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Cairo: assaltata ambasciata israeliana, l’ambasciatore scappa

A guardare video ed immagini di oggi possiamo compiacerci del fatto che cosi’ e’ stato: ha prevalso la ragione dei manifestanti che con determinazione hanno prima divelto la seconda recinzione, da poco creata attorno all’ambasciata israeliana, come promesso il giorno prima, ma non solo.  Sono riusciti ad entrare nell’ambasciata, buttare al vento numerose documentazioni ufficiali, costringere l’ambasciatore a riparare in fretta e furia verso l’areoporto in direzione israele e Netanyahu a chiamare obama per elemosinare sicurezza.

Scontri si sono poi protratti a lungo intorno alla sede dell’ambasciata  con centinaia di feriti ed alle universita’ dove si sarebbero anche sentiti colpi da arma da fuoco. Il ministro degli interni dichiara lo stato di allerta.

Obama  interviene chiedendo che “L’Egitto rispetti le leggi internazionali”.

Tra le richieste dei manifestanti l’espulsione dell’ambasciatore israeliano, nella pratica ottenuta, ed il ritiro dei propri ambasciatori da israele ed il congelamento della relazioni diplomatiche, come segno di protesta per l’uccisione di 5 militari egiziani ad opera dell’esercito israeilano dopo gli attentati di Eliat, seguendo le orme della Turchia il cui premier e’ tra l’altro atteso al Cairo lunedi’.

Nella stessa giornata un sit-in si e’ tenuto in piazza Tahrir, diserato dai fratelli musulmani, per chiedere al governo militare  la purga definitiva degli aguzzini di Mubarack ed il ritorno ad un’autorita’ civile democraticamente eletta.

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