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Brescia: occupato l’ufficio del direttore generale dell’Asl

VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL #10MAGGIO

Il prossimo 10 maggio a Brescia si svolgera’ la manifestazione StopBiocidio: per una sola grande opera casa, salute , reddito e dignita’ contro le nocivita’ sociali e ambientali presenti in grande quantita’ a Brescia e provincia. Qui trovi la piattaforma e le adesioni alla manifestazione.

Verso la manifestazione del 10 maggio  Stop Biocidio: un gruppo di attivisti contro le nocività ambientali hanno occupato nel primo pomeriggio l’ufficio del direttore generale dell’Asl di Brescia. Una iniziativa che intende denunciare le gravi carenze dell’ASL cittadina in materia di prevenzione e riduzione del danno in tema di salvaguardia dell’ambiente e salute della cittadinanza.

Ascolta la prima corrispodenza con Umberto della redazione.

Ascolta la conferenza stampa con gli interventi di Roberto Saleri, Alessadra Zanin e Stefania Baiguera.

 

Di seguito il comunicato consegnato al direttore generale dell’Asl di Brescia:

Negano il presente per rubarci il futuro

Abbiamo dato vita a questa iniziativa per denunciare la grave emergenza sanitaria che riguarda Brescia e provincia. Si tratta di una realtà che viviamo ogni giorno e di cui ognuno di noi può esserne testimone attraverso il proprio vissuto.

Siamo qui oggi a denunciare le colpe dell’Asl e in particolare dei suoi dirigenti, che, in maniera assolutamente irresponsabile, continuano a prodigarsi nel minimizzare questa situazione, quasi a volersi assolvere dalle proprie responsabilità passate.

Anzi, negli ultimi mesi abbiamo assistito al tentativo di delegittimare e denunciare quei comitati e quelle singole persone che hanno invece avuto il merito di aver portato a galla la verità (a questo proposito ci paiono abbastanza evidenti, quindi, le responsabilità di questa istituzione nell’aver nascosto e insabbiato il disastro ambientale che oggi Brescia si trova ad affrontare).

Così è successo nel caso dei risultati emersi dallo studio Sentieri e dalle conseguenti accuse di “allarmismo” rivolte al professor Ricci. Così è successo con la pubblicazione dell’opuscolo riguardante i parchi pubblici all’interno del sito Caffaro, dove addirittura, sottovalutando le concentrazioni degli inquinanti riscontrate, si invitano i cittadini a tenere comportamenti pericolosi per la propria salute. Così leggiamo le minacce di denuncia per “procurato allarme” rivolte ai comitati.

Ed è evidentemente inutile appellarsi ad una fantomatica “mentalità bresciana”nel valutare il fallimento dello screening effettuato sul sangue di un campione di cittadini, se si nega il problema perché una persona “normale” dovrebbe preoccuparsi e perdere tempo nel farsi esaminare?

Alla stessa maniera si sta affrontando il problema della presenza del cromo esavalente nelle acque dell’acquedotto cittadino. Tutte le energie dell’asl sono concentrate nel confutare le preoccupazioni e le denunce dei cittadini, sbandierando come paravento i limiti fissati da una legge evidentemente inadeguata (è inutile dilungarsi troppo nel commentare la legislazione italiana in campo ambientale, il caso Caffaro è un simbolo nazionale anche in questo).

Ci appare quindi chiara la responsabilità di questa istituzione nell’aver volutamente tenuto nascosto una situazione profondamente grave, nel continuare a sottovalutarla e nel non volerla affrontare. Per questo motivo i dirigenti dell’Asl sono persone a noi non gradite su cui grava la responsabilità maggiore in questa vicenda.

A Brescia dovrebbe essere  riconosciuto e fatto valere il principio di precauzione ed attuate strategie, oltre che di prevenzione, anche di riduzione del danno. Va individuato in tempi rapidi un piano sanitario specifico per le zone maggiormente a rischio. Va istituito, come stabilito per legge, un osservatorio epidemiologico provinciale in grado di stabilire il nesso causa – effetto tra salute e devastazione ambientale indipendente e partecipato da cittadini e comitati.

#10maggio #stopbiocidio

 

Da Radio Onda d’Urto

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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