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Mercoledì a Gioia Tauro al fianco dei lavoratori portuali

Chiudere il porto di Gioia Tauro per la Piana avrebbe effetti proporzionali alla chiusura di Mirafiori per Torino, ed è proprio questa paura, questa minaccia che ha fatto sì che fossero approvati degli accordi capestro che oggi vedono più di 400 lavoratori in Cassa Integrazione a zero ore a rotazione, con la piena discrezionalità della MCT di stabilire chi e quando deve lavorare e chi no!

Mentre è paradossale constatare che l’attuale crisi del porto sia da attribuire all’abbandono della Maersk, una delle maggiori compagnie di transhipment, socia di minoranza della stessa MCT, terminalista-monopolista del porto di Gioia Tauro.

La crisi del porto è di natura assolutamente speculativa, finalizzata a un ridimensionamento delle movimentazioni e delle risorse impiegate: l’intenzione è di portare il numero dei dipendenti a 600-700, con buona pace di quelle famiglie che si ritroveranno senza stipendio.

Tutto questo mentre gran parte dell’area portuale non viene utilizzata, quando Gioia Tauro, per caratteristiche e dimensioni, farebbe gola alle grandi società terminaliste del mondo. Ma invece si continua a subire i ricatti della MCT e a proporre come prospettiva il rigassificatore di San Ferdinando e la “piastra del freddo”, panacea di tutti i mali del porto e della Piana per i “soliti”, pietra tombale per il porto e bomba ad orologeria per la Piana per chi ama e difende questi territori.

Non possiamo continuare ad ascoltare silenti la classe politica calabrese che dice tutto e il contrario di tutto, che continua a parlare di lavoro e sviluppo seguitando a favorire gli interessi dei grandi gruppi privati a discapito dei nostri, che continua a esaltare la “politica del fare” quando i 450 milioni di euro dell’APQ stanziati da oltre un anno sono ancora fermi: facciamo sentire anche a Gioia Tauro quel Mo Basta! che in tante piazze calabresi, grazie alle realtà che aderiscono alla RDT “Franco Nisticò”, si sta sentendo gridare sempre più forte per difendere questa terra e la dignità dei suoi cittadini!

Da Csoa Cartella

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