InfoAut

Resistere tanto, obbedire poco

Ci hanno provato in tutti i modi. Una settimana di fuoco incrociato tra giornali e politici di ogni schieramento: criminalizzare e dividere il movimento per depotenziare e far fallire la marcia di oggi. A partire dalla Cancellieri fino ad arrivare all’ultimo Ferrentino di turno. Tutti a sparare a zero contro un movimento “violento” e raccomandare la popolazione della Valle di Susa di stare a casa.Il prefetto poi ha vietato di fatto la manifestazione e istituito posti di blocco in tutte le strade di accesso per Giaglione. Ma si sa, l’obbedienza e la paura non sono di casa in questa valle.
Ma ancora una volta non ha funzionato: almeno in cinquemila  hanno marciato tra boschi e sentieri impervi. Non era una manifestazione qualunque, servivano gambe buone per la montagna e sangue freddo per non cadere nelle provocazioni. Eppure anziani, giovani, bambini, famiglie, hanno voluto ancora una volta dimostrare la loro ostilità verso una situazione che ha raggiunto il surreale: da una parte un cantiere zeppo di divise e povero di operai e dall’altra una Valle costellata da posti di blocco a fermare e intimidire una popolazione sempre più esasperata.
I giornali dicono che è la strategia dello sfiancamento: stancarci e demotivarci fino a che la rassegnazione non prenderà il sopravvento.
Ma chi abita e vive questo territorio, chi da vent’anni difende questo lembo di terra, sa che l’epilogo sarà per forza un altro. Una lotta che vede da anni bambini che diventano adulti con una bandiera no tav in mano significa che la resistenza è entrata nel dna di questa popolazione. Chi si ricorda più di Pisanu ministro degli interni, di Ghigo e poi Madama Bresso e di tutti gli altri che hanno sproloquiato sul Tav senza mai sapere neanche di cosa parlavano?, e chi si ricorderà più di Esposito? La cruda verità e che loro passano e i no tav restano.
E’ normale per chi vive in questa Valle dedicare un pezzo importante della propria vita in questa lotta, e noi in questa Valle ci viviamo. Quanto per loro è normale occupare militarmente un territorio? Per quanto tempo potrà uno Stato permettersi di spendere 90 mila euro al giorno per garantire un semplice sondaggio geognostico come quello della Maddalena? Oggi barcollano nel mantenere un cantiere in uno dei posti più impervi e nascosti della valle, ma domani in mezzo ai paesi penseranno veramente di costruire cantieri fortificati alla Fort Apache?
Che l’opera sia inutile orami è assodato, che le poche risorse economiche che rimangono servono per cose ben più importanti e urgenti anche…è solo una questione di tempo, a noi non ci rimane che avere pazienza nella nostra tanta resistenza e poca obbedienza.

 

comitato no tav Spinta dal Bass – spazio sociale Visrabbia

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

notavvalsusa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Costi quel che costi

Lo sgombero di Askatasuna non è (solo) un episodio di cieco rancore da parte di un governo di destra che approfitta della presa del potere per regolare i conti con l’opposizione sociale. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Dentro il campo nemico, contro il campo nemico. Per la solidarietà internazionalista con il Venezuela, contro la guerra che viene

Consideriamo che la decisione di un’intervento militare contro il Venezuela sia una, e probabilmente la più contundente, delle risposte statunitensi a ciò che si può definire la crisi del comando imperiale americano.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Manovra 2026 – parte due. Ancora più austerità

Riprendiamo e aggiorniamo il nostro contributo sulla Legge di Bilancio 2026 alla luce del maxiemendamento approvato nel mese di dicembre, che ha scosso in modo evidente la coalizione di governo.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Sgombero di Askatasuna: chi fa i piani e chi fa la storia

Lo sgombero di Askatasuna non può essere trattato come un semplice atto di repressione da parte di un governo di ultradestra.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Leva-tevi

Germania, Francia ed Italia stanno reintroducendo la leva militare, ad oggi su base volontaria, domani chissà.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il lavoratore inesistente

La retorica della destra sul movimento “Blocchiamo tutto” ci racconta meglio di ogni saggio la visione dominante sul ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici nella società: farsi sfruttare, consumare e stare muti.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Alcune riflessioni a caldo su “Blocchiamo tutto”

E’ quasi impossibile fare un bilancio organico di queste giornate incredibili. Il movimento “Blocchiamo tutto” ha rappresentato una vera discontinuità politica e sociale nella storia italiana.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

La guerra è pace

Uno dei famosi slogan incisi sul Ministero della Verità del romanzo di George Orwell “1984” recita così.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

Meloni difende a spada tratta l’agito del governo su Gaza e attiva la macchina del fango nei confronti della Global Sumud Flotilla e del movimento Blocchiamo tutto.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: rinviata al 17 febbraio la decisione sul carcere per Giorgio Rossetto. Ma tornerà “libero” con sorveglianza speciale

La giudice del Tribunale di sorveglianza di Torino questa mattina ha rinviato alla prossima camera di consiglio, fissata per il 17 febbraio, la decisione sulla richiesta della procura torinese di revocare gli arresti domiciliari e predisporre il trasferimento in carcere di Giorgio Rossetto, storico militante antagonista torinese, per l’intervista a Radio Onda d’Urto rilasciata poche ore dopo lo sgombero del CSO Askatasuna il 18 dicembre scorso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sorveglianza speciale:Giorgio Rossetto condannato a 5 mesi e 6 giorni di reclusione

Pubblichiamo di seguito il contributo di Nicoletta Dosio sull’udienza tenutasi questo lunedì nei confronti di Giorgio Rossetto presso il tribunale di Imperia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il Tav, I media e I voltagabbana

Nessun movimento di opposizione ha mai avuto in Italia la capacità di dare una continuità trentennale alle ragioni della propria lotta, e la recente e partecipata manifestazione dell’8 dicembre, ventennale dall’epico sgombero popolare nel 2005 del cantiere nella piana di Venaus, ne è la dimostrazione.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il Movimento No Tav era, è e sarà sempre al fianco della resistenza palestinese: sosteniamo la Global Sumud Flotilla!

Se Israele deciderà di fermare con la forza la Global Sumud Flottilla, impedendo ancora una volta l’arrivo di aiuti umanitari e provando a spegnere un atto di resistenza collettiva, noi non resteremo a guardare.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Guerra alla guerra: come organizzarci nelle scuole?

Nei contesti che attraversiamo occorre ripartire dalla concretezza del rifiuto per sabotare e opporsi realmente alla ristrutturazione, definendo con l’esperienza pratiche di conflitto riproducibili per bloccare sul nascere la guerra.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bentornata Nicoletta!

Nella giornata di ieri è stata scarcerata Nicoletta Dosio, dopo più un anno di detenzione domiciliare scontato presso la propria abitazione di Bussoleno finalmente è libera!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

“In Val Susa la repressione non ci ha vinto”, intervista a Nicoletta Dosio

Nicoletta Dosio la storica attivista del movimento No Tav sta terminando un anno di detenzione domiciliare per la sua lotta contro la linea ad alta velocità Torino-Lione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia in marcia per salvare la piana di Susa

Ripubblichiamo di seguito il comunicato uscito in occasione della marcia popolare No Tav tenutasi ieri, 10 maggio, a tutela della piana di Susa.