
Social vietati ai minori, arriva l’app europea per la verifica dell’età.
Riprendiamo da Radio Blackout questa interessante intervista con Hagar Taamallah sulle recenti misure europee per stringere il controllo sui minorenni per quanto riguarda l’accesso ai social. Pensiamo che il problema di come ci formiamo in generale attraverso la rete e le piattaforme sia reale e che i divieti non siano la soluzione al problema, ma che serva una critica radicale e sostanziale di tutto il sistema. Detto ciò nell’intervista si spiegano bene la natura della misura e rischi che vi si celano dietro. Buon ascolto!
L’Unione europea procede verso una stretta per i minorenni sui social. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato che la nuova app per la verifica dell’età è pronta all’uso, segnando il passaggio dalla fase di progettazione a quella operativa.
“È nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, così come facciamo nel mondo offline. E per farlo in modo efficace, abbiamo bisogno di un approccio europeo armonizzato”, ha detto von der Leyen.
Oggi come oggi, gli Stati procedono in ordine sparso. Francia e Portogallo hanno già vietato l’accesso ai minori a determinate piattaforme, Parigi sotto i 15 anni di età e Lisbona sotto i 13, mentre altri Paesi membri stanno valutando provvedimenti simili, seguendo un approccio nazionale.
Con Hagar Taamallah, di Privacy network, cerchiamo di fare chiarezza sul tema, parliamo del rischio che strumenti presentati come soluzioni per la protezione dei minori possano, nella realtà, trasformarsi in infrastrutture di sorveglianza pervasiva, con impatti rilevanti sulla privacy e della necessità di un approccio integrato – e quindi anche educativo e culturale – alla protezione dei minori online. Ascolta e scarica l’approfondimento.
Per approfondire: https://privacy-network.it/news/novita/i-minori-nella-societa-digitale-cosa-sta-succedendo-in-europa/
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