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Appello per un’assemblea nazionale degli studenti autorganizzati

E’ proprio da questo anno di rivolta che vogliamo partire, vedendolo come una conclusione, ma a sua volta come un punto d’inizio. Dopo la palude del 2010 abbiamo costruito la potente mobilitazione autunnale contro la Gelmini, Berlusconi la crisi e la precarietà e tenuto un livello altissimo di mobilitazione per tutta questa prima parte di 2011, passando dallo sciopero della Fiom, alle campagne contro il caro trasporti alla riappropriazione di spazi e tempi fino alla giornata del 6 maggio.

Una giornata che ha messo ancor più in evidenza i veri protagonisti di tutto il movimento autunnale, ovvero la nostra generazione, che ancora una volta ha saputo riportare nella piazza quella radicalità di pratiche, caratterizzanti di questa fase di movimento.

Una generazione che partendo dai bisogni reali ha saputo prendersi la sua centralità nelle lotte passando dall’opposizione alla riforma a tematiche che esulano da contesti prettamente resistenziali, entrando in una logica di lotta alla precarietà e di opposizione alla crisi, riappropriandosi di spazi e tempi, occupando le scuole, invadendo le strade e le piazze, bloccando i trasporti, scontrandosi con determinazione contro i veri fautori della crisi.

Siamo riusciti cosi ad aprirci spazi di legittimità dentro e oltre le nostre scuole, riuscendo ad accumulare contro-capacità e saperi, affinando forme di controcooperazione e autorganizzazione che ci hanno permesso di diventare quel soggetto capace di ribaltare gli esiti di giornate come quella di sciopero generale del 6 maggio.

Sicuramente, siamo di fronte ad un nuovo ciclo di lotte che, non più strutturato solo ed esclusivamente verso un’opposizione alla Riforma Gelmini come nel ciclo passato, esclude ogni opzione concertativa e esula ogni ipotesi di mobilitazione strutturata esclusivamente su un quadro studentista.

Ma dentro il chiudersi di questo ciclo si aprono molti nuovi percorsi, da un lato ancora di rifiuto della Riforma e dall’altro di inserimento di questa dentro le politiche di exit strategy dalla crisi attuate dal sistema capitalista.

Infatti in questi anni gli studenti hanno ben capito come la Riforma non sia solo una sommatoria di tagli, ma ben si un piano ben strutturato ed inserito dentro le esigenze sistematiche di chi questa crisi l’ha creata.

Stanchi del dover essere il soggetto ultimo nella crisi, abbandonati in scuole sempre più vuote e prive di qualsiasi elemento di socialità condivisione e cultura, sono proprio gli studenti medi che continuano ad essere la vera forza della rivolta giovanile del nostro Paese. Ciò si nota nei molti percorsi che si sono sviluppati in questa primavera e inseguito alla grande rottura che ha rappresentato il 14 dicembre romano. Percorsi a volte non totalmente legati alla scuola, ma profondamente inseriti dentro una progettualità di rovesciamento della crisi e di lotta contro la precarietà.

Dentro al cacciamo il rais! che ha caratterizzato alcuni passaggi delle mobilitazioni di questa stagione ad esempio, non si configurava un’antiberlusconismo viscerale, ma bensi l’intenzione di individuare in Berlusconi e nella sua cricca di governo (ma anche di opposizione!) i fautori di una politica atta al conservarsi di questo sistema sociale ed all’indebolimento totale del reddito degli spezzati più popolari (tra cui in gran parte anche i giovani quasi completamente non garantiti) come ricetta per l’uscita dalla crisi. Gli studenti hanno ben recepito questa scollatura tra politica istituzionale e reale e senza troppe riserve si sono messi in gioco ribadendo quel que se vayan todos! che il 14 dicembre aveva quasi portato a realizzazione.

In questo infatti grande è stata la mobilitazione degli studenti dentro le contestazioni a Berlusconi avvenute ad Arcore e a Torino con una grande carica conflittuale, nel 25 aprile milanese, ma anche nelle iniziative contro tutte quelle componenti funzionali a questa strategia (larghe mobilitazioni contro i sindacati gialli, la contestazione di Maroni a Bologna, e le altre mille iniziative che si sono articolate contro i politici nostrani in tutto il paese).

La linea rossa che ha percorso la primavera araba con il motto della degage mania è stata facilmente fatta propria dagli studenti in lotta delle scuole italiane.

Ma non basta, il discorso non si riduce a questo, ma si completa anche con la grande capacità che gli studenti hanno avuto nell’individuare ed attaccare attraverso sanzionamenti e occupazioni tutte quelle controparti che rappresentano (e non solo) i fautori della crisi e delle politiche di austerity conseguenti. Le continue iniziative contro le banche, l’occupazione della borsa, i sanzionamenti ad Equitalia e alle agenzie interinali hanno rappresentato un salto di qualità nel discorso collettivo del movimento studentesco e sono state largamente partecipate e vissute dagli studenti stessi e non solo da soggettività organizzate.

Insomma quell’eccedenza che avevamo ipotizzato a inizio autunno intuendo l’entrata nelle lotte di tutta una serie di soggetti provenienti dalle scuole teciniche e professionali, dalle periferie delle metropoli dove la crisi più sentita e le contingenze sono più immediate ha realmente espresso la sua potenza e si resa non solo sociale, ma anche politica, di quella politica che si costruisce dentro i movimenti e non dentro i palazzi del potere.

Si è espressa con mezzi nuovi e radicali e ha imparato (anche qui in comunanza con i percorsi dei paesi arabi in rivolta) ad utilizzare la rete come uno strumento non piano, ma di parte.

Questo anno di lotta ci dà moltissimi spunti da cui iniziare, partendo proprio da crisi e precarietà, passando per condivisione del nostro percorso nei movimenti con le altre realtà analizzando nuovi metodi e pratiche assunti in questi mesi, proponendo ancora piazza e scuola come luoghi nostri, dove poterci riappropriare delle nostre vite e del nostro futuro, con radicalità e determinazione, in maniera autonoma e autorganizzata dal basso.

Proprio da questo è necessario ripartire per continuare il percorso che abbiamo intrapreso, proseguendo nella nostra direzione anche tenendo conto dei cambiamenti intorno a noi (dalla situazione italiana in mutamento, dalle rivoluzioni arabe e dalla rivolta europea, che vede proprio in questi giorni la Spagna in grandiosa mobilitazione) e del momento che stiamo vivendo, comprendendo la nostra figura come soggetto studentesco che tende a diventare precario vittima di una crisi non sua.

E’ importante inoltre capire come riuscire ad organizzarsi, passando dalle pratiche che si possono proporre al modo di creare una controinformazione dal basso, che sia elemento centrale per gli studenti che si apprestano a continuare la rivolta.

Per questo proponiamo un’ASSEMBLEA NAZIONALE degli studenti medi aperta a tutte le realtà autorganizzate a Roma il 15/16.

 

StudAut network

Studenti Autorganizzati Roma

Kollettivo Studenti Autorganizzati_ Torino

Coordinamento dei Collettivi di Milano e Provincia

Collettivo autonomo studentesco_ Bologna

Kollettivo studenti in lotta_ Brescia

Collettivo autonomo studentesco Fuori Controllo_ Palermo

Collettivo autonomo studentesco_ Pisa

Collettivo studentesco Valdostano

Collettivo autonomo studentesco_ Modena

Kollettivo autonomo studentesco_ Biella

Collettivo autonomo organizzato studentesco_ Lecce

Coordinamento autonomo studentesco Spezzino

 

Per informazioni, firmare l’appello, aderire o prenotarsi all’assemblea scrivere a: Studaut@gmail.com

www.studaut.it

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