InfoAut
Immagine di copertina per il post

Io ero con i No Tav arrestati. Vi racconto come sono andate davvero le cose

Riportiamo qui la testimonianza di un giornalista che racconta il clima dell’irruzione alla Geovalsusa per cui sono partite le misure cautelari di quest’oggi.

Questa mattina la Digos di Torino ha fatto scattare arresti e perquisizioni nei confronti di cittadini impegnati nella lotta No Tav, in quattro regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Trentino. In un articolo, il giornalista di Repubblica Meo Ponte spiega:

“Due persone sono state messe agli arresti domiciliari per l’aggressione ad una troupe di giornalisti e altre 17 misure (7 arresti domiciliari, 4 divieti di dimora a Torino e 6 obblighi di firma) per l’episodio della Geostudio, in cui sono coinvolti per la maggioranza esponenti dei due centri sociali torinesi Askatasuna e Gabrio.”

Anche i quotidiani La Stampa e il Corriere riportano la notizia. In particolare, quella dell'”occupazione” (durata in realtà solo un’ora) alla ditta Geovalsusa viene raccontata come un’irruzione violenta di un gruppo di facinorosi appartenenti a centri sociali.

Io c’ero. Mi trovavo in Val di Susa come giornalista, per raccontare l’esperienza di lotta popolare dei No Tav. Di quella settimana a Chiomonte ho scritto in un articolo.

Ho assistito anche alla cosidetta “irruzione” alla ditta Geovalsusa: unico giornalista presente, insieme al collega Alessandro Fiorillo. Al momento dell’ingresso nella sede dell’azienda non c’erano uomini della Digos, né altri testimoni, e neppure i cronisti di Repubblica, Corriere e La Stampa.

Dipinta come un’azione violenta realizzata dei soliti “facinorosi” dei centri sociali torinesi, in realtà ha visto la partecipazione pacifica di decine di persone di ogni età ed organizzazione politica o sociale. L’azione si è svolta a volto scoperto, suonando il citofono e facendosi aprire. Una volta entrati, è stato srotolato uno striscione ed accesi un paio di fumogeni rossi. Nessun danno è stato arrecato agli oggetti dello studio. Nessuna minaccia ai dipendenti che, anzi, hanno amabilmente chiacchierato con i militanti No Tav presenti. Sono stato personalmente invitato da un’ingegnere della ditta a “lasciar perdere la Val di Susa”: “Ma perché non vai nella palestra sotto: c’è un gruppo di donne cinquantenni single che non vede l’ora che gli facciate un’incursione”. Evidentemente non c’era nessuna tensione. Polizia e carabinieri sono arrivati dopo una quarantina di minuti ed hanno fotografato e ripreso con una telecamera tutti i presenti. Da quelle immagini sono state fatte le identificazioni che hanno prodotto i provvedimenti legali nei confronti dei No Tav.

Il Movimento No Tav ha immediatamente rivendicato l’azione con un comunicato sul suo sito, in cui tra l’altro si legge:

“La contestazione di oggi alla Geovalsusa Srl ha diverse ragioni, una delle quali è quella per cui essa è complice della militarizzazione e della devastazione del territorio che a partire del 27 giugno 2011 continua ed essere imposta alla Val di Susa. Per “territorio militarizzato” intendiamo la presenza in Valle di centinaia di uomini delle forze dell’ordine, lautamente pagati, a controllare e asfissiare gli abitanti della valle, impedendo l’accesso alle loro terre e la libera circolazione sul territorio. Militarizzazione è la creazione di un sito strategico nazionale laddove è in corso la protesta legittima di una popolazione intera, ma lo è anche la nuova strategia adottata della questura dei “fogli di via”, provvedimenti del prefetto con i quali a numerosi No Tav viene impedito l’accesso alla Val di Susa per motivi di ordine pubblico.”

All’indomani dell’azione non si sono fatti attendere i commenti di esponenti politici di spicco. Stefano Esposito, deputato piemontese del PD, tuonò: “Non è solo un’azione dimostrativa, ma un’autentica intimidazione in stile mafioso nei confronti di un’impresa per il solo fatto di aver espresso interesse a partecipare a un appalto relativo alla Tav, cosa del tutto normale in un momento di crisi come quello attuale”. Il segretario regionale del partito, Gianfranco Morgando, commentò: “Ancora una volta siamo di fronte a un’azione che travalica la legittima manifestazione di dissenso e si traduce in un comportamento violento e intimidatorio”. Per il deputato del Pdl Osvaldo Napoli “le intimidazioni di questi professionisti dell’anti-istituzione sono ormai un vero attacco allo Stato”. Per questi signori l’azione alla Geovalsusa, pacifica e a volto scoperto, rappresenta un “attacco allo stato, in stile mafioso”.

E tra i “sobillatori” votati all’eversione contro lo Stato Democratico che stamattina hanno subito provvedimenti c’è anche Patrizia Soldati, signora sessantenne, cuoca in un asilo: “Sono venuti a prelevarmi a casa stamattina alle 7, in cinque: tre uomini della Digos e due poliziotti in divisa. Io faccio la cuoca in un asilo, gli ho spiegato che sarebbe stato un problema per i bambini non ricevere il pranzo se io fossi stata trattenuta tutto il giorno. Sono stata portata in questura e identificata: mi sono state fatte foto segnaletiche e prese le impronte digitali. Ho letto velocemente su un foglio che sarei accusata – come tutti gli altri presenti quel giorno – di “violenza”. Mi è stato dato un provvedimento di “divieto di dimora” a Torino, ma ad altre persone addirittura gli arresti domiciliari. Naturalmente sono serena. Rivendico di aver partecipato all’azione pacifica alla Geovalsusa”.

Non è un caso che tra pochi giorni, il 3 dicembre, si terrà una grande manifestazione a Lione. Secondo il Movimento No Tav gli arresti sono un chiaro atto intimidatorio, volto a criminalizzare chi dissente dalla costruzione della linea ad alta velocità.

da agoravox

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

chiomontenotavvalsusa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion sul nuovo decreto sicurezza: “Deriva autoritaria, è il momento di disobbedire”

Extinction Rebellion si unisce alle voci di dissenso sul nuovo decreto sicurezza, denunciando il restringimento dei diritti costituzionali e la legalizzazione di prassi degradanti che vengono portate avanti sempre più spesso negli ultimi anni. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Niscemi non cade

La parola ai niscemesi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dopo i danni del ciclone Harry serve organizzazione popolare per la ricostruzione e controllo dal basso

Non ci aspettavamo certo “tutto e subito”, ma è evidente che la somma messa a disposizione è largamente insufficiente se rapportata all’entità dei danni subiti. È una cifra che, anche alla luce di precedenti analoghi come l’alluvione in Emilia-Romagna, appare del tutto sproporzionata rispetto alle reali necessità di messa in sicurezza, ripristino e ricostruzione dei territori colpiti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: SUD e GIÙ!

È molto più efficace porsi le domande giuste che trovare risposte consolatorie.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il governo è nemico dei territori, i territori resistono!

Per una partecipazione di Valle all’assemblea del 17 gennaio a Torino – ore 15 al Campus Luigi Einaudi

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Via libera all’accordo di libero scambio UE-Mercosur. Proteste degli agricoltori, anche in Italia

09 gennaio 2026. Milano. Dal serbatoio fuoriescono litri di latte. Siamo davanti al Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Come i fondi di investimento “verdi” finanziano le armi

Gli investimenti Esg nelle aziende della difesa hanno subìto un’impennata negli ultimi anni fino a raggiungere i 50 miliardi di euro, sull’onda delle pressioni congiunte dell’industria bellica e della Commissione europea.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Allevatori ed agricoltori di nuovo in protesta in Belgio e Francia.

Di seguito ripotiamo due articoli che analizzano le proteste degli agricoltori che in questi giorni sono tornate ad attraversare la Francia ed il Belgio.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Tav, I media e I voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto in Italia la capacità di dare una continuità trentennale alle ragioni della propria lotta, e la recente e partecipata manifestazione dell’8 dicembre, ventennale dall’epico sgombero popolare nel 2005 del cantiere nella piana di Venaus, ne è la dimostrazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il Movimento No Tav era, è e sarà sempre al fianco della resistenza palestinese: sosteniamo la Global Sumud Flotilla!

Se Israele deciderà di fermare con la forza la Global Sumud Flottilla, impedendo ancora una volta l’arrivo di aiuti umanitari e provando a spegnere un atto di resistenza collettiva, noi non resteremo a guardare.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Guerra alla guerra: come organizzarci nelle scuole?

Nei contesti che attraversiamo occorre ripartire dalla concretezza del rifiuto per sabotare e opporsi realmente alla ristrutturazione, definendo con l’esperienza pratiche di conflitto riproducibili per bloccare sul nascere la guerra.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La marcia No Tav invade i cantieri

Volevamo una grande manifestazione No Tav, e come sempre la realtà ha superato ogni aspettativa!

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bentornata Nicoletta!

Nella giornata di ieri è stata scarcerata Nicoletta Dosio, dopo più un anno di detenzione domiciliare scontato presso la propria abitazione di Bussoleno finalmente è libera!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“In Val Susa la repressione non ci ha vinto”, intervista a Nicoletta Dosio

Nicoletta Dosio la storica attivista del movimento No Tav sta terminando un anno di detenzione domiciliare per la sua lotta contro la linea ad alta velocità Torino-Lione.