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Niscemi: determinazione No Muos e brutalità della polizia

 

Facevamo bene ad affermare che in contrada Ulmo, lo sdegno stava pian piano lasciando spazio alla rabbia. Dopo i fatti di ieri, che palesano la volontà da parte del ministero degli interni di accelerare i lavori di completamento del Muos, blocchi o non blocchi, il movimento ha infatti risposto in maniera numerosa e compatta alle violenze perpetrate ieri dalla polizia. Ad effettuare i blocchi stamane erano quindi più di un centinaio; i gruppetti che fino ad adesso erano sufficienti a rimandar indietro i mezzi di polizia e operai, da ieri infatti non bastano più.

La situazione diventa subito tesa e dopo circa un’ora le forze del disordine “rimuovono” i manifestanti seduti in segno di protesta e in blocco effettivo con tutta la violenza e la brutalità che la contraddistingue difronte a qualsiasi forma di dissenso, pacifica e non (non che gliene freghi molto!). Bollettino: due manifestanti arrestati per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, attualmente agli arresti domiciliari, un foglio di via e due poliziotti lievemente contusi (eh?). Dalle rarissime immagini fatte sparire dalla rete e che passano su qualche tg regionale è chiaro quanto a picchiare ci stiano solo i poliziotti mentre i manifestanti provano a resistere passivamente. Se poi qualcuno reagisce perché dopo esser stata violentata e distrutta la propria terra e la propria vita, si vede pure brutalmente picchiato mentre esprime il proprio dissenso e la propria forma di lotta…vorremmo biasimarlo? O meglio, vorremmo non dargli tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio?! Noi crediamo di si, a voi che leggete la scelta.

Ma la questura di Caltagirone, coi media che gli fanno da eco, deve pur giustificare la brutalità. Lo fa con gli sconsiderati arresti (per quanto realmente avvenuto) e il foglio di via, causa un morso a un pezzo grosso della questura che stava con “gentilezza animalesca” strattonando e spingendo a bordo strada il manifestante in questione.  Come se non bastasse spunta la solita infiltrazione anarchica, giusto per dare un pizzico di pepe e di colore alla narrazione. Ma poco importa andare nel merito perché a costruire e determinare i movimenti sono le ragioni, gli obiettivi e i risultati che questo porta avanti, aldilà di chi ci sta dentro. Anzi pare strano che non sia spuntata nessuna pista mafiosa…!

Vi lasciamo sperando di potervi raccontare nei prossimi giorni di una rabbia che cresce e rischia di diventar pericolosa per questura e istituzioni. Quindi speriamo.

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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