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Spazi Sociali? Modena se li riprende

Una lotta per gli spazi sociali, iniziata per dare una scossa ad una città che si stava rinchiudendo -e continua a farlo- dietro leggi securitarie e legalitarie, facendo denotare come la classe politica modenese non riesca più a dare risposte alla popolazione modenese di fronte ad una crisi che, chiaramente, non è in grado di gestire.

Se all’inizio il tutto era impostato sulla socialità, impostazione che comunque rimane ben salda all’ interno del Guernica, a questa si sono aggiunti nel tempo tanti altri aspetti che hanno permesso, attraverso le diverse occupazioni, al Guernica, alla sua gente e alle sue idee di diventare un punto di riferimento in città e in tutta la provincia di Modena.

L’occupazione dello stabile di via Zarlati ne è stata la dimostrazione più evidente, diventano anche il punto fondamentale di svolta:  un’ occupazione che ha saldato il rapporto del Guernica con il quartiere e con la popolazione tutta, attraverso le sue iniziative politiche, culturali, ludiche e sociali. Queste hanno aperto lo spazio sociale a diversi ambiti di Modena, agli artisti, alla gente comune, ad  esperienze come quella dello skate park (che ha visto la realizzazione dell’ unico impianto al chiuso della regione). Ma soprattutto il Guernica ha portato diversi scrittori e ricercatori a parlare della crisi e dei movimenti che lottano contro di essa, soggetti che hanno vissuto in prima persona queste esperienze, comefelice  Momotti, Gigi Roggero e Fulvio Massarelli; ma lo Zarlati ha anche aperto nuovi confronti con soggetti come le associazioni di quel quartiere che, nonostante lo sgombero, hanno voluto continuare a costruire un rapporto con il Guernica, fino al tentativo di realizzare una festa che non è stata realizzata per il solo ed evidente ostracismo della politica locale ( vedi il comunicato a margine dell’ articolo).

Hanno tentato nuovamente di distruggere il Guernica attraverso operazioni Giudiziarie, le ennesime operazioni che non hanno scalfito quel progetto e la sua gente. Infatti, nonostante arresti, restrizioni, multe e tentativi di intimidazione verso la parte studentesca del collettivo, il Guernica ha fatto quadrato intorno a se, e con la forza della gente che sta urlando a grand voce per avere un nuovo spazio dove dare sfogo alle proprie idee, alle proprie proposte e alla voglia di riprendersi il futuro, ha ricevuto quella consapevolezza della forza e della valenza intrinseche al progetto.

Nella premessa abbiamo voluto sottolineare come il radicamento del Guernica non è solo in città ma in tutta la provincia. Dalla bassa colpita dal terremoto, con la campagna “ dal basso alla Bassa”,  alla lotta per la casa nella città di Vignola. Perché il Guernica è questo ed è riconosciuto sul territorio per il suo modo di fare, per le sue lotte, magari non sempre vittoriose, ma che giorno dopo giorno sono state capaci di  mettere in crisi la politica fallimentare della classe dirigente della nostra provincia, risultando quindi sempre positive.

La lotta per lo spazio sociale ne è l’esempio principe. Mentre nelle prime occupazioni veniva sventolata la bandiera della legalità contro il progetto Guernica, ora la politica locale non trova più argomentazioni per contrastare un percorso che ha preso una direzione ben precisa: si`, perché  il Guernica arriverà in ogni caso ad avere un centro sociale che possa diventare fulcro e centro di riferimento (se già il progetto stesso non lo sia) per la città intera, per le lotte attuali e future in tutte le strade e in tutti i quartieri che ogni giorno viviamo col fine di riprenderci la nostra vita e il nostro futuro.

E allora vedremo se l’amministrazione modenese continuerà a chiudersi nei confronti nostri e di chi, in città, vuole sviluppare percorsi sociali come il Guernica. Di certo e’ che a Modena, in futuro, un punto fermo per la popolazione ci sarà e sarà proprio il Guernica.

 

Leggi il comunicato del Guernica

Era tutto pronto per la festa che si doveva tenere il 9 Giugno allo skatepark delle “gobbe” ma purtroppo al Guernica questo non viene concesso.

L’idea era nata dopo l’occupazione di via Zarlati con la quale si erano sviluppati rapporti molto positivi con le persone che abitano quel quartiere e, dopo una serie di incontri con le tante associazioni che lavorano in quella circoscrizione, si era deciso di organizzare una giornata dove mettere insieme le varie esperienze per costruire un evento per far vivere quel quartiere: le associazioni, gli skaters, che quotidianamente vivono quel luogo, e il Guernica.

Fin da subito si era deciso di richiedere tutte le autorizzazioni del caso e l’organizzazione stava andando al meglio fino a quando la circoscrizione ha posto il veto, perché sul volantino c’era il nome “Guernica”.

Quindi chi da sempre ci parla di legalità ha deciso di stroncare quella che poteva essere un’opportunità per quel quartiere; non è stato considerato il valore positivo che la giornata racchiudeva in se né si sono potuti appellare alla mancanza di autorizzazioni, ma semplicemente per quel nome, il Guernica appunto, come se fosse il peggiore dei mali.

Ci dispiace molto, perché non siamo riusciti a concretizzare l’ottimo lavoro fatto con le associazioni e le persone che ne fanno parte, ma siamo sicuri che tale dialogo continuerà. Quello che ci preoccupa, però, è la miopia dell’amministrazione, o almeno una parte di essa, che ci parla tanto di regole e poi quando queste vengono rispettate il problema diventa tutto politico; nel caso specifico della giornata alle “gobbe”, la questione dei “nomi” è stata ritenuta più importante dei contenuti reali dell’iniziativa stessa.

Ma noi non ci stanchiamo e, a riprova di ciò, pochi giorni fa abbiamo richiesto un incontro con il Sindaco, presentandogli il progetto di uno spazio sociale per andare a discutere nel merito la questione. Al progetto è stato allegato un elenco di oltre 700 firme raccolte che chiedono un nuovo Guernica in città. Attendiamo risposte, se mai arriveranno, ponendoci in maniera positiva e propositiva per risolvere, almeno in parte, la richiesta di spazi di aggregazione in città.

Ma che nessuno ci venga a fare la solita lezioncina sulla legalità, il rispetto delle regole e i tempi d’attesa, perché ormai è chiaro che le problematiche nei nostri confronti sono palesemente altre.

Nel frattempo, il nostro percorso va avanti su tutta la provincia di Modena, dalle zone terremotate con la raccolta materiale per le popolazioni colpite dal sisma e l’apertura del tendone polivalente all’interno di una delle tante tendopoli autogestite, alla lotta per la casa di Vignola, passando per una tappa importante nella nostra città: Il 22 giugno tornerà il nuovo spazio Guernica o, chissà, i nuovi spazi Guernica.

Guernica

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