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Prof Chambers: “Israele vuole la pulizia etnica. I genocidi del colonialismo occidentale”

Il sionismo persegue la pulizia etnica con una politica colonialista e anche sui temi del genocidio, dell’unicità della Shoah, bisogna permettere che altre voci possano partecipare, senza far dominare il discorso dal punto di vista unico, egemonico e occidentale.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto il professor Iain Chambers, sociologo, già docente di Studi culturali e postcoloniali all’ Orientale e co-fondatore del Centro Studi Postcoloniali e di Genere, sviluppa una riflessione a partire da una visione storica per capire cosa sta accadendo nel Mediterraneo orientale e le strategie dello stato di Israele, dove “il sionismo voleva colonizzare i territori palestinesi già a fine dell’800 e aveva il programma di pulizia etnica, che era considerata accettabile da tutte le potenze europea che l’avevano praticata in Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti e nella colonizzazione dei francesi in Africa del Nord e degli italiani in Libia.”

Il professor Chambers fa anche parte del gruppo di esperti invitati dall’Ufficio del consigliere speciale delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio: come giudica quindi le accuse di antisemitismo mosse a chi critica in modo netto e radicale il suprematismo ed il colonialismo di insediamento che caratterizzano il sionismo e la politica di genocidio che sta attuando Israele?  “Il problema è di capire come i genocidi fanno anche parte della nostra storia, della nostra modernità occidentale con le sue colonizzazioni; ci sono stati genocidi in Congo negli anni 1880-90 con forse più di 10milioni di africani uccisi in Congo e poi tanti altri.

Il problema – prosegue il sociologo esperto di studi postcoloniali – è che siamo abituati a pensare solo in termini della specificità della Shoah come se fosse un evento unico. E’ un evento unico, specifico, ma unico perchè è accaduto sul suolo europeo. Come spiegano molti teorici del colonialismo, lo shock della Shoah è per noi europei, perchè per la prima volta una serie di pratiche coloniali sono state attuate sul suolo europeo contro una parte della popolazione europea.

Forse dobbiamo iniziare a capire che il mondo non è solamente nostro. Ogni critica alle politiche dello stato di Israele è automaticamente condannata come antisemitismo, allora non si può criticare?”

Verso Israele servirebbe che i paesi occidentali adottasserk un embargo economico e militare ma la Germania a esempio è per un appoggio incondizionato a Israele  “per pagare il suo senso di colpa per l’Olocausto, ma così non si prende  responsabilità: prendersi responsabilità significa rielaborare  quel passato terribile in modo tale che non succeda mai più. A nessuno.

L’intervista di Radio Onda d’Urto al sociologo Iain Chambers, già docente di Studi culturali e postcoloniali all’Università Orientale di Napoli, oggi tra gli esperti invitati dall’Ufficio del consigliere speciale delle Nazioni Unite per la prevenzione del genocidio. Ascolta o scarica

da Radio Onda d’Urto

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