InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il video mostra il bulldozer dell’esercito israeliano che trascina il corpo di un manifestante dopo la manifestazione alla frontiera.

||||

L’IDF afferma che due palestinesi sono stati uccisi per aver tentato di piazzare esplosivi vicino alla frontiera. La Jihad islamica afferma che l’uomo era militante nella sua brigata Khan Yunis

English version

Yaniv Kubovich e Jack Khoury, 23 febbraio 2020

Copertina: Un carro armato israeliano Merkava e un bulldozer  lungo il confine Israele-Gaza a est di Khan Yunis nella striscia meridionale di Gaza, 23 febbraio 2020AFP

Oggi, domenica, secondo una dichiarazione dell’esercito israeliano, i soldati   hanno aperto il fuoco contro due palestinesi vicino al confine nella striscia meridionale di Gaza   sospettati di deporre una carica  esplosiva vicino al recinto,.
Il ministero della salute di Gaza ha detto che due feriti sono stati portati all’ospedale europeo di Khan Yunis per essere curati. Uno è morto, in seguito identificato dall’organizzazione islamica della Jihad come Muhammad Ali Anam, 27 anni, un combattente nel battaglione Khan Yunis dell’ala militare di Al Quds.

Un video girato dagli astanti di Gaza e ampiamente condiviso sui social media mostra un bulldozer israeliano, scortato da un carro armato, che rincorre i palestinesi impegnati nel tentativo di portare via i feriti. La sua pala meccanica alla fine contiene il corpo apparentemente senza vita di uno degli uomini con i suoi vestiti penzoloni.

Il ministro della Difesa israeliano Naftali Bennett ha successivamente confermato che il bulldozer era stato utilizzato per “raccogliere” i corpi.
Una successiva dichiarazione dell’esercito israeliano ha affermato di aver contrastato un attacco condotto da “terroristi affiliati alle organizzazioni palestinesi della Jihad islamica”.

{youtube}us9bwdTb_sA{/youtube}

In allegato alla dichiarazione c’era un video tratto da un posto di osservazione dell’IDF che mostra due uomini che posano un oggetto pesante vicino al recinto di confine. Una didascalia che accompagna il video recita: “Posa di una carica esplosiva sul recinto di confine, 23.02.2020”.

“Israele intendeva uccidere un giovane disarmato, di fronte alle telecamere di tutto il mondo”, ha detto il portavoce di Hamas Fawzi Barhoum, mentre la Jihad islamica ha promesso ritorsioni. Il portavoce dell’ala militare della Jihad islamica ha detto dell’incidente:

“L’infiltrazione delle forze nemiche nel territorio della Striscia e l’uccisione barbara di uno dei nostri combattenti costituisce palese aggressione, e Israele deve assumersi la responsabilità di questa aggressione”.

L’ONG Adalah Legal Center for Arab Minority Rights ha esortato l’avvocato generale militare ad aprire un’indagine penale, affermando che l’azione vista nel video viola gli accordi internazionali, che lo definirebbero un crimine di guerra.

Due fotografi locali hanno riferito a Haaretz che lo scontro è avvenuto all’interno del territorio palestinese. Dopo le riprese, decine di palestinesi si sono radunati sulla scena. Testimoni hanno riferito che l’esercito israeliano ha sparato alle gambe di coloro che si avvicinavano al bulldozer.

 Schermata 2020 02 23 alle 19.40.38

Dopo che il video ha conquistato i titoli dei media israeliani, il ministro della Difesa Bennett ha risposto alle critiche su Twitter, esprimendo la sua stanchezza con “le feroci critiche della sinistra sulla” disumanità “dell’uso di un bulldozer per riportare indietro il corpo di un terrorista che ha provato assassinare (!) israeliani “.

“Signori, cuori sanguinanti: non siete umani! Hamas detiene i corpi di Hadar e Oron”, ha aggiunto il leader Yamina, riferendosi ai soldati dell’IDF Hadar Goldin e Oron Shaul, che furono uccisi in azione durante la guerra di Gaza del 2014 e i cui resti sono tenuto a Gaza. “Sostengo l’IDF che ha ucciso il terrorista e raccolto il corpo”, ha concluso, “questo è come dovrebbe essere fatto, ed è così che sarà fatto”.

Il membro della Joint List della Knesset Aida Touma-Sliman ha descritto l’operazione dell’esercito israeliano come segue: “Rubano un corpo, lo abusano con un bulldozer e continuano a sostenere che l’esercito è il più morale del mondo. Da quando Bennett è entrato in carica come ministro della difesa, gli organismi con cui contrattare è la politica dichiarata da Israele “. Ha descritto Bennett come “il ministro della morte e della brutalità”.

Un altro legislatore della Joint List, Ofer Cassif, ha dichiarato: “Rapire un corpo è l’atto nauseabondo e assetato di sangue dei vampiri. Ecco cosa ha da offrire Netanyahu:” Assedio, uccisione e rapimento di corpi. Dobbiamo porre fine alla loro celebrazione della morte “.

I Gazawi hanno  maggiori permessi

La scorsa settimana, Israele ha aumentato il numero di permessi di lavoro e commerciali per 7.000 abitanti, il numero più alto da quando Hamas è salito al potere nel 2007, e ha ampliato le sue zone di pesca nella Striscia di Gaza di 15 miglia nautiche.

Ciò è avvenuto dopo  un testa a testa tra i militanti di Gaza e l’IDF in seguito al rilascio del piano di pace di Trump che ha minacciato di convertire una calma relativa in un conflitto in piena regola.
Sia il Primo Ministro Benjamin Netanyahu che Naftali Bennett hanno dichiarato che Israele potrebbe avviare un’importante operazione militare a Gaza nel prossimo futuro. Netanyahu, parlando in una riunione del gabinetto, ha detto che non accetterà “nessuna aggressione da Gaza”.

La politica di Israele è quella di rendere Hamas responsabile di qualsiasi azione violenta condotta dalla Striscia di Gaza, anche se proviene da altri movimenti, come la Jihad islamica.
La facilità senza precedenti per le restrizioni sull’enclave costiera bloccata arriva in una situazione di stallo politico in corso in Israele, che alcuni analisti ritengono che Hamas stia sfruttando a proprio vantaggio.

All’inizio di questo mese, il capo dell’intelligence israeliana Yossi Cohen ha riferito di aver visitato segretamente Doha per convincere il Qatar a continuare a sostenere la striscia, nonostante le continue tensioni.

Trad. Invictapalestina.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

israelepalestina

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Contro gli investimenti israeliani nelle energie rinnovabili: presidi in Toscana per la Palestina

Anche i comitati territoriali contro la speculazione energetica da grandi rinnovabili si mobilitano per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’Italia scende in piazza per la Palestina

Sabato 10 ottobre tante piazze italiane si sono riempite dei colori della bandiera palestinese dando uno slancio a questo inizio di autunno di lotta.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Riprendiamo il comunicato pubblicato dal Network Antagonista Torinese, solidarietà a tutti e tutte le compagne e i compagni inquisiti!

Immagine di copertina per il post
Contributi

La fine del genocidio è la fine del sionismo

Riportiamo l’intervento introduttivo del convegno svoltosi mercoledì 7 ottobre presso l’Università di Torino, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza, dal titolo “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. In questa introduzione vengono toccati molti nodi politici fondamentali che aiutano a capire quanto sia mistificato il dibattito attorno alla resistenza palestinese da parte di gran parte dei media main stream.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Corporazioni criminali e lotte per la vita

Riceviamo e pubblichiamo da Nodo Solidale

In attesa di un nuovo capitolo del Viaje por la Vida che vedrà, nel dicembre 2026, una delegazione di 1111 zapatist* muoversi verso Città del Messico per incontrare chi quotidianamente lotta per cercare i propri cari desaparecidos, pubblichiamo la traduzione dell’ intervento di Raúl Romero Gallardo durante il “Semillero Guerra contra la Humanidad”, incontro politico la Guerra contro l’Umanità (popolazioni e natura sotto assedio), convocato dalla Commissione Sexta dell’Ezln. CIDECI, San Cristóbal de las Casas, Chiapas. 23 de luglio 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: corteo 24 ottobre “Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per sabato 24 ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina torinocontroilriarmo si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Resoconto dell’udienza di sorveglianza speciale a Stefano

Mercoledì 30 settembre si è tenuta una delle ultime udienze della fase dibattimentale riguardo alla richiesta di sorveglianza speciale a carico del nostro compagno Stefano.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

No alla sorveglianza speciale per Stefano e Sara: 30 settembre udienza al tribunale di Torino

Condividiamo l’appello del Network Antagonista e del coordinamento Torino per Gaza per portare solidarietà in aula alla prossima udienza per la sorveglianza speciale nei confronti di Stefano.

Appuntamento Mercoledì 30 settembre ore 12 in Aula 7 Tribunale di Torino.

Immagine di copertina per il post
Culture

NAZA, la guerra di Israele contro i testimoni e la complicità dei media

A Washington, la violazione dell’accesso alla stampa americana da parte di Donald Trump ha suscitato indignazione e sfida; a Tel Aviv, il divieto generalizzato imposto da Benjamin Netanyahu agli stessi media, con pretesti falsi, ottiene solo obbedienza e silenzio.

Immagine di copertina per il post
Culture

“Palestina 36”, ridare voce al popolo che manca

Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio (2025), della regista palestinese Anne-Marie Jasir, dispiega uno sguardo cinematografico che diviene esso stesso strumento di lotta. I territori della Palestina, oggi sottoposti a un terribile genocidio, sembrano riappropriarsi di una loro voce propria nel momento in cui iniziano ad essere esposti allo sguardo colonizzatore e colonialista dell’Occidente.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Garvaghy Road non ha ceduto

Alle 8:15 la Portadown District Lodge era ancora schierata al cancello di Drumcree Church, ombrelli aperti contro una pioggia che il meteo aveva promesso puntuale. Un’ora dopo era già rientrata nella Orange Hall di Carleton Street. In mezzo, sette ore di una notte che l’Irlanda del Nord pensava di essersi lasciata alle spalle nel secolo scorso.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Agrivoltaico finanziato da Israele: alcuni aggiornamenti dalla Toscana e dal Piemonte

Proponiamo di seguito un contributo che racconta il punto in cui i due percorsi territoriali, uno a Ribolla in provincia di Grosseto e uno in provincia di Biella e Vercelli, sono arrivati portando avanti la lotta contro l’agrivoltaico finanziato da Israele.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: un inizio di mobilitazione verso e oltre il corteo contro il riarmo del 24 ottobre

Ripubblichiamo il resoconto della due giorni del 19-20 settembre tenutasi a Torino contro il riarmo uscito dalle varie realtà che portano avanti il coordinamento cittadino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La fine del genocidio è la fine del sionismo”. Appello per scendere in piazza per la Palestina il 10 ottobre

Diffondiamo l’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia per una mobilitazione nazionale sui territori il 10 ottobre 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.