Blocchi in tutta la città – continua la protesta dei lavoratori Gesip
Seguiranno aggiornamenti
Questo autunno è ancora alle porte ma il clima di protesta, in città, si è già surriscaldato.
Ad inaugurare questa nuova stagione di lotte a Palermo, sono stati i lavoratori della Gesip, che già l’inverno scorso si erano resi protagonisti di diverse mobilitazioni rivolte contro la perdita del posto di lavoro e la chiusura dell’azienda municipalizzata.
Spauracchio del licenziamento che solo tre giorni fa è diventato una realtà per circa 1800 lavoratori e per le proprie famiglie, a causa delle politiche di austerity imposte dal governo Monti, oltre che ad una gestione che ne ha sempre fatto localmente occasioni di guadagno per “dirigenti arraffoni”; ai lavoratori Gesip, infatti, è stata negata la seconda tranche di finanziamenti che consta di circa 5 milioni di euro dal Governo nazionale e che serviva a pagare gli stipendi degli operai e a garantire il mantenimento dei servizi erogati dall’azienda. A rincarare la dose non è bastato solo il blocco dei finanziamenti ma anche le durissime condizioni che Roma ha tentato di imporre all’amministrazione locale, che in linea con la spending review, mirano ai licenziamenti e alle privatizzazione delle aziende pubbliche, in un’ottica di risanamento dei conti pubblici. Insomma la solita retorica della crisi che continua a mietere vittime e far pagare i costi sempre alle fasce sociali più deboli. Ancora più grave il fatto che il blocco di questi finanziamenti è figlio delle scaramucce sorte tra governo di unità nazionale composto dalla compagine larga di Pd-Pdl-UDC ed i Tecnocrati Monti e Co e partitini come Italia dei Valori di cui l’amministrazione locale fa parte e che si giocano sempre sulla pelle dei lavoratori già fortemente vessati dalla crisi.
La risposta dei lavoratori però non si è fatta attendere e dal primo settembre sono tornati nuovamente in piazza organizzando manifestazioni selvagge e blocchi del traffico paralizzando la città. Anche ieri mattina i lavoratori hanno bloccato Corso Vittorio Emanuele all’altezza dei Quattro Canti ( in tutto circa 400) e per tutto il giorno sono riusciti a tenere alta la tensione in città. Dopo i tafferugli con le forze dell’ordine e con la Digos che impediva ai lavoratori di manifestare sotto Palazzo delle Aquile, circa duecento lavoratori si sono diretti presso la Stazione Centrale ed hanno occupato i binari in vista del vertice in Prefettura tra il sindaco, il prefetto e il Ministro dell’Interno Cancellieri trasformando il bilancio di un giornata di mobilitazione in una vittoria parziale ( la lotta sarà lunga) riuscendo ad ottenere quattro pullman per recarsi a Roma e continuare la protesta anche nella Capitale.
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