InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’Egitto riapre la frontiera di Rafah, al confine con Gaza

Dirigenti egiziani hanno fatto sapere che il terminal sarà operativo tra le 10 diurne e le 18, ora locale, mentre il venerdì e durante le feste nazionali resterà chiuso. Rafah è la sola alternativa al passaggio da Israele.

I residenti di Gaza potranno entrare in Egitto senza visti, eccetto gli uomini d’età compresa tra i 18 e i 40 anni.

Salamah Baraka ha affermato che “centinaia di palestinesi sono giunti al valico di frontiera e, per ora, coloro che già erano presenti nelle liste avranno la priorità”.

Baraka ha poi aggiunto che la polizia aggiornerà presto il pubblico sulle disposizioni di viaggio e che la registrazione online sul sito del ministero dell’Interno continuerà com’è stato finora.

Anche alla nostra agenzia giungono notizie della presenza di circa 500 palestinesi in attesa di uscire da Gaza.

Il direttore generale per i valichi di frontiera, Hatem ‘Awweidah, ha confidato di sperare che “non si pongano ostacoli al passaggio quotidiano dei cittadini palestinesi e che la libertà di movimento sia una realtà all’ordine del giorno per chiunque ne abbia bisogno”.

Restano comunque le condizioni previste per genere e fascia d’età, e quando si incontreranno problemi, sarà il lavoro coordinato dell’ambasciata palestinese al Cairo e delle autorità competenti a risolverlo.

“Due ambulanze sono state le prime ad attraversare il valico di Rafah, conducendo pazienti palestinesi in Egitto per riceve cure mediche; altri micro-bus hanno trasportato decine di passeggeri”, ha riferito un corrispondente di Afp.

Staff medico egiziano è stato disposto lungo il passaggio per garantire che coloro che lo attraverseranno non sono affetti da malattie contagiose; non era invece presente la sicurezza nazionale, come lo è stato fino al recente passato.

I palestinesi che da oggi entraranno in Egitto non saranno sottoposti all’ispezione dei servizi di sicurezza nazionale: a causare l’assenza della polizia egiziana pare siano stati problemi creati dal spiegamento nella penisola del Sinai. Quest’ultimo dettaglio è stato riferito da un corrispondente dell’Agenzia “Ma’an”.

Il traffico commerciale continuerà ad essere smistato dal passaggio di frontiera con Israele.

Ad aprile scorso, il ministro degli Esteri Nabil al-‘Arabi aveva annunciato che il valico sarebbe stato aperto in modo permanente, proprio con l’intento di contribuire ad alleviare l’assedio voluto da Israele su Gaza.

La frontiera Egitto-Gaza è stata chiusa dal giugno 2006, da quando Israele ha imposto il blocco in seguito alla cattura del caporale israeliano Gilad Shalit da parte della resistenza palestinese.

Un anno dopo, quando il Movimento di resistenza islamica, Hamas, prese il pieno controllo del territorio assediato espellendo le forze fedeli all’Anp, l’embargo è stato inasprito ulteriormente.

Le Nazioni Unite hanno definito l’assedio illegale e, in più occasioni, ne hanno chiesto la rimozione.

La decisone di riaprire il valico di Rafah giunge dopo tre mesi dalla caduta dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, in seguito a 18 giorni di massicce proteste popolari contro il suo governo.

La notizia della riapertura fu accolta con entusiasmo dal governo di Gaza e dall’Unione Europea (Ue), ma non da Israele.

Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha definito “coraggiosa e responsabile la decisione del govenro egiziano che dimostra come l’opinione pubblica egiziana sia in linea con la volontà dei palestinesi”.

“Auspichiamo che si proceda verso la rottura definitiva dell’assedio contro Gaza”, ha aggiunto.

E anche l’Ue ha accolto con favore la decisione, ammettendo di avere avuto consultazioni con egiziani, palestinesi e israeliani in merito alla possibilità che i propri uomini facciano ritorno al controllo sulla frontiera.

Da parte sua, Israele ha manifestato preoccupazione. Il ministro della difesa nazionale Matan Vilnai ha detto alla radio israeliana “ora si creerà una situazione problematica”.

L’Organizzazione non governativa (Ong) israeliana “Gisha” ha invece espresso entusiasmo per l’avvenuta scelta che segna la ripresa della libertà di movimento per i palestinesi.

La riapertura del valico di Rafah è una mossa che segue l’accordo del Cairo del 27 aprile tra le fazioni palestinesi, Hamas e Fatah, anzitutto.

In occasione della sua visita nella Striscia di Gaza, Nabil Sha’at, dirigente di Fatah, ha dichiarato: “Il nuovo Cairo sta portando in dono al valico di Rafah i propri frutti per rompere l’assedio”.

Stando ad alcuni dati forniti da Ong, una media di 19mila persone al mese hanno potuto attraversare la frontiera. Il dato corrisponde al 47% di quanti la attraversavano nella prima metà del 2006.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Egittogazarafahvalico

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sudafrica: migliaia di migranti in fuga dalla violenza xenofoba di “March and March”. Le valutazioni di Alberto Magnani

In SudAfrica numerose attività commerciali chiuse e polizia dispiegata per le strade a seguito di manifestazioni anti-migranti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Scosse devastanti in Venezuela. Migliaia di dispersi, si scava tra edifici crollati. Il sisma più violento da 126 anni.

Sono oltre 25.000 le persone che risultano al momento disperse a seguito dei devastanti terremoti che ieri sera, mercoledì 24 giugno, hanno colpito il Venezuela. Due scosse violentissime, a breve distanza, tra mezzanotte e le due di notte, orario italiano, hanno causato il crollo di centinaia di edifici. La prima scossa è stata di magnitudo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali

Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Giunge a La Paz un’impressionante marcia della COB e dei settori contadini

Chiedono la rinuncia del presidente di destra Paz. Il governo risponde con la repressione e arresta il massimo dirigente della Centrale Operaia, Vicente Salazar.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No G7 Ginevra: manifestazione di massa contro i grandi del mondo, la guerra e a sostegno della Palestina

Si è concluso ieri il summit del G7 a Evian, dove tra le altre cose, la preoccupazione europea era incentrata sul riarmo e il sostegno a Kiev mentre Trump annunciava le sue intenzioni di porre fine alla guerra all’Iran. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Memorandum d’intesa USA-Iran ma nessuna pace per il Libano

Nella notte tra domenica e lunedì Stati Uniti e Iran hanno concluso il negoziato, arrivando alla firma di un memorandum d’intesa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Valle di Susa, valle delle guerre d’Europa

Guerra. Non ha mai smesso di ammorbare il mondo, di mietere vittime innocenti ed instaurare schiavitù là dove al sistema del capitale, per risolvere le proprie crisi con l’aumento del proprio potere, serve a depredare risorse umane e ambientali, devastare territori, cancellare culture, calpestando ogni diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

607 giorni dopo Tarek esce dal carcere

Tarek Dridi uscirà dal carcere di Frosinone il 16 giugno 2026, dopo 1 anno e 8 mesi di detenzione per aver preso parte alla manifestazione in solidarietà con la resistenza palestinese del 5 ottobre 2024.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Flotilla sotto attacco! Non lasciamola sola!

I meccanismi al rialzo che determinarono l’esplosione delle piazze autunnali attorno allo slogan “Blocchiamo Tutto” non sembrano essersi innescati, ma rimane fondamentale continuare a supportare la missione della flottilla in queste ore e giorni. Inoltre rimane comunque importante mantenere la continuità e lo sforzo di costruire nuovi momenti di mobilitazione, e costruire le condizioni perché chi oggi con determinazione non abbandona la lotta, sia la scintilla capace di infiammare nuovamente la prateria.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Kyriakos X é salpata verso Gaza

Con il nome dell’anarchico internazionalista Kyriakos Xymitiris, “Kyriakos X”, naviga con Freedom Flotilla Coalition per rompere il blocco genocida che lo stato sionista impone su Gaza da decenni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oggi salpiamo verso Gaza

Siamo consapevoli dei rischi, ma i rischi derivanti dall’inizio e sono maggiori.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Milano: arresti, perquisizioni e misure cautelari. Nuova operazione repressiva per il corteo del 22 settembre

Nuova operazione repressiva a Milano: notifiche di misure cautelari e denunce a piede libero per i fatti legati al corteo del 22 settembre contro il genocidio in Palestina. In quell’occasione il corteo aveva tentato di raggiungere e occupare la Stazione Centrale, mentre le forze di polizia avevano risposto con cariche durissime. Da Radio Onda d’Urto […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lotta continua. A fianco della Palestina, a fianco della Flottilla

Riprendiamo il comunicato del Gap di Livorno che annuncia il ritorno di Simone dalla Flottilla e che rilancia la mobilitazione generale in sostegno della spedizione e per la Palestina! CONVOCHIAMO UNA CONFERENZA STAMPA, martedì 12, alle 12 in Piazza del Comune, insieme alle realtà Livornesi con il quale abbiamo condiviso le mobilitazioni da settembre ad […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla: emergono gravi violenze contro attivisti e attiviste rapiti, due di loro traferiti nelle carceri israeliane

73 attivisti e attiviste sono in Grecia in attesa di essere rimpatriati nei rispettivi paesi. In realtà “quelli con passaporto dei paesi Schengen potranno anche decidere di restare in Grecia”.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottiglia sotto attacco! Mobilitiamoci insieme!

Questa notte la Global Sumud Flottiglia è stata attaccata dalla marina israeliana a più di 900 Km dalle coste di Gaza. Le barche sono state assaltate dai motoscafi dell’IDF e le persone a bordo arrestate.