InfoAut
Immagine di copertina per il post

Argentina. Sotto la pioggia noi donne abbiamo inondato le strade

Centinaia di donne hanno messo nelle reti sociali le loro foto nei luoghi di lavoro, nelle loro case, con le loro amiche, vicine o compagne, con il motto#NosotrasParamos. Altre donne, hanno deciso di vestire di nero con lo scopo di rendere visibile il lutto di fronte a centinaia di femminicidi e alla costante violenza a cui le donne sono sottoposte. Ogni donna, ogni gruppo, ha interpretato la parola d’ordine e gli ha dato un tocco personale. Un’altra volta la creatività ci ha sorprese tutte. Così, sarà che ci sentiamo più forti, più accompagnate, più unite nella nostra lotta quotidiana contro la violenza, contro il maschilismo, che vedendo queste strade del centro di Buenos Aires straripare di gente non faceva altro che emozionarci e spingerci a continuare la lunga marcia.

Noi donne abbiamo scioperato

Il collettivo “Ni Una Menos” ha convocato uno Sciopero delle Donne in un momento politico e sociale dove la parola sciopero vola di bocca in bocca ma non ha finito con lo stabilirsi in coloro che dicono di rappresentare i e le lavoratrici.

In mezzo all’aumento della flessibilizzazione e ai licenziamenti, in un contesto dove la disoccupazione giunge al 9,3%, arrivando al 10,5% nel caso delle donne (Cifre INDEC) con una crescente inflazione, in mezzo alla perdita di potere d’acquisto e al congelamento del consumo, noi donne ci siamo riappropriate della parola sciopero come uno strumento storico di lotta ma che, risignificandolo, lo usiamo noi doppiamente oppresse per rifiutare questa oppressione. Scioperiamo sia come classe e sia come donne, scioperiamo mentre i “ragazzi” della CGT vanno di riunione in riunione, civettando con il governo e difendendo i loro propri interessi, scioperiamo in mezzo a tagli, mancanze, precarietà.

E lo sciopero, difficile da misurare in numeri, si è sentito: noi donne esploriamo tutte le alternative possibili di visibilizzazione, usando le reti, usando le foto, i cartelli e ci siamo anche unite al rumore applaudendo, facendo suonare i clacson, gridando, vestendo di nero o semplicemente dibattendo al lavoro… perché c’è una donna morta ogni 30 ore. Oggi, noi donne dimostriamo che siamo molto più coscienti e, per questo, occupiamo le strade per mandare un messaggio chiaro: non siamo sole, siamo organizzate e daremo battaglia.

La pioggia non ha spento la fiamma

La previsione sul clima era pesante: settimana di pioggia. La notte precedente era stata segnata da fulmini e lampi che cadevano dal cielo quasi presagendo quella che sarebbe stata una giornata storica. Così, a partire dalle ore 17.00 le strade limitrofe all’Obelisco si sono coperte di una marea nera, centinaia e centinaia di ombrelli che giungevano da tutti i lati, emergevano dalla metropolitana, da ogni lato. Rapidamente si è saputo: la pioggia non ci ferma.

Nell’entusiasmo, ciascuna ha cercato il proprio posto per sfilare verso Plaza de Mayo, straripando sia sulla 9 de Julio, Av. de Mayo, Diagonale Norte come in altre strade che sboccano ugualmente nella Piazza, la storica Piazza, quella delle Madri e delle Nonne, quella dei/delle detenuti/e scomparsi/e, la nostra Piazza: la Piazza del Popolo.

Fino a dopo le ore 20.00, organizzazioni, partiti, persone normali, sindacati, tra gli altri, continuavano a giungere, cercando di far sentire la propria protesta di rabbia e dolore attraverso canti, rappresentazioni artistiche, murghe, cartelli, ecc., ecc. ed ecc… Erano centinaia di modi che ciascuna utilizzava per trasformare il proprio dolore in lotta, per dire “Basta”.

Il mondo ha fatto eco del #NIUNAMENOS

Nella misura in cui avanzavamo verso Plaza de Mayo correva voce che la protesta veniva replicata in decine di città. Le reti sociali hanno rotto le frontiere e hanno divulgato il messaggio. Si diceva che le donne di altri paesi stavano mobilitandosi per le proprie martiri, per le proprie Lucie, e che avevano deciso di unirsi allo Sciopero e di convocare manifestazioni aggiungendo le proprie parole d’ordine autoctone.

Rapidamente il Latinoamerica era sul piede della lotta con noi: Brasile, Cile, Uruguay, Bolivia, El Salvador, Messico, Guatemala, Honduras, tra gli altri paesi. Anche, attraversando i mari, le donne di Spagna (come ad Alicante, Barcelona e Madrid), Francia e altri paesi d’Europa hanno occupato le strade. Decine di donne, inoltre, si sono autoconvocate nell’ambasciata Argentina di New York, e in altre città del nordamericane, con cartelli e striscioni. La miccia è stata accesa e ora bisogna mantenerla viva.

Continuiamo nelle strade

La giornata del 19 ottobre sarà ricordata come “il giorno in cui le donne hanno scioperato”, il giorno in cui abbiamo smesso di essere isolate, il giorno in cui abbiamo smesso di pensare che la violenza è qualcosa di individuale, personale o privato: Ci uniamo con la medesima parola d’ordine perché sappiamo che il problema è politico, è sociale, è economico, è di tutti e tutte. Noi donne nell’insieme subiamo i vari tipi di violenza. Ciascuna di noi ha una storia da raccontare e questo dimostra che non solo ci sono uomini violenti ma il sistema è violento.

Questo sciopero non farà finire i femminicidi. Non farà finire la violenza che esercitano su di noi, con la discriminazione che subiamo nel lavoro, con la criminalizzazione di quelle di noi che abortiscono, con la stigmatizzazione di quelle di noi che non sono madri, né vogliono esserlo, o con la repressione che colpisce quelle di noi che si organizzano contro il patriarcato.

Ma dopo questo 19 ottobre staremo un po’ più insieme, un po’ più organizzate, saremo un po’ più coscienti… Continueremo a trasformare l’ingiustizia, la rabbia e il dolore in più lotta.

Revista Venceremos 

20 ottobre 2016

Foto di Manuel Conca

da Comitato Carlos Fonseca

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Riprendiamo il comunicato pubblicato dal Network Antagonista Torinese, solidarietà a tutti e tutte le compagne e i compagni inquisiti!

Immagine di copertina per il post
Contributi

La fine del genocidio è la fine del sionismo

Riportiamo l’intervento introduttivo del convegno svoltosi mercoledì 7 ottobre presso l’Università di Torino, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza, dal titolo “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. In questa introduzione vengono toccati molti nodi politici fondamentali che aiutano a capire quanto sia mistificato il dibattito attorno alla resistenza palestinese da parte di gran parte dei media main stream.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: la popolazione e gli agricoltori si mobilitano contro il carovita e il caro carburante

Da una settimana in Calabria si susseguono blocchi autostradali, pichetti e mobilitazioni: gli agricoltori chiedono certezze da parte del governo per affrontare il caro gasolio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Spagna: morte di Maricarmen, verso lo sciopero generale dell’11 novembre

In Spagna continua la mobilitazione per il diritto all’abitare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Scuole occupate: facciamo come in Francia!

A Torino si prende esempio dalla Francia: l’aria di rivolta proveniente dal paese oltralpe ha superato i confini geografici, ridando un senso di possibilità di rivalsa studentesca anche alle nostre latitudini.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Corporazioni criminali e lotte per la vita

Riceviamo e pubblichiamo da Nodo Solidale

In attesa di un nuovo capitolo del Viaje por la Vida che vedrà, nel dicembre 2026, una delegazione di 1111 zapatist* muoversi verso Città del Messico per incontrare chi quotidianamente lotta per cercare i propri cari desaparecidos, pubblichiamo la traduzione dell’ intervento di Raúl Romero Gallardo durante il “Semillero Guerra contra la Humanidad”, incontro politico la Guerra contro l’Umanità (popolazioni e natura sotto assedio), convocato dalla Commissione Sexta dell’Ezln. CIDECI, San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 23 de luglio 2026.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Documentario: Un data center a Pozzaglio, Cremona

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un documentario realizzato dal progetto Sottotensione di Cremona in merito al procedimento relativo al data center che dovrebbe sorgere sul territorio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Lottare nell’Antropocene: tossicità, grandi opere e conflitti territoriali

Se la crisi ecologica è una crepa nel sistema, quali strumenti di pratica e d’analisi possiamo usare per forzare la breccia? Quali categorie ci permettono una lettura del presente che colga nella catastrofe reali possibilità di conflitto?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: la Questura vieta il presidio permanente in difesa del Bosco Ospizio, attiviste e attivisti in consiglio comunale

La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

No justice no peace: verità e giustizia per Fakir!

Condividiamo l’appello verso il 12 settembre 2026 giornata di solidarietà, discussione e raccolta fondi a Bologna a seguito dell’omicidio di Fakir diramato dalla Piattaforma di Intervento Sociale.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Su mondiali, razzismo, remigrazione e identità. Il contributo di Immigrital.

Questi giorni, come ogni competizione internazionale, si intensificano i tentativi di dirci chi siamo e dove dovremmo stare. A partire dall’essenzialismo razzista che sta provando a normalizzare l’idea della remigrazione in tutto il mondo.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

7-8-9 marzo, sciopero transfemminista

È finita ieri la tre giorni di mobilitazione e sciopero globale femminista e transfemminista, indetta per il weekend dell’8 marzo.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Roma: corteo nazionale contro il ddl Bongiorno. “Senza consenso è stupro”

Prosegue la mobilitazione permanente contro il DDL Bongiorno, lanciata il 27 gennaio scorso dai centri antiviolenza, dalle reti e dai movimenti femministi e trasfemministi di tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

“Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno” Iniziative in molte città d’Italia

“Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale”. Su queste parole d’ordine la rete Non Una di Meno ha chiamato diverse iniziative in molte città d’Italia per organizzarsi e lottare contro il DDL Bongiorno.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Giornata contro la violenza sulle donne: “boicottiamo guerra e patriarcato”. La diretta dalle manifestazioni

Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Una giornata che non ha visto grandi miglioramenti, a 26 anni dalla sua proclamazione, nel 1999, da parte dell’Onu. 

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Verso il 25 novembre: giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere

Il governo attacca l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole, in particolare attraverso il Ddl sul consenso informato che, all’esame dell’Aula, è stata occasione per lo svolgersi di un teatrino imbarazzante

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Spagna. Sei attiviste condannate a tre anni di carcere, insorgono i sindacati

Cinque attiviste e un attivista sindacali sono entrati nel carcere di Villabona per scontare una condanna a tre anni e mezzo di reclusione. È accaduto ieri a Gijon, nella regione settentrionale spagnola delle Asturie.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Stanza dell’ascolto all’Ospedale Sant’Anna di Torino chiuderà : accolto il ricorso al TAR

A settembre scorso la mobilitazione lanciata da Non Una di Meno aveva raccolto un’importante partecipazione per protestare contro l’apertura della “stanza dell’ascolto” all’interno dell’Ospedale Sant’Anna di Torino

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

L’attacco di destre, sionisti e lgbt liberali al pride di Parigi

Il 28 giugno a Parigi si svolge la Marche des Fiertés Paris & Île-De-France, il più importante pride francese quest’anno anticipato da violente polemiche