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Sui fatti di Carrara

Pubblichiamo il comunicato della Casa Rossa Occupata sugli avvenimenti di ieri al Comune di Carrara:

Sabato 8 novembre rimarrà nella storia di Carrara e nella storia di questo territorio, e nessuno potrà scalfirne la portata politica e sociale. 
Per la prima volta una popolazione, stanca da decenni di soprusi sulla propria pelle, ambientali, politici, sociali, ha deciso di rovesciare la propria rabbia in maniera assolutamente determinata e priva di qualsiasi remora, individuando nella classe dirigente in generale, e nel sindaco in particolare, il vero responsabile di tutto questo. Una presa di parola forse pre-politica, ma assolutamente genuina e spontanea, che ha messo in stato d’accusa lo stato di cose presenti. 
La vergognosa protervia con cui il sindaco ha deciso di iniziare il suo intervento sollevando se stesso e la propria amministrazione da ogni responsabilità, non poteva non scatenare la reazione di chi sta lottando da anni contro la devastazione di un territorio, contro la speculazione, contro la svendita. Contro un sistema politico che vede il Partito Democratico e tutta l’incredibile accozzaglia di partiti che lo sostengono, al centro di un sistema di potere il cui unico obiettivo è preservare se stesso e arricchire i soliti noti.

Ma alla rabbia deve sempre succedere la riflessione, perchè la lotta possa continuare e perchè un sistema di potere ladro e assassino non venga sostituito con un altro sistema di potere incurante dei cittadini e delle cittadine.

Come Casa Rossa abbiamo partecipato alla mattinata di protesta, per portare la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a una popolazione così colpita e ci sentiamo in dovere di affiancare la città di Carrara in questa sua lotta.

Secondo noi, in questa fase di emergenza è necessario prendere atto della propria forza. Quella forza cioè di una miriade di persone, una volta tanto compagne e compagni nella strada della protesta, che sono riuscite a canalizzare la propria rabbia e il proprio senso di frustrazione, individuando un obiettivo comune: l’amministrazione Zubbani.

Ed ora questo obiettivo va perseguito fino in fondo: 
– continuando la protesta e l’occupazione del comune fino alle dimissioni dell’intera amministrazione
– dicendo no alla presenza di un commissario prefettizio, che in quanto tale, non sarebbe altro che un’emanazione del governo centrale e quindi di quel Partito Democratico che, con lo sblocca Italia, non ha fatto altro che legalizzare nuove e peggiori devastazioni del territorio
– organizzando una vera e propria autogestione della fase attuale, prevedendo una divisione di compiti a cui possano partecipare tutti i cittadini, per continuare a presidiare il comune, proseguire con l’opera di aiuto agli alluvionati, gestire il rapporto con le amministrazioni regionali e con la protezione civile, per mettere in sicurezza il territorio.

Al contrario di quanto sentito ieri sera all’assemblea in comune, noi crediamo che la volontà popolare e la capacità di reazione della popolazione comune, possano essere in grado di fare tutto questo, e non abbiano bisogno di alcuna mediazione esterna. Soprattutto quando la mediazione offerta proviene da chi, a livello locale e nazionale, sta distruggendo le nostre vite.

Carrara piange. Ma piangendo si è scoperta forte e determinata. Tutto il territorio apuano la ringrazia e ha il dovere di sostenerla.

CASA ROSSA OCCUPATA

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