InfoAut

When the music’s over

 

Mentre si affolla l’asta delle immagini simbolo, mentre si scatena la concorrenza su quale logo di solidarietà bisogna aggiungere sui social, mentre il senso viene diluito nel mare di tweet, il compito di descrivere quanto successo oggi a Manchester lo lasciamo ad altri. Partiamo da qui, dalla sempre più chiara sensazione di distanza da questo rito osceno e saturo di lacrime posticce da cui siamo bombardati, un rito percepito ormai come ipocrita e insopportabile, senza rispetto per dei morti che sentiamo vicini. Il divario tra il lutto e l’esperienza. Roberto Saviano, ma potremmo parlare dei tanti piccoli rappresentanti di un pensiero mainstream ormai ridotto a riflesso pavloviano davanti al disastro, dopo la strage della Manchester Arena ci ricorda che il nostro compito è “non smettere di danzare”, contro i “maledetti” terroristi. Un pensiero solo apparentemente mediocre, invero, dispositivo potente perché al cuore del governo attraverso la paura. Parliamo della sempre più stridente ingiunzione alla passività davanti all’orrore.

 

Continuate a danzare, al resto ci pensiamo noi dicono i nostri governanti e i loro cantastorie. Il desiderio di rivincita e di vendetta viene rimosso ed etichettato a pulsioni primordiali di individui ignoranti… magari un po’ razzisti. Continuate a danzare al resto ci pensiamo noi. Viviamo una sola città globale da Londra a Baghdad passando per Aleppo e Milano. La guerra asimmetrica condotta dallo stato islamico lo conferma colpendo anche a Marawi, nelle Filippine. Solo un’eco per il nostro gusto occidentale, incapace di cogliere il portato pieno di una guerra dispiegata perché impegnato a neutralizzarne il senso nel pietismo dell’orrore più che nell’accumulare rabbia per reagire, per cercare nuovi alleati attraverso il globo, tra le vittime del presente… tra gli altri giovani di 16 anni che non meritano questo mondo.

Queste guerre solo le loro guerre – abbiamo detto – mentre a morire siamo noi. Ma riconoscere che si tratta di guerre che non ci appartengono non basta. Queste guerre sono anche le nostre finché non le combattiamo. Continueremo a essere i bersagli di una guerra che viene condotta anche contro di noi fintanto che resteremo il contesto della guerriglia globale. Bisogna uscire dalla radura, da quel mondo noto al quale il discorso del potere ci ha ammaestrati. Bisogna costruirci una nostra mappa per avere una nostra strategia. Innanzitutto non abbiamo alleati tra chi ci espone alla morte. Non abbiamo alleati tra chi, negli Stati occidentali, governa la paura per governare la vita sulla paura. Tra chi ci chiede di sacrificare ancor più libertà e autonomia per securizzare le nostre società, ovvero per impedirci di posizionarci per essere noi a distruggere e trasformare il nostro stile di vita, quello preda di ogni attentatore. I nostri unici alleati sono gli altri bersagli come noi, perché a Manchester, come fu al Bataclan, a essere sotto attacco è la vita all’altezza della quotidianità imposta dalle gerarchie di potere in cui ci conduciamo. È andare a un concerto, uscire, spendere, mettere like e una foto su instagram… è avere sedici anni. La vita che consumiamo è la nostra vita, quella che dobbiamo difendere e in cui la condizione della negazione per la trasformazione non la troveremo in altro che in noi. La liberazione dal terrore verrà dal ribellarci a questa vita e non nella pietà della morte. Nel combattere e non nel rassegnarsi. Raqqa cadrà perché assediata. Da lì, forse, dovremmo ricominciare a danzare. La nostra musica però.

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

attentato

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Ilaria Salis: un voto che (per una volta) serve

Se la campagna per la sua liberazione passa attraverso le urne andremo a cercare dove diavolo è finita la tessera elettorale e faremo la nostra parte.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Tamburini di guerra

Mentre gli stati continuano ad ammassare armamenti il tentativo di condizionamento dell’opinione pubblica sull’inevitabilità della guerra raggiunge nuove vette, tra giornalisti che lodano i benefici per l’economia dell’industria delle armi, propaganda nelle scuole e proposte politiche scellerate.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Cosa vuol dire un’università libera?

In TV e sui giornali si è scatenata la canea mediatica nei confronti degli studenti e delle studentesse universitarie che richiedono la fine degli accordi di ricerca militari o di dual use con le università israeliane.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Macron, à la guerre!

Il presidente francese si lancia in dichiarazioni apparentemente scomposte sulla guerra russo-ucraina, palesando lo “spirito dei tempi” di una parte delle elites europee. Il tronfio militarismo da prima guerra mondiale ci avvicina al disastro.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Agricoltura: la fabbrica impossibile

Non possiamo comprendere queste mobilitazioni senza cercare un nuovo modo di vedere le cose.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Difendiamo la nostra terra!” Reportage dalle proteste degli agricoltori Piemontesi

Si tratta di un racconto situato e parziale, a metà strada tra la cronaca e l’analisi, che speriamo possa servire da spunto tanto per una riflessione più ampia quanto per la scrittura di altre analisi situate.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Costante trumpista: la guerra civile latente negli Stati Uniti

In molti avevano creduto che dopo i fatti di Capitol Hill il trumpismo come fenomeno politico sarebbe stato archiviato, presentandosi al limite nelle forme di un estremismo suprematista tanto più radicale quanto residuale.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Palestina, il “senso storico” e noi

Quanto sta accadendo in Palestina crediamo sia un elemento chiarificatore. Lo è sicuramente per le masse che si sono messe in movimento per sostenere la popolazione di Gaza non solo nel mondo arabo, ma anche in tutto l’Occidente.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Salvini: una vita al servizio dei potenti

La nuova trovata di Salvini: una campagna d’odio verso l’islam per distrarre l’opinione pubblica dal genocidio in corso a Gaza.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Caselle: la propaganda di guerra uccide

Lo schianto della Freccia Tricolore che ha ucciso una bambina di cinque anni ha scosso il paese. Quanto avvenuto però merita una riflessione più profonda sulla militarizzazione della società e sul concetto di sicurezza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

MLKP Kurdistan annuncia la morte di due dei suoi membri

Il Partito Comunista Marxista-Leninista (MLKP) Kurdistan ha annunciato che due dei suoi membri, Ahmet Şoreş e Fırat Neval, sono caduti come martiri negli attacchi dello stato turco.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Attentato di Parigi: un video dimostra che la polizia ha mentito sull’arresto dell’aggressore

La polizia ha detto di aver catturato l’aggressore e le autorità si sono congratulate con loro perché lo hanno catturato “rapidamente”. Tuttavia, il filmato mostra che l’aggressore è stato neutralizzato dai negozianti e che la polizia è arrivata sulla scena molto tardi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Francia: attacco contro il centro culturale curdo Ahmet-Kaya, proteste e scontri di piazza

Dopo l’attacco, centinaia di giovani curdi e solidali si sono radunati attorno al Centro culturale dell’X arrondissement, dando vita a durissimi scontri con la polizia tra sanpietrini, lacrimogeni e cariche.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Colombia: Attentato in Arauca contro la sede del Congreso de los Pueblos

Congreso de los Pueblos AZIONE URGENTE In mezzo la violento assalto con cui è iniziato l’anno 2022 nel dipartimento dell’Arauca, e come era prevedibile, alle azioni contro i dirigenti sociali e popolari del Congreso de los Pueblos nel Centro Oriente colombiano, le infrastrutture delle nostre organizzazioni stanno venendo colpite in modo grave. Senza dubbio è […]

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Attacco incendiario fascista al Caracol Olol Jackson

Questa notte un attentato incendiario ha colpito la sede di Caracol Olol Jackson e di ADL Cobas a Vicenza. Ignoti hanno dato fuoco ad uno striscione esposto sulla struttura in occasione del 25 aprile provocando danni alle strutture e firmando l’azione con una croce celtica incisa sul portone della sede. La sede attaccata dai fascisti […]

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Germania: attacco neonazista ad Hanau. 11 morti

Strage xenofoba ad Hanau, in Germania: ieri sera intorno alle 22, un neonazista tedesco ha ucciso 11 persone a colpi di armi da fuoco nella zona frequentata dalla comunità turca e curda. I feriti sono cinque e tutti in condizioni gravissime. Nel mirino dell’autore dell’attacco, in particolare i frequentatori di “shisha bar” dove si fuma […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cos’è il TAK e chi sono i suoi membri?

Secondo le informazioni ricavate dal loro sito web, i Falchi della libertà del Kurdistan (Teyrêbazên Azadiya Kurdistan-TAK) si sono costituiti nel 2004. Nel sito web il TAK afferma che non ha effettuato nessuna azione nel 2004 e nel 2005 e ha iniziato le sue azioni contro le aree metropolitane turche nel 2006. Il TAK ha […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Bombe a Bruxelles, la Siria nel cuore dell’Europa

Sui media mainstream si riattiva la retorica del terrorismo come una sorta di calamità naturale, imprevedibile e devastante. Il primo ministro belga, nelle prime dichiarazioni rilasciate alla stampa ha parlato di “Due attentati ciechi” e gli attacchi sono declinati sui media di tutto il mondo attraverso il registro della “follia assassina”. Una retorica che è […]