InfoAut
Immagine di copertina per il post

“Occupare casa non risolve il problema”… di chi governa. Benvenuti a Palermo

Possiamo partire da un dato di fatto: si è finalmente tornato a parlare di “emergenza casa”. Sarà per la splendida riuscita del corteo romano del 19 ottobre scorso – in cui centrali sono state le rivendicazioni dei movimenti di lotta per la casa, appunto; o per l’assedio a Palazzo Chigi del 31 ottobre; o sarà perchè suscita comunque impressione, spaesamento l’idea che in un paese in piena emergenza sociale (reddito e lavoro) c’è chi si impegna scientificamente nel colpire chi non ha nemmeno un tetto sotto cui vivere. E questi ultimi sono tanti, tantissimi. E sono, almeno in teoria (per logica) quei soggetti definiti “più deboli” a subire i costi di questo incessante impegno istituzionale. Politica e magistratura: quelli che sulla carta continuano a professarsi attenti e sensibili alle esigenze dei “deboli colpiti dalla crisi” mentre continuano a sgomberare, sfrattare e speculare hanno quantomeno dovuto ri-affrontare la questione. Così, nelle idee di chi dichiara che “occupare non risolve il problema” si fa spazio la conferma/ammissione che un problema c’è, esiste, necessita di risposte. Un passo avanti insomma. È il caso del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il quale è stato costretto in questi giorni a prendere posizione sui temi dell’emergenza abitativa e delle occupazioni di case. Non che si sia improvvisamente svegliato; e neanche che la reazione sia arrivata dopo la lettura di dati sconvolgenti (per noi, per i politici pare proprio di no) sul numero di recenti ordinanze di sfratti e sgomberi (30mila nella sola Palermo) o sulla continua crescita delle liste comunali di richiesta per l’assegnazione di alloggi popolari. A costringerlo su questo fronte sono stati l’ennesimo sgombero e l ‘ennesimo presidio. Dichiarazioni scontate, certamente. “Il Comune non c’entra” e cose così. Dichiarazioni meno scontate ma comunque non nuove, anche. “C’è un mercato dietro queste occupazioni” con cui il primo cittadino riprende un concetto già espresso in un’occasione simile quando decise di alimentare il sospetto su chi occupa casa sbandierando il pericolo di interesse mafioso dietro le storie dei senza casa. E infine dichiarazioni banali ma che ci consegnano la misura reale per giudicare l’approccio con cui la politica tutta affronta questa emergenza sociale. “Chi occupa non acquisisce diritti. Occupare casa – continua Orlando – non è la soluzione”. Ammette quindi, di fatto, come ormai neanche un tetto sotto cui vivere è più (se mai lo è stato) un diritto, mentre l’unico diritto da tutelare continua ad essere quello dei palazzinari che speculano, tengono inutilizzati migliaia di appartamenti per far crescere i prezzi, inacassano finanziamenti per riqualificazioni varie e sfrattano le persone in difficoltà. Alla faccia di quel feticcio una volta chiamato “giustizia sociale”. Insomma la migliore dimostrazione di come oggi la parola “diritto” si capovolga facilmente in “privilegio” o comunque in “diritto proprietario”. Chi non ha non è giusto che reclami per avere! Ma venendo al nodo delle possibili soluzioni al “problema casa”. Orlando sostiene dunque che questo non può essere risolto dalle occupazioni. E facciamo allora finta , come per gioco, di credergli. Avremmo a questo punto solo il problema di chiedere a lui – o a qualsiasi suo corrispettivo in altra città, territorio, livello di governo – quali potrebbero essere i provvedimenti risolutivi. Una risposta, immaginiamo, tarderebbe di molto ad arrivare. Intanto perchè difficile sarebbe trovarli ed interpellarli chiusi come sono dietro le loro trincee, dentro i loro palazzacci. Ma soprattutto perchè una risposta la politica non la possiede. E questo proprio perchè l’unico orizzonte praticato da questi signori è la difesa del profitto di chi sul mattone ci fa palate di soldi e chiede garanzie di legalità per non vedere compromessi gli interessi privati. A questo punto dovrebbe sorgere spontanea la domanda: ma se, nonostante il beneficio del dubbio accordato (solo per un attimo e per gioco, si badi bene) anticipatamente alle istituzioni, “scopriamo” l’inutilità del soggetto pubblico nella risoluzione di un’emergenza sociale di queste proporzioni, potrebbe essere che occupare non è poi così sbagliato? E che magari l’occupazione rappresenta l’unica soluzione possibile per migliaia di persone in difficoltà? Certamente appare una formula più realistica di qualsiasi promessa politica di intervento pubblico sempre accompagnata da una insensata richesta di fiducia nella burocrazia delle graduatorie. Perchè forse i politici dimenticano che chi non ha un tetto, di solito, non ha poi venti o trent’anni per aspettare di salire in graduatoria. Ma allora, forse, non è poi così radicale ritenere non-criminale occupare una palazzina abbandonata da 28 anni (come nel’ultimi caso di sgomberoa Palermo) per vivere dignitosamente. E neanche così estremista pretendere che, di fronte ad una crisi schiacciante per milioni di persone, la politica recepisca il grido che dalle piazze di tutta Italia recita “Stop immediato a tutti gli sfratti e gli sgomberi”. E questione di buon senso, in fondo. Ma ai politici di solito fa più gola il palazzinaro del senza casa. Il buon senso non è di casa in certi palazzi. Motivo in più per assediarli! Motivo in più per occupare tutto!

 

Red. InfoAut Palermo

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

#190#31ocasaorlandopalermosfrattisgombero

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La guerra tra poveri non è una soluzione. E’ una scelta politica

Mentre procede lo sgombero di Scordovillo, c’è chi prova ancora una volta a costruire il racconto più semplice: mettere gli ultimi contro gli ultimi.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: via Garibaldi contro la demolizione del Newroz per costruire un parcheggio

Al telefono con noi un compagno del Comitato di Via Garibaldi di Pisa ci racconta la mobilitazione contro il progetto di demolizione dello spazio sociale antagonista Newroz per la realizzazione di un parcheggio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

LA COPPA DEL MONDO IN GUERRA

Riprendiamo dal sito Nodo Solidale la traduzione italiana dell’articolo La Coppa del Mondo in guerra, scritto da David Barrios Rodríguez e pubblicato originariamente su Fuera de Lugar/Desinformémonos. Il testo legge il Mondiale 2026 sullo sfondo delle guerre, dei conflitti armati e dei processi di militarizzazione che attraversano molti dei paesi partecipanti, a partire dal Messico, […]

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Seano (Prato): sgombero poliziesco del picchetto operaio alla acca. Domenica 5 luglio nuova mobilitazione di piazza.

Lotte operaie. Sgombero poliziesco all’alba di oggi, venerdì 3 luglio 2026, del picchetto alla Acca di Seano, Prato, azienda di consegna pronto moda in tutta Europa che ha annunciato la chiusura, lasciando a casa 100 lavoratori. Dal 20 giugno è in corso un presidio-picchetto no stop, con Sudd Cobas, per impedire che l’attività continui come nulla fosse, mentre 100 lavoratori –migranti – sono sull’orlo del licenziamento. Una lotta dura, passata anche dal pestaggio di massa di qualche giorno fa, con un nugolo di padroncini arrivati ad hoc a Seano per caricare il picchetto, facendo alcuni feriti persino tra i poliziotti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni

L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Roma sotto sfratto: l’attacco agli spazi sociali e le risposte dal basso

Dopo lo sgombero di Askatasuna e la risposta di massa degli scorsi mesi, continua la campagna del governo contro gli spazi sociali in tutta Italia. Da Roma riceviamo e pubblichiamo il comunicato dello Spazio Sociale Ex 51 di Valle Aurelia, che invita abitanti e realtà sociali a partecipare a un’assemblea pubblica presso il loro spazio in via Aurelio Bacciarini 12 il 1° marzo alle 14:30.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino è partigiana: il futuro comincia adesso

Riprendiamo il comunicato scritto in serata e uscito dal centro sociale Askatasuna sulla giornata di ieri.