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Ennesima giornata di lotta dei lavoratori GESIP

Da allora le promesse del teatrino sembravano aver preso il sopravvento sulla linea dura tenuta dagli imperscrutabili tecnici, spinte dalla pressione che immediatamente i lavoratori avevano messo in campo con un lungo e partecipato presidio sotto la prefettura.

Dopo l’incontro, convocato appunto dal Prefetto Umberto Postiglione e svoltosi a Roma tra la Regione Siciliana, il Comune di Palermo e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, si era parlato infatti di un accordo tra le parti: la somma erogata in due tranche da 5 milioni di euro ciascuna (la prima delle quali sarebbe stata rapidamente disponibile) avrebbe permesso infatti un’ulteriore proroga dei servizi della società a partecipazione comunale di altri due mesi.

Nonostante l’accordo però i fondi della prima tranche non sono ancora stati sbloccati e i milleottocento lavoratori si ritrovano in ferie forzate da oltre dieci giorni e in ogni caso con un fosco orizzonte che non riesce ad andare oltre i due mesi ma a cui non vogliono abituarsi.

Per questo stamattina sono tornati a far sentire con forza le proprie ragioni e ad esigere con determinazione il rispetto per loro e per il loro lavoro: un lavoro di manutenzione per i servizi cittadini che non può essere relegato all’estrema precarietà che gli è attualmente riservata e che esige invece una stabilizzazione e delle immediate risposte.

Così hanno tenuto sotto scacco per ore l’intero centro cittadino bloccando più volte la circolazione stradale all’altezza dei quattro canti e provando a entrare nel palazzo del Municipio. Fermati da un cospicuo schieramento di forze dell’ordine si sono quindi riuniti in corteo e, dopo aver percorso l’intera via Maqueda fino ad arrivare all’altezza della Stazione Centrale, hanno occupato gli uffici elettorali del comune in Piazza Giulio Cesare. Qui un nuovo intervento di carabinieri in assetto antisommossa ha costretto i lavoratori ad abbandonare quello che avevano intelligentemente individuato come obiettivo sensibile in questa stagone pre-elettorale, ma non ha certo placato gli animi di quanti hanno partecipato all’odierna giornata di lotta.

Insomma, come si diceva nello scorso articolo, ogni episodio sembra confermare che un anno intero di lotte reali per il proprio lavoro abbia ormai insegnato a questi operai quanto ci sia poco da fidarsi nelle promesse delle cricche dei palazzi e quanto invece le conquiste verso una vita più dignitosa possano essere acquisite solo con la lotta e la determinazione.

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