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Spagna: 48 ore di cortei e scioperi contro la riforma universitaria del 3+2

Si tratta di una legge che riguarda sia le scuole superiori che l’università e contro la quale gli studenti e le studentesse spagnole si sono più volte mobilitati già lo scorso anno: tagli, privatizzazioni, esternalizzazione dei servizi, valutazione e ranking degli atenei, trasformazione degli organi universitari in veri e propri consigli di amministrazione sono tra i pilastri della riforma Wert, che in questo senso rispecchia il processo di trasformazione dell’istruzione in atto da alcuni anni a livello europeo.

Tra i punti più contestati che sono stati portati in piazza durante lo sciopero di ieri e di oggi c’è l’introduzione tramite decreto del sistema del “3+2” all’Università, per uniformare gli atenei spagnoli al modello europeo già in funzione in diversi paesi. Gli studenti denunciano che il nuovo sistema porterà a un innalzamento dei costi dell’istruzione universitaria pubblica, spingendo gli atenei verso una dimensione elitaria, in parte già avviata con i tagli e la massiccia riduzione dei finanziamenti decisi dal governo negli ultimi anni. Con la riforma verrà inoltre ulteriormente ridotto il numero di master e specializzazioni pubbliche, facendo anche scomparire una serie di percorsi formativi considerati poco “produttivi”. 

E per chi non potrà quindi più permettersi di accedere alla formazione universitaria la “soluzione” prevista dalla riforma del governo Rajoy è presto detta: i maggiori gruppi bancari spagnoli saranno chiamati a istituire prestiti per gli studenti, che si ritroveranno così indebitati fin da giovani (sul modello di quanto già accade da anni negli Stati Uniti, i cui esiti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti da tempo e proprio negli ultimi giorni si è tornati a parlare del rischio dell’esplosione di una nuova bolla legata proprio agli student loans…).

Oggi in tutto il paese ci sono stati cortei, mobilitazioni e blocchi stradali che hanno portato in piazza migliaia di studenti, assieme anche a insegnanti e realtà sociali. A Barcellona la sede centrale della borsa è stata bersagliata da un lancio di vernice e successivamente gli studenti hanno occupato il Rettorato dell’Università; in diverse città ci sono stati picchetti all’ingresso degli atenei e occupazioni di facoltà e la protesta sembra destinata a proseguire nelle prossime settimane.

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