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No Tav, la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli

l Tribunale Permanente dei Popoli, tribunale di opinione indipendente che nasce nel 1979 come diretta prosecuzione del Tribunale Russell II, fu promosso da Lelio Basso negli anni ’70, sulle dittature in America Latina. Ne fa parte una rete internazionale di esperti appartenenti alle diverse discipline della ricerca giuridica, economica e socio-politica. Il Tribunale rappresenta un efficace strumento di denuncia, affermazione e visibilità dei diritti umani e dei popoli e produce analisi critiche sulle ragioni dell’ineffettività del diritto, soprattutto in relazione alle dinamiche globali dell’economia e della finanza.

Il TPP ha ascoltato le ragioni del Movimento No Tav, che ha pubblicamente denunciato le violazioni dei diritti fondamentali delle comunità della Val Susa con riferimento alla progettata costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione.

La sentenza, che non ha nessun valore legale, dà ragione ai valsusini e condanna tutti coloro che in questi decenni hanno lavorato per imporre con la forza un’opera inutile e dannosa.

Una vittoria etica e morale quindi, che il Movimento No Tav, insieme a tutti quelli che in questo paese  e nel mondo combattono le grandi opere a beneficio del business, si portano a casa.

Consapevoli che questa è una delle tante tappe di questo percorso, si continua a lottare, con la preparazione della grande manifestazione dell’8 dicembre, a 10 anni dalla liberazione di Venaus, e le varie iniziative in programma per il mese di novembre.

Con buona pace di Ferrentino che lamenta il mancato accesso ai locali di Almese e di Virano e Foietta che contestano il mancato contraddittorio e che hanno preferito essere distanti anni luce al momento della lettura del dispositivo di condanna.

Per loro e per tutti gli altri solo vergogna, a noi invece la responsabilità di rendere concreta questa condanna continuando a lottare per distruggere questo infame progetto.

Qui di seguito trovate l’estratto della sentenza:

Il TPP raccomanda al governo italiano di sospendere l’esecuzione del TAV, e di riconsiderare l’opzione zero all’intero di qualsiasi spazio di dialogo promosso tra le parti. Raccomanda anche di cessare l’occupazione militare della zona

Il Tribunale Permanente dei Popoli, considerando i trattati su diritti umani e civili, sull’accesso agli strumenti di partecipazione, ritiene censurabili gli Stati che nel diritto e nelle prassi non garantiscono la partecipazione delle popolazioni locali.

Pertanto chiede a tutti gli Stati di dotarsi di queste norme, e di rispettare quelle esistenti..

Il TPP dichiara Illegittime queste condotte procedurali e lo denuncia all’opinione pubblica mondale.

Il TPP dichiara che in Valsusa si sono violati i diritti fondamentali sia di natura procedurale e di informazione sia per l’accesso alle vie giurisdizionali

Violati anche i diritti fondamentali civili, libertà di parola ed espressione.

Accanto alla sentenza ecco le raccomandazioni:

– Il Tribunale Permanente dei Popoli raccomanda a Francia e Italia di sospendere i lavori della Torino-Lione e di attivare un confronto in cui venga presa in considerazione l’opzione zero.

– chiede allo stato italiano di rivedere la Legge Obiettivo e lo Sblocca Italia, due provvedimenti che impediscono la partecipazione dei cittadini

– chiede al Governo Italiano la cessazione dell’occupazione militare e di non criminalizzare il dissenso
– chiede all’Europa di revisionare i progetti delle Grandi Opere prendendo in considerazione gli interessi delle comunità locali.

Per chi volesse approfondire il testo integrale su: http://www.notav.info/documenti/la-sentenza-del-tribunale-permanente-dei-popoli-sospendere-i-lavori-cessare-loccupazione-militare-aprire-il-dialogo/

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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