forze che si proponevano di controllarla, più recentemente il film russo Best in Hell (2022) di Andrey Batov, prodotto dai mercenari del Gruppo Wagner, ha evidenziato lo stato di assoluta incontrollabilità raggiunto dalla guerra. «La grammatica delle immagini della guerra contemporanea, dai film strutturati all’universo di video postati sui social, propone un processo di significazione della crisi radicale del télos, della finalità politica che Clausewitz poneva a fondamento della razionalità bellica»

Immagine di copertina per il post
Contributi

Torino-Cuba 26

Questo 17 di Marzo, nel caos imposto all’ordine del giorno della politica mondiale. Partirà dall’Italia un aereo della flotta Nuestra America Convoy, che nell’ambito dellacampagna internazionale Let Cuba Breathe raggiungerà l’Avana, per convergere il 21 Marzo con la flottiglia navale e portare aiuti medici ed umanitari essenziali nonché la solidarietà dovuta ad una popolazione ormai strangolata
dall’assedio statunitense, che in queste ore serra il pugno sull’isola.