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Buona Scuola. Denuncia irregolarità dell’Istituto: Prof sospesa a Prato

Due giorni di sospensione sono la pesante vendetta decisa dal preside dell’istituto Daniele Santagati. Già in passato lo stesso preside aveva cercato di punire l’insegnante, ma le due precedenti iniziative furono respinte dal Provveditorato agli studi di Prato che aveva giudicato inconsistenti le accuse rivolte a Francesca Naldini.

«All’interno del Datini esiste un bar-ristorante veloce ed un ristorante riservato al personale della scuola. Nel bar-ristorante e nel ristorante svolgono servizio gli alunni dell’indirizzo alberghiero sempre più insoddisfatti per la loro formazione e sempre più arrabbiati perchè si sentono sfruttati dalla dirigenza, che non solo obbliga, anche gli studenti delle quinte, ad effettuare un inutile servizio al bar e al ristorante, ma che si vedono spesso coinvolti in pranzi e cene organizzate dal dirigente e costretti a svolgere servizio anche di sera». «Conosco bene la realtà dell’Istituto nel quale insegno dal 2004 e nel quale sono docente di ruolo dal settembre 2012. Non è possibile conoscere quanto denaro si muova all’interno dell’Istituto poiché la legge sulla trasparenza è ampiamente disattesa». In passato anche i genitori, con una lettera, hanno lamentato una mancanza di chiarezza nell’ottemperanza dell’istituto ad una direttiva del 2012 del Ministero della Pubblica Istruzione, in materia di contributi scolastici. Il dirigente scolastico aveva infatti preteso il pagamento dei contributi “facoltativi” sotto la minaccia di sospensione dell’alunno dallo scrutinio finale, nel caso non si fosse riusciti a regolare l’importo “dovuto”.

Scarsa la chiarezza rispetto ai fornitori del bar-ristorante interno. Insomma, sono tante le cose che non tornano all’Istituto Datini e denunciate alla stampa da Naldini, che si è già rivolta ad un avvocato per presentare anche un esposto in Procura.

Tanta la solidarietà che sta arrivando all’insegnante, più volte confermata dai colleghi come rappresentante sindacale e riconosciuta dagli alunni per il proprio impegno e le proprie battaglie a difesa dei diritti dei lavoratori e dei ragazzi.

Un episodio grave quello accaduto a Prato, che dopo le sospensioni agli studenti dell’ISA di Firenze, preannuncia gli effetti deleteri sulla libertà di dissenso all’interno degli istituti che avrà la riforma renziana della “buona scuola”, che aumenterà il potere dei presidi investendoli di un vero e proprio ruolo di padroni-sceriffi della scuola. Questo, aggiunto alla possibilità dei presidi di selezionare il personale docente, non può che chiamare studenti e professori all’urgenza di un percorso di resistenza e opposizione a quella che si preannuncia come una vera e propria svolta autoritaria della formazione superiore funzionale a spianare la strada verso nuovi processi di aziendalizzazione.

da Firenze dal Basso

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