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Brasile, Mato Grosso: gli indios occupano proprietà terriera

A metà maggio, infatti, un gruppo di indios del gruppo Terena ha occupato un’enorme fazenda di 12mila ettari di proprietà di un politico locale a Sidrolandia, nello stato del Mato Grosso, una delle maggiori aree per la produzione della soia di tutto il paese. L’occupazione è durata per due settimane, durante le quali gli indios hanno rivendicato il loro diritto ad occupare le terre che gli appartengono e dalle quali sempre più spesso vengono allontanati con la forza per lasciare il posto ai grandi proprietari terrieri e agli interessi economici di un paese che per mantenere la sua posizione di potenza agricola mira ad uno sfruttamento sempre più intensivo delle terre locali.

Giovedì la polizia è intervenuta sul posto per eseguire un’ordinanza del Tribunale che intimava agli indios di abbandonare le terre: di fronte al loro rifiuto sono esplosi duri scontri in cui la polizia è ricorsa a violenze spropositate per allontanare gli indigeni e ha causato la morte di uno di loro, un indios di 35 anni colpito da un proiettile di gomma, oltre che diversi altri feriti.

La risposta non si è fatta attendere e il giorno successivo centinaia di indios sono tornati ad insediarsi sulle stesse terre, determinati a non lasciarsi espropriare di ciò che gli appartiene, mentre nel resto del paese (soprattutto nelle zone di confine con Bolivia e Paraguay) si contano altre esperienze di occupazione delle grandi proprietà terriere.

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