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La Troika ad Atene. Una tragedia d’oggi

Per avere a settembre la nuova tranche di crediti da 32 miliardi di euro Atene deve dalla prossima settimana mostrare i “risultati, risultati, risultati!”, come ha ripetuto Barroso, durante la sua prima visita dopo tre anni nella capitale greca. E i risultati richiesti a gran voce dalla UE sono quelle riforme strutturali che domani, durante la riunione dei leaders della coalizione di governo potrebbero essere decise a partire da un nuovo durissimo attacco alle pensioni e alla sanità.

Nuovi “tagli qui e subito!” hanno richiesto i rappresentanti della Troika per permettere a Draghi, al termine di una settimana di passione per le borse europee, di rasserenare le anime belle (e riempirgli le tasche di quattrini) dichiarando che “non è possibile che un paese esca dell’eurozona”.

Insomma il grande bluff, il grande inganno che passa per la retorica e propaganda politica di austerità – crescita, tagli – eurozona continua a giocare il tiro alla fune con la società greca: ma fino a quando la corda non si spezzerà?

E’ uso comune ormai da mesi rinunciare alle cure mediche: in pochi si permettono il lusso di farsi visitare per qualche malattia arrivata all’improvviso, figuriamoci per i check up di routine, “perché non si può mai sapere cosa succederà il prossimo mese e quel poco di pensione e salario va tenuto da parte per ogni evenienza!”. Bastano queste semplici parole per capire che della corda restano ben pochi fili… tesi. E non serve davvero a niente, agli occhi della popolazione greca, la retorica europeista di un Venizelos che per attaccare quei paesi (Germania prima tra tutti) che vorrebbero la Grecia fuori dall’Unione Europea scomoda anche Euripide paragonando Ifigenia alla Grecia e il suo sacrificio (l’uscita dall’euro) utile per far partire le navi (Unione Europea) dirette per l’assalto ai troiani (la fine della crisi).

Al di là della citazione sbagliata visto che Ifigenia al termine della tragedia si salva grazie all’intervento della dea Artemide che nel momento del sacrificio la tramuta in cerbiatta, Venizelos e la risicata coalizione di governo dovrebbero stare ben attenti quando lunedì, come raccontano alcune indiscrezioni (fatte trapelare non appena terminati gli incontri con la Troika), faranno calare ancora una volta le forbici sulla sanità e le pensioni, perché potrebbero trovarsi davanti una protagonista di una tragedia di Euripide molto meno accondiscendente e ubbidiente di Ifigenia. Si sa infatti, dopo tanti oltraggi e disprezzo (siamo arrivati al punto che servono almeno 900 euro per poter partorire in ospedale o che l’età per la pensione da fame verrà alzata ai 67 anni!) come Medea ha reagito alle istituzioni del tempo: prendendosi cura di sé e facendo tabula rasa con il passato…

 

su twitter @fulviomassa

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