InfoAut
Immagine di copertina per il post

No Tav: la nostra salute e la nostra terra non valgono nessuno sfruttamento

||||

Quello di oggi è stato un pomeriggio ricco di sorrisi. Tanta la voglia di tornare a rivedersi, la necessità di rincontrarsi e tornare a confrontarci sulle problematiche del nostro territorio e su quelle che stanno colpendo l’intero Paese. Dall’emergenza sanitaria al diritto alla salute, dalle conseguenze causate da opere come il Tav alla distruzione di interi territori e al consumo di Co2, a cui si collega l’attuale emergenza climatica, tutti fattori che incidono sul futuro del nostro pianeta. E quindi su quello di tutte e tutti.

Questi sono solo alcuni dei contenuti che sono stati toccati oggi durante l’iniziativa Giù le mani dalla nostra salute, giù le mani dalla nostra terra, che si è tenuta al Presidio di San Didero. L’appuntamento organizzato durante la giornata nazionale di manifestazioni La Società della Cura, per noi No Tav è stata vissuta condividendo contributi che, con lucidità, hanno saputo analizzare il duro momento in cui tutte e tutti ci troviamo.

La necessità di tornare al più presto ad una vita di vivibile e ricca di socialità, appare oggi come un obiettivo complesso da raggiungere vista l’incapacità e la negligenza del Governo e di alcune regioni, come il Piemonte, che continuano ad operare in modo inadeguato alle necessità del settore medico sanitario e di tutte le persone che vivono il territorio. C’è una sensazione diffusa di abbandono, all’interno della quale le fasce più deboli della popolazione diventano ancor più lontane agli occhi di chi ci governa e alla possibilità di avere accesso ai servizi primari.

In Valsusa, a Chiomonte, dal Presidio Permanente dei Mulini lo vediamo giorno dopo giorno dove sono depositati centinaia di migliaia di euro, in quel cantiere che va fermato, in quell’opera scellerata che è ancora agli albori, ma che ha già sottratto fin troppi soldi, alle vere necessità della popolazione. E se oggi il distanziamento sociale ci viene imposto come una soluzione alla pandemia covid-19, osserviamo delle contraddizioni enormi tra il buon senso che le persone stanno avendo e l’indecenza che alcuni politici stanno mostrando, continuando ad agire di facciata, come fosse una costante campagna elettorale. Mentre le persone muoiono di covid e continuano a contagiarsi, la sospensione di vari reparti degli ospedali ostacolano e aggravano lo stato di salute già precario di quella fetta di popolazione affetta da patologie. Oltre a tutto questo, ci sono milioni di persone che oggi rischiano il lavoro, ricordando anche tutte e tutti quelli che l’hanno già perso.

Insomma, la situazione che stiamo vivendo è molto articolata e complessa e, in mezzo a tutto questo, c’è chi continua a pensare che investire in una grande opera come il Tav sia ancora – anche solo – proponibile.

Bisogna porre fine a queste modalità che in modo sistemico ci negano giorno dopo giorno, la possibilità di vivere in modo sano. Come scrive – giustamente – Dana nella sua lettera “La superiorità etica, morale e politica del nostro sguardo e del nostro agire è netta ed indiscutibile. Noi che desideriamo una società più giusta e che tentiamo di proteggere i territori in cui viviamo e il pianeta”.

Oggi è necessario mettere al centro i reali bisogni di tutte e tutti, cioè salute, casa, lavoro, scuola, il diritto ad una vita dignitosa. Per ottenere questo, ci viene chiesto dunque di tornare a lottare ancora e noi No Tav sappiamo che insieme abbiamo la possibilità davvero di cambiare il corso degli eventi.

L’8 dicembre si avvicina e ci prepariamo a celebrare una giornata molto importante per noi e per la storia di tutte e tutti. In questo anno tanto complicato, questa giornata prende un significato ancora più profondo. “I popoli in rivolta, scrivono la storia”non è solo uno slogan, ma la concreta possibilità di modificare l’esistente che rovina le nostre vite. Oggi come ieri continuiamo a prenderci cura della terra e lottiamo per difenderla dallo sfruttamento che vorrebbero alcuni.

Avanti No Tav! Fino alla vittoria!

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

CORONAVIRUSno tavSAN DIDERO

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Incendiato il Presidio di Borgone

Questa notte hanno dato fuoco al presidio di Borgone. E la prima cosa che sentiamo è la rabbia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

«No Data Center»: maxi scritta di Extinction Rebellion sull’edificio in cui dovrebbe sorgere il più grande data center d’Italia

Extinction Rebellion ha realizzato delle enormi scritte “No Data Center” sullo stabilimento dismesso dell’ex Ilte e appeso uno striscione con la frase “Fermare l’ecocidio”.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Fermare i cantieri per fermare i costi

Secondo il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, le mobilitazioni contro il Tav costerebbero allo Stato oltre 200 milioni di euro ogni anno. Una cifra che, a suo dire, deriverebbe dai mesi di fermo dei cantieri, dai costi della sicurezza e da tutte le spese «a cascata» legate alle proteste.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Milano: un migliaio di persone in piazza della Scala contro lo sviluppo incontrollato dei data center

Un migliaio di persone si sono radunate sabato 10 ottobre in Piazza della Scala a Milano hanno risposto all’appello lanciato dalla Rete nazionale dei Comitati Stop Data Center e manifestato nel pomeriggio per esprimere preoccupazioni e denunciare le criticità che lo sviluppo di questi impianti hanno sul territorio, in primis lombardo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Gian Piero Godio: «Il “nuovo nucleare” è uguale al veccho. Meloni ha scelto un sistema energetico centralizzato» 

Il cosiddetto “nuovo nucleare” ricorre ancora alla fissione dell’atomo e continua a produrre scorie radioattive che si accumulano sul nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Documentario: Un data center a Pozzaglio, Cremona

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un documentario realizzato dal progetto Sottotensione di Cremona in merito al procedimento relativo al data center che dovrebbe sorgere sul territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: la Questura vieta il presidio permanente in difesa del Bosco Ospizio, attiviste e attivisti in consiglio comunale

La Questura di Reggio Emilia ha deciso di negare – da oggi, martedì 6 ottobre 2026 – lo spazio per il presidio permanente in corso ormai da agosto a Campo di Marte 2 in difesa dell’adiacente Bosco Ospizio, devastato dalle ruspe tra mercoledì e giovedì della settimana scorsa, dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente, per fare spazio a unsupermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Diecimila in marcia da Sant’Ambrogio ad Avigliana

Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è.
Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei partecipanti: la capacità di una Valle di riconoscersi, ancora una volta, nella difesa del proprio territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Data center: incontro pubblico a Pavia

Sabato 26 settembre a Milano è nata ufficialmente la rete regionale dei comitati stop data center, che scenderà in piazza con una manifestazione a Milano il prossimo 10 ottobre. Sul tema si terrà un incontro pubblico di approfondimento a Pavia, martedì 6 ottobre alle ore 21, presso la sala conferenze del Broletto.​ ​

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La banalizzazione della montagna

Un articolo di Luca Rota – attento conoscitore delle nostre montagne e del loro ambiente naturale – offre lo spunto per ragionare su una problematica di attualità: il turismo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

I Si Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav

Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne conta 700: ma anche se fosse, il risultato non cambia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Bianca, ciao Dario.

Ci uniamo al ricordo e al saluto del Movimento No Tav per Bianca e per Dario che da poco ci hanno lasciati.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La solidarietà continua: venerdì 11 settembre presidio al carcere delle Vallette

A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle Vallette.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Giorgio Rossetto di nuovo in carcere. Intervista all’avvocato La Macchia / Messaggi di solidarietà

Giorgio Rossetto è di nuovo in carcere. Nella serata del 21 agosto i Carabinieri di Susa lo hanno prelevato dalla sua dimora sopra la Credenza di Bussoleno e trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, le Vallette di Torino.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La repressione raccontata a mio figlio

In un momento storico in cui un gruppo di fanatici bianchi e religiosi sta compiendo da quasi tre anni, in diretta streaming e protetto da uno degli eserciti più forti e tecnologicamente avanzati del mondo, il genocidio di un popolo oppresso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”.Blocchi e identificazioni ma il movimento rilancia e ribadisce “La lotta rende giovani”

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.