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La storia si ripete: blocco degli attivisti forzato e operai al lavoro nel cantiere Muos

La questura, tramite gli agenti del commissariato di Niscemi, avevano infatti architettato un piano per evitare il blocco: far desistere gli attivisti, attendendo la smobilitazione del presidio, per permettere agli operai di entrare in tutta tranquillità. Dunque ancora le sottilissime menti della questura contro il movimento No Muos e chi tenta di far rispettare la sentenza “dal basso”.

Anche questa volta però il sotterfugio non ha funzionato: ad aspettare gli operai sono tornati decine di attivisti e mamme, prontamente tornati davanti ai cancelli.

Dopo aver forzato il blocco gli operai sono riusciti però a entrare in base, avviandosi al cantiere Muos.

Un video girato dagli attivisti dimostra che gli operai fatti passare con un sotterfugio da parte della Questura, che ancora una volta dovrebbe spiegare da che parte sta, hanno lavorato ancora nel cantiere abusivo e illegittimo del Muos.

A nulla sono valse le iniziative di avvocati e attivisti, che chiedono il blocco totale del cantiere in quanto ILLEGITTIMO E ABUSIVO! Sappiamo che solo dal basso, solo con le azioni dirette possiamo bloccare il funzionamento del Muos e della base.

Lo sappiamo perché l’abbiamo fatto, con o senza sentenza del Tar. Lo sappiamo perché lo rifaremo. 

No Muos ora e sempre!

da nomuos.info

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