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Spagna: in centinaia di migliaia in strada contro la riforma delle pensioni

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Nelle giornate di ieri e avantieri centinaia di migliaia (milioni?) di persone sono scese in oltre cento città dello stato spagnolo per reclamare pensioni dignitose e rigettando la riforma del PP che suona come un altro schiaffo in faccia alla popolazione.

Una riforma che peraltro è stata approvata dalla maggioranza del Parlamento madrileno, e che vede un risibile aumento dello 0,25% rispetto al monte precedente, a fronte di un rincaro della vita di gran lunga superiore. Una situazione che rende insostenibile affrontare un periodo post-lavorativo minimamente dignitoso per chi raggiunge l’ ambito traguardo dell’età pensionabile.

Le Comunità autonome più attive e che hanno risposto alla convocatoria generale sono quelle dei Paesi Baschi e della Catalogna. Un’altra giornata storica per Bilbao, che ha visto oltre centotrentamila persone in piazza (dati della polizia locale), così come decine di migliaia a Vitoria-Gasteiz, Donostia-San Sebastiàn, Pamplona-Iruña.
Centomila e passa i manifestanti scesi ieri in strada a Barcellona, con lo striscione di apertura recante la scritta “No al Patto di Toledo”. Diverse decine di migliaia anche a a Madrid, dove la protesta dei pensionati si è intersecata con quella dei settori di lavoratori precari, studenti, movimenti sociali e femministi che hanno ribadito la loro contrarietà alla Ley Mordaza, durissima legge-bavaglio imposta da Rajoy & Co ormai da tre anni per tentare di stroncare il dissenso contro le politiche classiste del Governo.

Una trasversalità generazionale e di movimento che non è mancata nei tantissimi altri concentramenti in tutto il Paese, dopo l’ imponente giornata di mobilitazione dell’ 8 Marzo globale “Ni Una Menos”. Un ritorno alle piazze che segna una discontinuità importante rispetto al riflusso del movimento post-15M,un risveglio prepotente e di massa con la primavera alle porte marcata anche dall’ inesorabilità del conflitto catalano.

 

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