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Se le lotte si connettono, i padroni non passano

L’ottica in cui si è mossa l’assemblea è stata quella della condivisione delle situazioni concrete e delle esperienze di lotta. Il solco lungo il quale provare a indirizzare un percorso condiviso da intraprendere è stato individuato nella prassi del mutuo soccorso e nell’unificazione di tutti i lavoratori, prima ancora che delle sigle sindacali. Se la condizione di precarietà è comune, allora anche le lotte devono essere messe in comune, specie con l’avanzare della crisi e delle politiche di austerità, verso uno sciopero metropolitano autoconvocato.

È emersa dunque la proposta di partecipare alle date di mobilitazione sindacali già previste per gennaio e febbraio. Si è discusso anche della possibile creazione di una Cassa di Resistenza che raccolga tutte le realtà che a livello regionale si muovono all’interno di percorsi di lotta per la riconquista dei diritti. Si tratta di prime concrete ipotesi da discutere nell’appuntamento regionale di gennaio. La volontà espressa da tutte le componenti in modo deciso è quella di costruire percorsi politici che permettano di allargare il fronte dei mobilitati contro le politiche di austerità e la macelleria sociale sostenuta dal governo e voluta dal mercato finanziario e dai padroni.

Con la ferma intenzione di ritrovarsi in un contesto più ampio, dove poter discutere delle questioni messe sul tavolo martedì sera, ci si è salutati per ritrovarsi poi l’indomani mattina ancora davanti ai cancelli della Elnagh. Vi era la necessità di respingere la provocazione della dirigenza, che minacciava l’ingresso nello stabilimento di due camion per trasportare fuori alcuni camper da consegnare ad acquirenti. La volontà dei lavoratori era di non permetterlo: di fronte all’ipotesi di chiusura dello stabilimento, il capitale immobilizzato in quei camper rappresenta una garanzia. La determinazione, unita alla solidarietà ricevuta, sono bastati a dissuadere la dirigenza dall’intento. Nessun camion si è presentato ai cancelli dello stabilimento di Trivolzio e il presidio degli operai prosegue sempre più determinato.

Da MovimentoPavia.org

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