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Scuola Resistente: viaggio dentro gli istituti romani occupati

Scuola Resistente: appuntamento di sabato 16 dicembre 2023 su Radio Onda d’Urto.

La presentazione della puntata con il curatore, Stefano Bertoldi, nostro collaboratore:

“In puntata si entra in una scuola di Roma, il liceo scientifico Tullio Levi Civita, occupata dai propri studenti. Oltre ad intervistare alcuni suoi rappresentanti, Alessandro e Lorenzo, abbiamo ascoltato anche i loro colleghi organizzatori di altrettante occupazioni, tuttora in corso o recentemente conclusesi. Abbiamo dato voce alle istanze e alle proteste del Pilo Albertelli, attraverso la voce di Licia, studentessa presso questa scuola conosciuta in occasione del clamore suscitato dall’opposizione unanime dei loro docenti alla “pioggia” di soldi del PNRR, direzionata unicamente nel digitale & Co., quale ennesimo favore alle multinazionali per una scuola, proprio come recita il progetto Scuola 4.0 di Valditara, proiettata verso la “gamification” della didattica.

Dopo la DAD, le critiche alla DAD, la lotta senza quartiere contro il cellulare in classe e fuori di essa oltre una certa misura, il digitale rientra dalla finestra (spesso rotta) di una scuola, ultimo campo di conquista per completare il quadro di una società ipercontrollata asservita alla logica del profitto. Poi è stata la volta di Sofia, del noto liceo artistico di via di Ripetta che ha sottolineato i risultati delle lotte e di Stella, rappresentante del movimento OSA e studentessa presso un altro liceo artistico, in questo caso collocato in una zona popolare e periferica della capitale, l’Enzo Rossi. Hanno le idee molto chiare sulle problematiche della scuola italiana, su ciò che serve realmente ma anche sul perché viene distrutta sistematicamente proprio come il sistema sanitario.

Hanno ben chiari quali siano gli interessi capitalistici e neo-liberisti che sono alla base di questo stillicidio, così come non credono più alle favole dell’aggredito e dell’aggressore (Ucraina VS Russia) o del terrore che si contrappone alla democrazia (Hamas VS Israele), insomma allo scontro di “civiltà” che giustificherebbe il continuo invio di armi e dunque anche l’investimento e la connivenza dello Stato italiano nella produzione di strumenti di morte (vd. Leonardo SpA ….. &Co.). Soprattutto dalle scuole di periferia, quest3 giovanissim3 ragazz3 sottolineano come alla favola del “merito” inserito come sostantivo appiccicaticcio a quello di Ministero dell’Istruzione, ci creda ormai solo Valditara. Dai problemi di base che dovrebbero essere dati per scontati, come ad esempio l’assenza di topi che girano per i corridoi o di acqua gocciolante dai tetti, il gruppo di studenti, in una maniera che che si palesa più adulta dei loro prof che ormai subiscono tutto ciò da anni, senza protestare, si passa a trattare anche temi più politici: dalla scuola che ormai ha finito di essere l’ascensore sociale di una volta a causa, appunto, di un diritto allo studio che si ritrova solo nella retorica delle parole vuote del ministro Valditara. Sotto accusa è proprio il cosiddetto “merito” che proprio in presenza di una povertà crescente che arriva fino all’impossibilità di pagare gli studi ai figli o di farli proseguire all’università, risulta una parola del tutto vuota e insignificante.

Una critica, anche qui senza scampo, è rivolta anche verso una scuola concepita come azienda o come “ufficio di collocamento” e non, come pretendono gli stessi studenti, come luogo di cultura. La cultura scolastica stessa viene contestata o meglio, il modo distorto e sganciato dalla realtà di portarla avanti: a scuola, salvo eccezioni, non si fa minimamente cenno a ciò che ci accade intorno come ad esempio i quasi ventimila morti trucidati in territorio palestinese dall’esercito di Israele o ancora sulle cause sociali ed economiche della guerra in Ucraina: pur capendone le motivazioni legate a varie forme di ricatto, in primis i richiami disciplinari e sanzioni di vario genere anche di tipo mass-mediatico, il silenzio dei prof su questi due temi non trova giustificazioni.

La bandiera palestinese, dunque, campeggia proprio all’ingresso della scuola e tutto fa presupporre che ad occupazione finita verrà rimossa così come è stato rimosso lo striscione riportante le parole della sorella di Giulia Cecchettin, di tutt’altro peso se messe a confronto col messaggio paternalistico del ministro Valditara che propose il minuto di silenzio: ma lo ha capito il ministro che molt3 de3 student3 italian3 non lo hanno seguito in questo “invito”?. Uno dei messaggi più chiari e confortanti lanciato dai ragazzi, infine, è proprio questa connessione sempre più forte tra varie istanze e contestazioni culturali che finalmente riescono ad individuare un nemico comune”.

“Scuola Resistente”: la puntata del 16 dicembre 2023 con le interviste a student3 e la voce di Stefano Bertoldi, sociologo, giornalista e collaboratore di Radio Onda d’Urto da Roma. Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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