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I No Muos tagliano ancora reti!

Dopo il partecipato corteo di ieri rafforzato dal primo sciopero generale della cittadinanza niscemese le attività della tre giorni non hanno quindi conosciuto pausa. La generalizzazione del movimento alla popolazione del territorio è stata infatti accompagnata da una rinnovata determinazione delle azioni di disturbo e sabotaggio alla base. Nella notte è stata raggiunta una zona particolarmente vicina alle antenne della vergogna ed è stata confermata la vulnerabilità di un sito ormai sempre più odiato da chi gli vive intorno e vede minacciata la propria vita dalle radiazioni già presenti per le 46 antenne attive e da quelle potentissime dell’impianto MUOS che gli interessi bellici statunitensi vorrebbero ultimare.

Insomma si può affermare che la forza con cui consolato USA e governo italiano hanno battuto in questo ultimo periodo sulla volontà di terminare i lavori e sbarazzarsi dello spinoso problema No Muos non stia passando incontrastata sul movimento. Le risposte ci sono e puntano ad adeguarsi a quelli che sono i cambiamenti del contesto e delle azioni della controparte.

Se una grande qualità del movimento No Muos è stata quella di non adagiarsi sulle parziali vittorie strappate all’assemblea regionale siciliana e di rilanciare semmai con la pratica della revoca dal basso e dei blocchi alla base, adesso le conferme sulla necessità di continuare sulla strada del movimento popolare arrivano dalle scelte governative e dalla celerità e brutalità degli ultimi sgomberi della polizia.

Ma se il governo ricorre al TAR e nomina come ministro degli esteri l’ultra yankee Bonino, e se il consolato americano è sempre più attivo negli affari di Sicilia aumentando anche il contingente di istanza a Sigonella, le risposte del movimento No Muos non si stanno facendo aspettare.

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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