InfoAut
Immagine di copertina per il post

Raiss e guerrafondai, cacciamoli tutti!

Una presenza ufficiale la sua, per lanciare la candidatura di Coppola a sindaco della città e contribuire con la sua eccellente presenza a fare un po’ di raccolta fondi per la campagna elettorale.

Chi parteciperà alla cena elettorale, molto chic, ha sborsato 500 euro con la speranza di essere messo a sedere il più vicino possibile al tavolo presidenziale. L’affluenza è alta e pare siano almeno 250 gli imprenditori piemontesi che si sono contesi i posti a disposizione, senza contare tutto l’entourage composto dai fedeli al Popolo delle Libertà e ai partiti ad esso affini.

Il perché lo sappiamo, ci saranno un po’ “tutti” a questa cena: la classe dirigente torinese, politica ed imprenditoriale, pronta a darsi battaglia per poter omaggiare il presidente “operaio” e fargli le quanto mai immeritate congratulazioni per i successi del suo governo.

 

Viene spontaneo chiedersi quali saranno i punti forti del discorso di Berlusconi: il riferimento al mondo della formazione e della ricerca che la riforma Gelmini ha letteralmente distrutto? Il Welfare continuamente indebolito dai tagli? L’economia e la finanza alla luce degli effetti devastanti della crisi che questa classe dirigente ha contribuito a creare, riversandone gli effetti sulla gente comune? O forse parleranno di quale lustro porterà la costruzione di grandi opere inutili come il Tav, senza menzionare la resistenza di una Valle intera? O forse vorrà illustrare la brillante quanto nefasta idea del ritorno al nucleare in Italia?

Pensiamo però che questa sera il fiore all’occhiello sarà l’ultima impresa militare della grande Italia che, guidata da ministri guerrafondai con l’appoggio dei partiti di opposizione, ha dichiarato guerra alla Libia, dopo aver messo a disposizione di Ue, Usa e Qatar le proprie basi militari e aver votato a favore dell’intervento armato. Che dietro tutto ciò ci sia la volontà da parte della coalizione internazionale di mettere le mani sul petrolio Libico e calmierare la lotta del popolo insorto per restituire un quadro politico complessivo di più facile gestione non è un mistero, allora viene spontaneo chiedersi a nome di chi o cosa si stia combattendo questa guerra. Di sicuro, non a nome dei popoli insorti che, tempo qualche giorno, avranno modo di capire le reali intenzioni degli esportatori della “santa democrazia”, ladri di rivoluzioni, e inizieranno ad odiare le loro bombe che già stanno mietendo morti e feriti.

Effettivamente il gotha nostrano stasera avrà un sacco di cose da dirsi, senza magari risparmiarsi qualche battuta sulle navi cariche di profughi che, con il passare delle ore, premono sempre più pressantemente sui confini italiani…

 

Quindi, non ci dispiace non partecipare a questo grande evento e preferiamo di gran lunga quello creato oggi da chi le contraddizioni le riconosce e le combatte in prima persona: il No Berlusconi Night!

Non ci accontentiamo di indicare Berlusconi come l’unico responsabile della situazione attuale, poiché sappiamo bene come all’interno del sistema partitico italiano ci sia ben poca differenza tra chi si professa di sinistra e chi di destra: stesse priorità, che si sintetizzano nell’accaparrarsi la poltrona in parlamento, consiglio regionale o comunale (non importa!), basta che sia comoda e ben retribuita!

 

Cerchiamo di imparare dai popoli arabi che da mesi ormai stanno imponendo la loro agenda politica a tutto il mondo: la lotta è l’unica cosa che realmente paga, l’unico elemento di rottura che sia in grado di parlare il linguaggio dei bisogni e dei desideri.

Costruire un nuovo futuro vuol dire partire dalle nostre reali esigenze, cacciando via tutta questa classe dirigente figlia di un sistema con le fondamenta marce.

Un nuovo futuro lo si costruisce opponendosi alla guerra, in qualsiasi salsa più o meno umanitaria ci venga presentata, sognando una scuola, un’università e una ricerca diverse, opponendosi alle grandi opere inutili come la Tav per difendere il proprio territorio e la propria salute, contrapponendosi alle barbarie del capitalismo odierno che vive e si alimenta di disastri e crisi.

Quello che Berlusconi e i partiti istituzionali incarnano è la visione di un mondo a uso e consumo del proprio potere, che si alimenta dei danni che produce per uscirne sempre più forte e sempre più ricco. Anche in questo momenti con la tragedia nucleare giapponese, questi imprenditori del disastro, pianificano il ritorno all’energia padrona perché fonte di arricchimento sicuro alle spese del popolo, che oltre a pagarlo, rischia di essere vittima prescelta.

Un nuovo futuro vuol dire non avere paura perché, per scrivere la storia, ci vuole coraggio.

 

No alla guerra!

No all’intervento militare in Libia!

Cacciamo Berlusconi, cacciamo tutti i raiss!

 

Network Antagonista Torinese
Csoa Askatasuna, Collettivo Universitario Autonomo, Kollettivo Studenti Autorganizzati, Csa Murazzi

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

berlusconiimperialismo umanitariotorino

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La Toscana non è zona di guerra: respinto un treno carico di mezzi militari ed esplosivi

Ieri pomeriggio tra Pisa, Livorno e Pontedera era previsto il transito di un treno carico di mezzi militari ed esplosivi diretti all’hub militare toscano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele ostacola la ripresa dell’istruzione a Gaza a causa del continuo Scolasticidio

Oltre il 90% delle scuole di Gaza è stato danneggiato e la stragrande maggioranza è ancora utilizzata come rifugio per gli sfollati.

Fonte: English version da Invictapalestina

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan

Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno: ancora mezzi militari imbarcati su navi dirette a Tangeri

Sei mezzi militari imbarcati su una nave porta-container della Hapag-Lloyd, la Kobe Express, direzione Tangeri (solito scalo utile ad aggirare la legge 185/90).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Iran: terzo giorno di aggressione Usa-Israele. Da Cipro all’oceano indiano, un intero pezzo di mondo è in fiamme

Da Cipro all’Oceano Indiano; un intero quadrante del mondo gettato nel caos e in fiamme dopo l’aggressione militare Usa – Israele contro l’Iran, partita sabato 28 febbraio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran, bombardamenti in corso su tutto il Paese. Teheran risponde al fuoco

Gli Stati Uniti e Israele stanno attaccando l’Iran. Dalle 7 del mattino locali di sabato 28 febbraio 2026 i due eserciti stanno bombardando la capitale iraniana Teheran in quello che definiscono un “attacco preventivo”, rispetto a cosa non si sa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Novara: Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra

Sabato 28 febbraio alle ore 14 si svolgerà a Novara un convegno-assemblea dal titolo Mappare, denunciare e organizzare la resistenza alle fabbriche di guerra organizzato dalla Rete Antimilitarista piemontese e dai comitati locali. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La réclame, ancor prima della talpa

Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

UN GIORNO NON CI BASTA. DUE NEMMENO. Weekend di sciopero transfemminista

Ci tolgono spazi di dissenso e di lotta? Noi ci prendiamo più tempo e più spazio.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: lo Spazio Popolare Neruda prende parola a seguito della minaccia di sgombero

Ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa davanti all’ufficio igiene dell’Asl di Torino organizzata dalle persone che abitano lo Spazio Popolare Neruda in risposta alle minacce di sgombero trapelate a mezzo stampa soltanto pochi giorni fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Salviamo Comala! A Torino continua la guerra agli spazi sociali.

Torino. Apprendiamo la recente notizia della perdita da parte dell’associazione culturale “Comala” degli spazi che gestisce da ormai 15 anni. La Circoscrizione 3, insieme al Comune di Torino, ha indetto un bando per l’assegnazione degli spazi dell’ex caserma La Marmora, scartando “Comala” e optando per una cordata di associazioni guidata dall’APS Social Innovation Teams.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Ancora repressione sulle lotte per la Palestina a Torino

Questa mattina, con un’operazione di polizia all’alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un’operazione della DIGOS di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non la violenza ma il conflitto sociale

Riprendiamo da La Bottega dei Barbieri un’intervista ad una compagna del centro sociale Askatasuna, tratta da una raccolta di interessanti contributi che potete trovare qui

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: escono dal carcere i tre manifestanti arrestati per la manifestazione nazionale del 31 gennaio. Intervista all’avvocato Gianluca Vitale

Torino; scarcerati con obbligo di firma due dei tre manifestanti piemontesi, di 31 e 35 anni, arrestati per resistenza nel tardo pomeriggio di sabato 31 gennaio alla manifestazione nazionale per Askatasuna.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando il popolo indica la luna, lo stolto guarda il dito

Riprendiamo la presa di parola di Askatasuna in risposta alla narrazione mediatica di questi giorni a seguito del partecipassimo corteo nazionale di sabato 31 gennaio 2026.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: perquisizioni all’alba

Continua la criminalizzazione del movimento e delle mobilitazioni a Torino.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: la Procura chiede 18 arresti domiciliari per chi si è opposto al genocidio del popolo palestinese

Continua il tentativo di criminalizzazione del movimento che questo autunno ha visto il coinvolgimento di centinaia di migliaia di persone in tutta italia contro il genocidio del popolo palestinese e la complicità del nostro governo con lo stato d’Israele.