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Taranto: “La salute, senza compromessi”

Migliaia le persone, fra cui molti giovani, che oggi a Taranto hanno infranto il divieto imposto dalla questura contro la manifestazione annunciata giorni fa dal comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti e da varie associazioni ambientaliste per contestare l’incontro in prefettura fra i ministri Clini e Passera e il procuratore della Puglia Vendola. Partiti da piazza castello, in una città blindata i manifestanti si sono diretti verso la zona rossa, passando per il centro cittadino per arrivare alla prefettura presidiata dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Da piazza dell’Immacolata, vicino alla prefettura, molti gli interventi dei lavoratori che insieme a tutta la città denunciano le gravi responsabilità dell’ilva. “Non inClini alla morte di cancro”, uno dei tanti striscioni che sintetizzano la presa di posizione dei tarantini, stanchi di essere rappresentati dalla casta politica, dalle amministrazioni locali, dai sindacati che da sempre tutelano i loro privilegi. Molti i fischi verso il governatore della Puglia Nichi Vendola criticato per come ha gestito la vicenda dell’inquinamento prodotto dall’ilva.

Barricati in prefettura mentre una città intera li contestava, i ministri, in conclusione del loro incontro, fanno sapere che lunedì prossimo ci sarà un nuovo tavolo per la procedura Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per la quale il polo siderurgiuco investirà altri 56 milioni di euro per la bonifica ambientale, oltre ai 90 già finanziati.

Nel frattempo il comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti non si fa illudere e pretende di essere ascoltato, di poter partecipare ai vari incontri. “Vogliamo decidere il futuro di Taranto perché siamo stanchi di piangere i nostri morti”.

 

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