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Tutti in Libia. Il comando è USA, la faccia ce la mettono Renzi e l’Italia

La storia pare scritta. Tutti in Libia: la guida, anzi la faccia, sarà italiana.

Nelle ultime ore le operazioni e i movimenti aerei e navali nel Mediterraneo non lasciano tanti dubbi; è altamente probabile che si avviino bombardamenti a partire da due settimane a questa parte.

Se a fare il portavoce di una nuova operazione Nato, dopo quella a comando essenzialmente francese rivelatasi un boomerang quattro anni fa, sarà il Governo Renzi, il timone è principalmente – manco a dirlo – statunitense: migliaia di soldati US specificamente addestrati (di stanza nelle basi di Vicenza e Napoli) sono già pronti per muoversi in territorio libico.

Principale obiettivo: il controllo stabile delle principali fonti energetiche e dei giacimenti importanti del Paese, sottraendole alle delle frange jihadiste presenti nel territorio (chi in pianta stabile da anni, come i qaidisti, chi da molto meno come gruppi miliziani dell’ ISIS).

Anche il comandante delle operazioni sarà statunitense, in un teatro che da un lato presenta il solito falso volto umanitario, dall’ altro potrebbe rivelarsi altrettanto se non più sciagurato della precedente incursione  a targa Sarkozy-Napolitano che ha tracciato le condizioni per la destabilizzazione attuale del paese e il disastramento della popolazione.

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