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La Fiat vuole chiudere l’Irisbus di Flumeri

La questione all’ordine del giorno è quindi la cessione della Irisbus-Iveco, il che mette sulla graticola, compreso l’indotto, 1700 posti di lavoro al Sud. Pur di disfersi dello stabilimento le autorità padronali sono disposte a ‘regalarlo’, con un bonus di 20 milioni di euro, ai fratelli De Risio, produttori di Suv in Molise.

Ieri pomeriggio si è tenuto un primo tavolo fra Fiat e sindacati, al quale è palesemente mancata la presenza politica e non tecnica del governo Berlusconi. Un nulla di fatto: la prima proposta della Fiat è stata quella della cassa integrazione per un anno, per poter fiaccare l’indignazione e lavorarsi i sindacati gialli, ma ciò è stato poi – temporaneamente – scartato per una nuova convocazione fissata per il 31 agosto.

Gli operai dell’Irisbus-Iveco ieri hanno presidiato i cancelli dello stabilimento, per oggi hanno indetto assemblea nonostante i vertici aziendali abbiano già programmato 3 giorni di cassa integrazione.

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