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Paesi Baschi, arrestati due presunti dirigenti di ETA

Gli agenti della Guardia Civil e della DGSI (Direction générale de la sécurité intérieure) hanno fatto irruzione intorno alle 12,30 in un casolare situato tra i paesi di Baigorri e Banka all’interno del quale si trovavano Iratxe Sorzabal e David Pla, considerati dal Ministero degli Interni spagnolo come due dei più importanti dirigenti dell’organizzazione armata, insieme al proprietario della casa Pantxo Flores e una quarta persona della quale non è ancora conosciuta l’identità anche se alcune fonti riferiscono che potrebbe essere Josu Urrutikoetxea o suo figlio, Egoitz.

Secondo il ministro spagnolo Jorge Fernandez Diaz questa operazione rappresenterebbe la “decapitazione quasi totale” di Euskadi Ta Askatasuna, che sebbene abbia dichiarato un cessate il fuoco unilaterale nel 2011 (secondo gli inquirenti Iratxe Sorzabal e David Pla sarebbero due dei tre etarra presenti nel video-comunicato) e cominciato lo smantellamento del proprio arsenale nel 2014 rimane oggetto di una repressione costante e smisurata da parte dei governi spagnoli e francesi. L’operazione denominata “Pardines”, come il cognome del primo Guardia Civil ucciso da ETA (ancora in epoca franchista!), è infatti l’ennesimo tassello nella costruzione del piano che vedi i due paesi europei alleati nel tentare di colpire in profondità tutte le organizzazioni della sinistra abertzale basca, agiscano esse nella clandestinità o nel pieno rispetto delle norme “democratiche” dei due paesi.

Due dei detenuti di quest’oggi sono infatti già stati vittima dell’apparato repressivo costruito negli anni nel tentativo di neutralizzare l’azione politica degli indipendentisti, e da subito in rete sono circolate le foto delle torture subite da Iratxe Sorzabal durante una detenzione nel 2001. Anche per questo motivo per le 19 di oggi a Baigorri il partito Sortu, espressione della sinistra indipendentista e diretto erede delle istanze politiche di ETA, ha convocato una mobilitazione per denunciare gli arresti di questa mattina con lo slogan ‘Errepresiorik ez! Konponbidea Orain!’ (‘No repressione! Soluzione ora!’).

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