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Nuove morti durante gli sbarchi a Pantelleria

Deve essere continuamente aggiornata la contabilità dei morti fra chi tenta di arrivare sulle coste siciliane.

Nelle stesse ore altre centinaia di migranti sono sbarcati a Lampedusa dalle coste tunisine. Un flusso ininterrotto (ed inarrestabile) di uomini e donne che grazie ai percorsi di liberazione che si stanno svolgendo nei paesi del maghreb possono tentare di costruirsi un’esistenza dove più desiderano. Le centinaia di morti sono il frutto del cinismo di chi, per ritorni d’immagine ad uso propagandistico sul piano della politica interna, non si fa alcuno scrupolo nel rendere il più difficile possibile, fino agli esiti tragici di queste ultime giornate, la vita a chi vuole lasciare la propria terra in cerca di una vita migliore obbligando chi desidera (o è costretto a) migrare a rischiare la vita.

Ad attendere chi riesce nella traversata, dopo difficoltà inimmaginabili, la deportazione nei CIE (centri di identificazione ed espulsione) o nei CARA (centri d’accoglienza richiedenti asilo) o in un’altra delle tante strutture di reclusione che sono state appositamente create per regolamentare e disciplinare la permanenza dei migranti nei nostri territori.

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