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Firenze. Proteste agli uffici dell’assessorato per le politiche sociali

Le famiglie in emergenza abitativa stanche dei continui attacchi alla loro dignità hanno deciso di presentarsi agli uffici dell’assessore alle politiche sociali e mostrare tutta la loro rabbia a chi propone come soluzione all’emergenza abitativa continui sgomberi.

Al quinto piano dell’edificio, di fronte alla porta chiusa dell’ufficio dell’assessore, per due ore è andata avanti una protesta rumorosa contro un amministrazione comunale sorda di fronte ai bisogni dei cittadini e in prima linea per tutelare gli interessi delle grandi immobiliari.
“Le strutture non sono una soluzione”, hanno gridato i manifestanti. Il Comune di Firenze, infatti, continua a spendere denaro pubblico per le cosiddette “strutture di accoglienza” per le famiglie sfrattate: un sistema che dirotta fiumi di denaro pubblico nelle tasche dei soliti noti – cooperative e associazioni – per delle sistemazioni temporanee (massimo tre mesi) e decisamente non dignitose, alimentando all’infinito l’emergenza abitativa.
“Basta sgomberi, vogliamo soluzioni reali. L’emergenza abitativa si può risolvere in un solo giorno – hanno ribadito gli occupanti- requisendo a banche e immobiliari le migliaia di case sfitte presenti nel comune di Firenze e recuperando il patrimonio pubblico dismesso che le amministrazioni vogliono svendere ai privati”.
Giovedì, intanto, in via Castelnuovo Tedesco sono programmati nove sfratti con la forza pubblica contro inquilini che da una anno a questa parte portano avanti un auto-riduzione dei canoni di affitto. Il Comitato degli inquilini, nato da un anno per lottare contro il caro-affitti, ha già annunciato un “muro popolare” per impedire l’esecuzione degli sfratti. L’autunno caldo sul fronte del diritto alla casa è già iniziato.

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