InfoAut
Immagine di copertina per il post

In Giordania è rivolta contro l’austerity

||||

Negli ultimi giorni, in Giordania, in migliaia hanno invaso le strade delle principali città del paese con manifestazioni di protesta contro le politiche di austerity imposte dal governo di Hani Mulqi.

Disordini e scontri con la polizia si sono verificati fino alle prime ore della mattina di domenica nella capitale Amman. I manifestanti volevano raggiungere il palazzo del governo ma la polizia ha provato ad impedirlo bloccando strade e lanciando verso la folla gas lacrimogeni. Oggi i manifestanti sono tornati a sfilare davanti la sede del governo. Le manifestazioni sono iniziate con la fine del digiuno del periodo di Ramadan. I protagonisti sono soprattutto studenti e giovani lavoratori, la richiesta è quella di annullare l’aumento delle tasse varato per 165 articoli di consumo tra cui anche beni di prima necessità come prodotti alimentari, acqua e elettricità. Ma anche aumento delle tasse sul reddito, trasporto pubblico, carburante e tabacco. Una misura economica promossa dal governo che rientrava nel piano economico che aveva ed ha tuttora il classico obiettivo, imposto dal Fondo monetario internazionale, di diminuire il debito pubblico. I manifestanti attraverso la parola d’ordine “non ci inginocchieremo” hanno fatto capire che non avrebbero accettato in silenzio la volontà del governo. La volontà dei potenti del paese e della governance internazionale di far pagare ai cittadini il costo della crisi economica che attraversa il paese. Una crisi economica non causata da chi oggi, per volere del governo, dovrebbe pagarla a caro prezzo.

Le pressioni di piazza che negli ultimi giorni hanno tenuto sotto scacco il regno, hanno costretto il re a rivedere, almeno a parole, i piani del governo ed aprire un dialogo. I manifestanti hanno, infatti, chiesto con forza le dimissioni del premier che sono arrivate ieri. Si dice che il re abbia dato mandato all’economista Omar al-Razzaz di formare un nuovo governo e che ha, nel fra tempo, bloccato il prezzo del carburante dicendosi inoltre disposto ad arrivare a un compresso e ripensare le riforme. C’è il timore, però, che questo non possa bastare per placare la rabbia del popolo. Queste infatti per i manifestanti sembrano le solite promesse fatte per provare ad ammorbidire le contestazioni. Sanno perfettamente che anche con il nuovo premier le misure che il Fmi chiede dovranno essere realizzate. Anche Moody’s sostiene che queste misure sono fondamentali per permettere al paese di risalire nel rating. Niente di nuovo insomma.
Una crisi profonda si affaccia sulla Giordania e le voci che giungono dalla piazza fanno pensare che il prossimo bersaglio popolare potrebbe non essere il governo ma il regime e il re. Staremo a vedere.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

giordania

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Resistere alla guerra, lottare per la pace

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan

Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno: ancora mezzi militari imbarcati su navi dirette a Tangeri

Sei mezzi militari imbarcati su una nave porta-container della Hapag-Lloyd, la Kobe Express, direzione Tangeri (solito scalo utile ad aggirare la legge 185/90).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Iran: terzo giorno di aggressione Usa-Israele. Da Cipro all’oceano indiano, un intero pezzo di mondo è in fiamme

Da Cipro all’Oceano Indiano; un intero quadrante del mondo gettato nel caos e in fiamme dopo l’aggressione militare Usa – Israele contro l’Iran, partita sabato 28 febbraio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran, bombardamenti in corso su tutto il Paese. Teheran risponde al fuoco

Gli Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran. Dalle 7 del mattino locali di sabato 28 febbraio 2026 i due eserciti stanno bombardando la capitale iraniana Teheran in quello che definiscono un “attacco preventivo”, rispetto a cosa non si sa.

Immagine di copertina per il post
Culture

In Giordania lotta con i pugni contro il patriarcato

She fighter, la prima scuola di arti marziali in Medio Oriente esclusiva per le donne per combattere il patriarcato di Maria Teresa Messidoro (*) She fighter, la prima scuola di arti marziali in Medio Oriente esclusiva per le donne.Così va il mondo: con l’associazione Lisangà culture in movimento partecipo alla progettazione e creazione di una palestra popolare […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Nakba 2014: 66 anni di resistenza per la Palestina

Il 15 Maggio 2014, come ogni anno, il popolo palestinese è sceso nelle piazze, sia in Palestina che nei campi profughi dove in milioni vivono ormai da 66 anni e dai quali lottano per tornare nelle case da cui sono stati ingiustamente cacciati quel lontano 15 Maggio 1948. Rabbia e speranza hanno caratterizzato una giornata […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Giordania. Settimana di scontri nella città ribelle di Maan

La settimana si è chiusa con nuovi scontri nella città di Maan, nella Giordania meridionale. Lanci di bombe carta e pietre contro caserme ed edifici governativi hanno segnato la giornata di ieri e il bilancio delle violenze esplose domenica scorsa è di un morto, un ragazzo di venti anni, e cinque feriti, tutti poliziotti. Il […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lotta palestinese ed il riconoscimento dello stato

Il punto di vista dei profughi. Le riflessioni che seguono sono frutto di colloqui effettuati con membri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina in esilio. Ciò che emerge dalla vita di tutti i giorni dei profughi palestinesi in diaspora è la voglia di tornare nelle proprie case.. Una lotta che non si arresta. […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

#RevoltJo! La protesta in Giordania diventa esplosiva

  Dopo l’annuncio martedì del primo ministro Abdullah Ensour di consistenti tagli ai prezzi sussidiati di gas e carburanti – per assicurarsi un prestito di 2 miliardi di dollari da parte dell’FMI e così coprire parte di un deficit di bilancio in espansione – migliaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale Amman […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Giordania: dispersa dalla polizia protesta contro Israele

Secondo quanto riferiscono molti media giordani, alcune centinaia di persone all’uscita dalla preghiera comunitaria del venerdì islamico dalla moschea Kaluti della capitale giordana, a pochi metri dall’ambasciata d’Israele, hanno inscenato improvvisamente una manifestazione, scadendo duri slogan contro Tel Aviv. Mentre i manifestanti si dirigevano numerosi verso la sede diplomatica dello stato ebraico è intervenuta la […]