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Paesi Baschi, scontri a Gasteiz durante l’anniversario per il massacro del 3 marzo 1976

Ieri ricorrevano i 39 anni dal massacro di Gasteiz/Vitoria, durante il quale 5 operai persero la vita per mano della polizia spagnola durante lo sciopero generale del 3 marzo 1976. Pedro María Martínez Ocio (27 anni), Francisco Aznar Clemente (17 anni), José Castillo (32 anni), Bienvenido Pereda (30 anni) e Romualdo Barroso Chaparro (19 anni) furono uccisi durante gli scontri davanti alla Chiesa di San Francesco d’Assisi, nel quartiere di Zaramaga, provocati dalle forze dell’ordine franchiste che cominciarono a lanciare gas lacrimogeni nella chiesa soffocando coloro che si trovavano al suo interno per costringerli ad uscire. Nel frattempo la polizia circondava l’edificio aprendo il fuoco contro coloro che tentavano la fuga; il bilancio finale fu di oltre 100 feriti, oltre ai cinque operai morti ai quali si aggiunsero altri due scioperanti, uno basco e uno catalano, uccisi nei cortei di protesta dei giorni successivi.

Nella giornata di ieri l’Associazione Vittime del 3 Marzo ha presenziato alla cerimonia commemorativa del massacro deponendo una corona di fiori in Piazza 3 Marzo, di fronte alla chiesa in cui i 5 persero la vita, e ribadendo che, ad oggi, nessuno è stato ancora processato per questo “crimine di Stato”. Le vittime, infatti, non sono ancora state riconosciute da tutte le forze politiche dello Stato spagnolo, e ci sono voluti 36 anni perchè un rappresentante istituzionale rendesse omaggio alla loro memoria.

Manuel Fraga Iribarne, all’epoca dei fatti Ministro degli Interni, è indicato da tutti come il vero responsabile della strage di Gasteiz: nel corso di una conferenza stampa due giorni dopo il massacro, pronunciò infatti queste parole: “Questo triste esempio deve servire come una grande lezione per tutto il paese nei mesi a venire”. A dimostrazione di come l’intenzione della dittatura fascista di Franco fosse quella di indurre paura nella popolazione per costringerla a rimanere in silenzio. Manuel Fraga Iribarne è morto pacificamente e impunemente nonostante le sue evidenti responsabilità nella repressione delle lotte del 3 marzo 1976.

Nel pomeriggio di ieri, poi, circa 3.500 persone hanno preso parte alla marcia commemorativa per i 5 al grido di “Herriak ez du barkatuko” – “Gora langile borroka” (“Il popolo non perdona” – “Onore alla lotta di classe”) e chiedendo che venga fatta giustizia per le vittime del massacro.

In tarda serata, a margine del corteo, alcune centinaia di manifestanti hanno attaccato i furgoni dell’Ertzaintza – la polizia autonoma basca – e costruito barricate nelle vie di Gasteiz, scontrandosi con le forze dell’ordine che hanno lanciato alcuni lacrimogeni. A fine serata due ragazzi di 18 e 19 anni sono stati arrestati per i reati di disordine pubblico e aggressione contro le autorità ma questa mattina sono stati rilasciati in attesa di giudizio.

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