InfoAut
Immagine di copertina per il post

La paura e la possibilità

Comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Torino sugli arresti di questa mattina:

Gli arresti di oggi portano 6 studenti ai domiciliari e una studentessa all’obbligo di firme giornaliere con l’accusa di aver contrastato in più occasioni la presenza del Fuan e della Lega Nord in università. In queste occasioni i fascisti e i leghisti distribuivano volantini xenofobi contro la presenza di stranieri e migranti in università.

Sommati agli altri studenti già ai domiciliari, con i rientri notturni, obblighi di dimora e firme il numero sale a 14. Un numero che salta all’occhio, e ci parla della normalità dell’uso repressivo e punitivo delle misure cautelari che mira ad intimidire gli studenti e le studentesse dell’Università di Torino.

Va denunciato con forza il fatto che gran parte di queste misure cautelari siano vessatorie e estremamente restrittive, tanto che a metà di questi studenti è proibita la comunicazione con l’esterno in qualunque forma. Per alcuni è stata proibita la frequentazione di corsi obbligatori e si rende loro difficile sostenere gli esami e reperire i libri per lo studio. Questi fatti sono già stati ribaditi con forza dalla campagna #LibertàDiDissenso#LibertàDiStudiare, promossa dagli studenti dell’ateneo di Torino e sostenuta da moltissimi docenti e lavoratori.

Passiamo ora ai fatti che hanno portato a questi ultimi arresti. Leggendo l’ordinanza ci si rende subito conto della pretestuosità dei fatti e degli episodi contestati, con un maldestro tentativo di tenere insieme 3 differenti episodi di contestazione alla presenza del Fuan e del Mup (movimento universitario padano) in università. [Per una cronaca più dettagliata rimandiamo agli articoli pubblicati in merito, vedi nota a piè di pagina]

In tutte queste occasioni l’università è stata militarizzata in maniera pesante. Riempendo l’università di polizia e carabinieri (a volte più di un centinaio!) e imponendo check point a tutti gli studenti specialmente all’ingresso e all’interno del Campus Einaudi. Da anni oramai la Questura di Torino, con la complicità del Rettore Ajani, utilizza il Fuan, il Mup e qualsiasi altra presenza più o meno istituzionale in università per militarizzare ed impedire qualsiasi tipo di contestazione, anche solo probabile. La presenza di neofascisti e politici di spicco viene usata per imporre un dispositivo di comando, che dietro la scusa di garantire la libertà di espressione, nasconde il tentativo di normalizzare un campus “vetrina”che, da quando è stato costruito, continua a non essere quella passerella perfetta, che la politica torinese e il rettore vorrebbero.

Il continuo riproporsi di situazioni di questo tipo hanno portato ad un apice nella giornata del 25 novembre scorso, in cui la polizia ha circondato l’aula studio C1 autogestita, provando a sfondarne le porte ma non riuscendoci a causa della determinazione degli studenti che si trovavano dentro. Contemporaneamente, all’esterno dell’aula la risposta spontanea degli studenti fuori, accorsi in più di 300 in meno di 30 minuti, impediva il trasferimento in questura dei presenti. Il giorno dopo questo fatto gravissimo si è tenuta un’assemblea che ha visto la partecipazione di centinaia di studenti e i vertici del campus scusarsi per il comportamento della polizia dopo avere stigmatizzato la presenza, tra i provocatori del Fuan, del consigliere comunale Maurizio Marrone (FdI).

La risposta di quei giorni ci parla di un’incompatibilità latente al controllo e al dispositivo di comando nell’università riformata. L’operazione di oggi, invece, ci parla della paura di chi tende i fili del potere dentro e fuori l’università. Paura del rifiuto, anche nelle sue forme più embrionali. Paura dei comportamenti non omologati. Paura che però non potrà essere esorcizzata a suon di misure cautelari sugli studenti, perché le contraddizioni che la causano sono profonde. Certo, si tratta ancora di comportamenti incompatibili che non rovesciano i rapporti di potere, ma che da più parti continuano a emergere, anche sotto forme contraddittorie, e che ci parlano di un università non pacificata. Se osserviamo meglio, queste operazioni di polizia e l’accanimento verso gli studenti che provano ad organizzarsi contro questo modello di università, colpiscono tutti gli spazi aperti e di libertà che esistono all’oggi nell’accademia.

Chi oggi dichiara di aver difeso la libertà d’espressione dei fascisti e dei leghisti guarda al dito e non alla luna. In questi ultimi mesi ritorna spesso una frase “il sapere è fatto per prendere posizione”. Bene, una posizione che da chi ha a cuore la possibilità di mettere un bavaglio a studenti e professori è già stata presa. Gli arresti di oggi, per chi ha il coraggio di guardare, sono il tentativo di punire chi si espone pubblicamente e si adopera in modo attivo per il cambiamento dell’istituzione accademica. L’arbitrarietà dell’operazione è lampante: i reati contestati sono scuse per rinchiudere e intimidire. Inoltre, va specificato come reati analoghi a quelli contestati in situazioni al di fuori dei movimenti sociali non siano assolutamente sufficienti per giustificare le misure cautelari.

Il procuratore Spataro e suoi solerti pubblici ministeri Pedrotta, Padalino e Rinaudo utilizzano arbitrariamente le misure cautelari per soffocare qualsiasi dissenso. L’utilizzo di due pesi e due misure (come tanti altri casi in passato) è oggi più lampante che mai. E sembra che la priorità della procura sia quella di soffocare qualsiasi espressione di movimento e di lotta dentro l’università e la città. Il Rettore Ajani crediamo che sia complice di tutto questo e lo dimostra il suo silenzio rispetto alla vicenda e le sue passate dichiarazioni che giustificavano la militarizzazione dell’ateneo. Diciamo ciò con la tranquillità di chi non si spaventa e con la determinazione di chi vede la possibilità del cambiamento.

Un abbraccio solidale e forte va a tutti in nostri compagni e compagne colpiti dalle misure restrittive.

Un grido di sfida invece a chi vuole soffocare la libertà degli studenti.

Mattia, Diego, Simone, Silvestro, Umberto, Jacopo, Luca, Davide, Valeria, Francesca, Nicola, Eddi, Costanza, Alice LIBERI SUBITO!

________________________________________

(1) 19 marzo 2015: – http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/14191-torino-il-fuan-scappa-ancora-dalluniversit%C3%A0-mai-coi-fascisti – https://www.youtube.com/watch?v=BszcEQL2ic4

02 novembre 2015: – http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/15806-torino-giovani-padani-e-polizia-cacciati-dalluniversit%C3%A0

09 novembre 2015: – http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/15853-torino-campus-blindato-per-il-fuan-fuori-i-fascisti-dalluniversit%C3%A0

25 novembre 2015: – http://www.infoaut.org/index.php/blog/saperi/item/15984-torino-universit%C3%A0-il-fuan-provoca-la-polizia-sequestra-e-minaccia-gli-studenti – http://www.infoaut.org/index.php/blog/antifascismoanuove-destre/item/15981-torino-gli-studenti-occupano-lauletta-del-fuan-fascisti-e-polizia-fuori-dalluniversit%C3%A0

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Formazionedi redazioneTag correlati:

#libertàdidissenso#libertàdistudiarearrestitorinouniversità

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Formazione

“Soffia il vento dei ’20!” Torino, Campus Einaudi occupato

Pubblichiamo la piattaforma di rivendicazioni uscita dall’Assemblea di CPS – Culture, Politica e Società del campus Einaudi di Torino che da ieri è stato occupato a seguito di una partecipatissima assemblea generale universitaria

Immagine di copertina per il post
Formazione

Scuola: mobilitazioni in tutta Italia, una dozzina le occupazioni a Firenze. Picchetto e occupazione al Porta Romana dopo l’aggressione di un custode

Continua a crescere la protesta nel mondo della scuola. Sono sempre più numerose quelle occupate contro il collasso della scuola pubblica, contro il dl Valditara e il tetto agli alunni di origine migrante nelle classi. Istituti occupati dagli studenti a Napoli, Bologna, Torino, Roma, Firenze e Cosenza. In altre scuole studenti e studentesse stanno dando vita a scioperi improvvisi e a macchia di leopardo. È successo a Legnano, nel Milanese, a Cesano Maderno (Monza-Brianza), a Iseo, in provincia di Brescia e a Trento, dove stamattina centinaia di studenti e studentesse stanno sfilando in corteo.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: diecimila studenti in corteo si prendono la città. Fermi e arresti.

Oggi, venerdì 16 ottobre, durante il corteo del movimento studentesco torinese, sono state fermate 12 persone e tre di loro sono state portate al carcere minorile cittadino. A loro si somma, da quanto si apprende dai giornali ma non si ha ancora conferma, un altro studente arrestato il giorno precedente nei raid polizieschi ai danni delle occupazioni delle scuole, durante i quali erano stati molti i fermi particolarmente violenti e intimidatori.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Francia: continua la mobilitazione studentesca e si unisce al corteo del 17 ottobre

Questa settimana in Francia alla protesta studentesca si sono unite diverse università con la partecipazione di istituti che nella storia non hanno mai scioperato.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: incursioni della polizia dentro le scuole occupate

Di seguito il comunicato pubblicato dall’Assemblea Studentesca delle scuole di Torino in merito ai fatti degli ultimi giorni.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Carcere di Torino: cimici dei letti e condizioni degradanti. Il diario di un detenuto racconta la realtà del carcere

Ieri è stato sollevato in Consiglio Regionale il problema delle cimici dei letti all’interno della sezione maschile del carcere di Torino. La questione è uscita grazie a dei fogli di diario, alcuni passaggi sono stati letti anche in seduta di Consiglio.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Torino: “L’università vs accademia”: due giornate (14-15/10) di discussione

Il 14 e il 15 ottobre il Campus Einaudi ospita il primo evento pubblico di Università Che Vogliamo, un percorso nato dalle assemblee che da tempo discutono di come sta cambiando l’università e di che ruolo dovrebbe avere nella società.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cimici al carcere delle Vallette

In questi giorni, a seguito di alcuni articoli di giornale e in particolare dai racconti di alcuni detenuti recentemente usciti dal carcere torinese Lo Russo e Cutugno, sono emerse nuovamente le criticità sanitarie e di vivibilità minima della Casa Circondariale.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Blocchi nei licei in Francia: la protesta continua e si espande

Da meno di una settimana in Francia tutti i licei di periferia di Parigi e di altre grandi città sono bloccati dai picchetti degli studenti che, insieme a professori e assistenti all’educazione, hanno messo al centro la questione della formazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

I Si Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav

Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne conta 700: ma anche se fosse, il risultato non cambia.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

UniTo: dentro l’università della guerra digitalizzata e lo human-washing. Accogliamo le sfide del presente.

L’anno accademico a Torino si apre con la decadenza di 19 clausole etiche in materia di dual-use e accordi bellici. Proviamo ad analizzare più da vicino cosa questo significa e di che processo si fa portavoce. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’invasione barbarica dei data center a Torino e provincia

Quando il calcolo diventa bersaglio militare. L’impatto economico, ecologico e militare delle cattedrali digitali sul territorio piemontese. L’impatto dei mega data center sul sistema territoriale torinese: speculazione infrastrutturale, reti di produzione energetica rinnovabile, sistemi di accumulo energetico BESS e profili di rischio dual-use

Immagine di copertina per il post
Formazione

Bernini: una nuova riforma per legalizzare il clientelismo in università?

L’ennesima proposta di legge è stata avanzata dalla ministra Bernini. La cosiddetta “Riforma sul reclutamento universitario” andrà presto in discussione alla Camera e affronterà questioni legate alle procedure concorsuali.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Belgio: scuole francofone in rivolta contro i tagli. Intervista ad un’insegnante di Bruxelles

Migliaia di manifestanti, tra cui studenti, insegnanti, genitori e attivisti sono da mesi in piazza a Bruxelles per protestare contro la riforma scolastica degli istituti francofoni del Belgio, i tagli alla scuola e per denunciare le continue violenze di polizia durante le manifestazioni. Da Radio Onda d’Urto Il 5 giugno, dopo una maratona durata oltre […]

Immagine di copertina per il post
Formazione

Semestre filtro: un successo per il governo, un nuovo disagio per le student3

Ripubblichiamo un contributo del CUA Torino, Zaum Sapienza e collettivo Sumud.