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Quale proposta? Costruiamo e organizziamo alleanze.

Vogliamo generare relazioni di confronto, analisi e azione che vertano su questioni urgenti legate alla vita, questioni sociali ed ecologiche nella loro dimensione materiale, politica e culturale.

da Climate Social Camp

E’ urgente confrontarsi e agire per costruire modelli di organizzazione della lotta e della vita nella società, con la società. La sfida che questi tempi ci presentano è dura ed impegnativa, non sarà sol3 e frammentat3 che riusciremo ad affrontarla e vincerla. Nella diversità e nella specificità di ogni lotta e soggetto dobbiamo trovare le energie e la forza per produrre la potenza e l’organizzazione necessaria a sostenerci e creare prospettive, alternative vive e praticabili. Il paradigma di una società nuova, di una vita nuova è necessario e desiderato ora più che mai a fronte della violenza e della disperata solitudine delle macerie in cui Stati e capitalismo vorrebbero chiuderci. Il dominio, il potere, lo sfruttamento e l’accaparramento di forza lavoro, di forza riproduttiva e di risorse hanno le radici nella stessa struttura ideologica ed economica che produce non solo merci, ma anche cultura e modo di pensare. E’ oltre questa che dobbiamo guardare per riuscire a ripensarci come esseri ecologici per lo sviluppo di una società ecologica, che ricerca nell’equilibrio, nella cura, nella giustizia e nella libertà tra esseri umani e tra umani e non umani la sua forma organizzativa e produttiva.

Sul nostro territorio, ma anche guardando aldilà dei confini politici ad una dimensione internazionale e transnazionale, cogliamo l’acqua come nodo centrale da un punto di vista sociale ed ecologico. Un nodo centrale a cui portano tutti i fili perché necessaria per la riproduzione della vita di tutt3 e per una vita in salute, centrale in quanto campo di scontro poiché trattata come merce dalle elites politiche ed economiche anziché come bene primario e comune, un elemento minacciato da crisi climatica, deforestazione, cementificazione, devastazione del territorio, privatizzazione e guerra. Un elemento la cui scarsità e cattiva gestione comporterà un crescendo di disparità sociali economiche, di genere ed etniche, che si tradurranno in conflitti sociali e guerre sempre più frequenti. Un elemento che su un territorio depredato e snaturato ha già mostrato alcuni dei suoi lati peggiori: siccità ed alluvione.

In tant3 lottiamo quotidianamente contro gli attacchi e le minacce che il sistema capitalistico e gli Stati agiscono contro la società e il Pianeta, ma se vogliamo emergere da questo scontro epocale come parte vittoriosa abbiamo la responsabilità storica, morale e politica di unirci, coordinarci e supportarci.

Vogliamo che questo campeggio sia l’occasione per porre le basi di questa necessità.

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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