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La lotta degli agricoltori sardi, rinviato uno sfratto

Una mobilitazione popolare cominciata dalla sera prima e cresciuta nelle prime ore del giorno fino a raggiungere un centinaio di presidianti, così come avvenne per il primo accesso.

La presenza delle forze dell’ordine e’ stata discreta vista l’impossibilita’ di uno sgombero senza tensioni, cosi’ sono bastati dieci minuti per far recedere l’ufficiale giudiziario dal suo intento.

Adesso la palla viene passata al giudice esecutorio il quale probabilmente optera’, cosi’ come nel caso dello sfratto di Masainas, per uno sgombero manu militari. Ancora sono lucidi i ricordi dell’operazione militare di Masainas quando, con decine di blindati e centinaia di celerini, elicotteri e l’interruzione delle comunicazioni radio, si procedette allo sfratto della famiglia, per altro senza preavviso.

Non finisce qui, ne’ lo sfratto della famiglia Murgia ne’ quello di oltre 5000 aziende a conduzione familiare; ora, infatti, la necessità e’ quella di generalizzare l’opposizione agli sfratti individuando chiaramente le controparti, in primo luogo la Regione Sardegna che nell’88 emano’ la legge 44 che prevedeva incentivi per le aziende agricole sarde, ma soprattutto creando un fronte popolare coeso che si riprenda le proprie terre. Incentivi che l’Unione Europea ha ritenuto lesivi della libera concorrenza e che ha portato le famiglie, che ne avevano tratto in precedenza beneficio, sul lastrico.

 

Qui l’approfondimento su Radio Blackout

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