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Giovanni Impastato: La lotta antimafia di oggi è contro le grandi opere

Suo fra­tello, Gio­vanni, impe­gnato in prima linea nel movi­mento anti­ma­fia sfila nel cor­teo, insieme agli altri fami­liari delle vittime.

Quella di oggi, così come la gior­nata di ieri con papa Fran­ce­sco, è una mani­fe­sta­zione impor­tante, ci sono gio­vani arri­vati da ogni parte d’Italia, pieni di entu­sia­smo e di voglia di impegnarsi.

Come si può dare con­ti­nuità a que­sta gior­nata, affin­ché non resti solo un bel momento ma iso­lato dal resto? Dob­biamo col­le­gare que­sta gior­nata alle lotte sociali dei movi­menti che ci sono in giro per l’Italia da nord a sud: i No Tav, i no Mous e tutti gli altri. Que­sta è la strada da percorrere.

Per­ché?

Per­ché le grandi opere, oltre a deva­stare il ter­ri­to­rio e a distrug­gere l’ambiente, sono terra di con­qui­sta delle mafie: ci sono appalti di milioni di euro, e sono un affare troppo grosso per­ché le orga­niz­za­zioni cri­mi­nali se lo lascino sfug­gire. Insomma que­ste mani­fe­sta­zioni sono impor­tanti e vanno fatte, ma biso­gna lavo­rare per far cre­scere la coscienza anti­ma­fia e col­le­garla alle lotte sociali: solo così avrà le gambe per camminare.

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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