InfoAut
Immagine di copertina per il post

Primo lotto Terzo Valico: vogliono distruggere Arquata e anche…

Quando si usano le parole occorre fare attenzione ed evitare di usare termini all’apparenza troppo forti per il significato che si vuole attribuire ad una frase.

Il verbo distruggere suona effettivamente un pochino forte ma se proviamo a guardarne la definizione su un dizionario scopriamo:

Distruggere – Annientare, far scomparire qualcosa o rovinarlo: distruggere una lettera, il raccolto; anche in senso figurativo:: distruggere la felicità di qualcuno; vanificare qualcosa: distruggere una speranza.

Risulterà allora evidente ai più che la comunità di Arquata Scrivia, diventata un po’ il simbolo dell’opposizione al Tav – Terzo Valico e che si appresta ad ospitare l’assemblea popolare di tutto il movimento il 1 Marzo, rischi di essere distrutta.

Certamente non sarà mai più come prima se dovessero iniziare i lavori del primo lotto del Terzo Valico di cui è stato recentemente presentato il progetto esecutivo.

La distruzione dell’acquedotto di Sottovalle era un dato già appurato dal progetto definitivo e per questa ragione è prevista la costruzione di un acquedotto alternativo. Per quanto riguarda l’acquedotto Acos, quello che fornisce i Comuni di Arquata, Serravalle, Novi e Pozzolo è confermato che nonostante l’alta probabilità (leggasi certezza) della sua distruzione a causa dell’isterilimento delle fonti il Cociv ha pensato bene di scrivere nel progetto esecutivo che verranno effettuate indagini e approfondimenti finalizzati a prevenire l’isterilimento delle sorgenti di Borlasca e del monte Zuccaro (se sono come quelli effettuati alla ricerca di amianto nel monte Porale non possiamo certo dirci tranquilli). Intanto gli arquatesi come scritto nella delibera Cipe devono prepararsi all’emergenza idrica e rifornirsi di acqua potabile con le taniche alle autobotti per almeno tre anni.

A questo desolante quadro riguardante la situazione degli acquedotti arquatesi occorre aggiungere i 1370 passaggi di camion al giorno per le strade del piccolo Comune, un dato in grado di spaventare chiunque sia dotato di un briciolo di buon senso. Camion che dai cantieri di Libarna, Moriassi e Radimero intaseranno l’ingresso in paese da via del Vapore per raggiungere il casello autostradale dell’A7. Non occorre essere  dei veggenti per immaginare che la viabilità in ingresso ad Arquata con provenienza da Novi – Serravalle è destinata a collassare nonostante i lavori previsti di ampliamento della ex strada statale 35 e di via del Vapore.

Arriviamo quindi ad analizzare cosa succederà nella zona di Moriassi – Radimero – Libarna, il luogo dove sbucherà il tunnel del Terzo Valico e in cui dovrà essere portata la famigerata talpa per eseguire gli scavi.

Se per l’apertura dei cantieri di Moriassi (42.000 metri quadri) e Libarna (25.500 metri quadri) occorrerà aspettare il successivo lotto dei lavori, è invece prevista l’apertura del cantiere del pozzo di Radimero (21.000 metri quadri) per l’installazione della fresa necessaria allo scavo del tunnel di Valico. Parallelalmente a questo tutta Moriassi verrà messa a soqquadro per quelle che vengono definite opere di viabilità complementari.

L’attuale via Moriassi della larghezza compresa fra i quattro e i sette metri verrà portata tutta a otto metri e cinquanta per permettete un miglior passaggio ai camion e via Radimero che attualmente varia fra i due metri e cinquanta e i tre metri e cinquanta verrà portata a sette metri. Naturalmente occorrerà costruire strade di collegamento fra i cantieri di Radimero, Moriassi e Libarna e una nuova strada, classificabile come strada locale extraurbana di collegamento fra le ex strada statale 35 e via Moriassi della larghezza di otto metri e cinquanta.

Si potrebbe obiettare che si tratta in fondo dell’allargamento di qualche strada e della costruzione di alcune strade nuove, peccato che questo debba avvenire a Moriassi già duramente provata dal passaggio dei tir della Cementir e dalla presenza stessa del cementificio.

Nota di colore la realizzazione di ben 6 rotonde nella speranza (vana) di non veder collassare il traffico cittadino.

Da notare che anche la rotonda considerata pericolosa dall’amministrazione comunale all’incrocio fra via Roma e via Villini sia rimasta nel progetto esecutivo nonostante la richiesta di stralcio da parte del Comune, cosa che ci fa supporre che anche l’allargamento dell’ex strada statale 35 all’altezza della Ca’ Rossa dove sono previsti degli espropri sia rimasta nel progetto esecutivo nonostante la richiesta di stralcio del Comune di Arquata.

Ciò che invece non viene più eseguito è l’allargamento di via della Barca per accedere al campo base dall’estensione di 38.000 metri quadrati dove verranno ospitati 480 operai. La motivazione è che i lavori di ammodernamento della strada sono già stati eseguiti con l’insediamento di nuove attività commerciali.

Ovviamente nessuna garanzia è arrivata sul fronte amianto e Cociv si ostina in perfetta solitudine a sostenere che in Val Lemme non ve ne sia traccia!

I medici arquatesi Sabbi e Zannini insieme all’associazione Voci della Memoria di Casale Monferrato ben spiegarono davanti a centinaia di arquatesi che cosa significhi respirare fibre di amianto: asbestosi e mesotelioma pleurico, malattie che causano morte certa e grandi sofferenze.

Adesso provate per un momento a chiudere gli occhi e ad immaginare la realizzazione di tutto questo in un piccolo comune come Arquata Scrivia non dimenticando che ad oggi tutto questo è stato impedito grazie al blocco degli espropri e alle iniziative di lotta del Movimento No Tav – Terzo Valico.

Adesso provate a tornare alla definizione del verbo distruggere.

Vogliono far scomparire gli acquedotti esistenti, rovinare definitivamente Moriassi e il lavoro di tanti contadini, vogliono annientare e distruggere la felicità di un’intera comunità e la speranza di una vita degna per se stessi e i propri figli.

Sì, vogliono distruggere Arquata Scrivia…e anche Serravalle, Novi, Pozzolo, Tortona, Campomorone, Isoverde, Trasta, Ceranesi, Gavi, Voltaggio, Fraconalto, Borgo Fornari…

Vogliono distruggere la terra e le vite di migliaia di persone…

Ci si vede tutte e tutti alla Soms il 1 Marzo, migliaia di persone credono che insieme sia possibile fermarli!

 

da notavterzovalico

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno

A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Giorgio Rossetto di nuovo in carcere. Intervista all’avvocato La Macchia / Messaggi di solidarietà

Giorgio Rossetto è di nuovo in carcere. Nella serata del 21 agosto i Carabinieri di Susa lo hanno prelevato dalla sua dimora sopra la Credenza di Bussoleno e trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, le Vallette di Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Data center: bolla o nuova rivoluzione industriale? Intervista al Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio

Centinaia di nuovi progetti di data center, ossia delle infrastrutture materiali dell’intelligenza artificiale e delle cloud di dati, sono stati recentemente presentati in Italia, che il Governo Meloni vorrebbe trasformare nel principale hub digitale del Mediterraneo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Francia, antisemitismo e islamofobia: intervista a un attivista di UFJP

Abbiamo intervistato un attivista de l’UJFP (Union Juive Française Pour La Paix) in merito ad alcuni temi all’ordine del giorno: l’antirazzismo e l’islamofobia, l’antisemitismo e l’antisionismo, per approfondire cosa si muove in Francia sul piano delle mobilitazioni e degli avanzamenti della soggettività organizzata su questo dibattito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Dichiarazione del collettivo A/I sulle sanzioni disposte dal governo USA nei suoi confronti

Pubblichiamo il comunicato apparso qui del collettivo A/I in seguito alla notizia diramata dal Dipartimento di Stato Americano in collaborazione con il Dipartimento del Tesoro della iscrizione del collettivo nell’elenco delle organizzazioni terroristiche a livello mondiale.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Meet the Leftist radicals taking on Meloni, Turin has become a battlefield

Traduciamo dal sito inglese UnHerd questo articolo di Tobias Jones, frutto di un reportage a Torino ed in particolare nel quartiere Vanchiglia, nella primavera di quest’anno.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Renoize 2026

Qui di seguito le info per partecipare al festival in ricordo di Renato Biagetti da Radio Onda Rossa.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: al via l’abbattimento del Bosco Ospizio. Dall’alba presidio resistente

È iniziato questa mattina, lunedì 3 agosto, il contestato (e già bloccato) cantiere finalizzato a distruggere il Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far spazio all’ennesima colata di cemento, ovvero un centro polifunzionale e un supermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”.Blocchi e identificazioni ma il movimento rilancia e ribadisce “La lotta rende giovani”

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

25 luglio: in marcia verso i cantieri della devastazione

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.