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L’università sequestra Datastorm, gli studenti occupano l’ufficio del pro-rettore

All’interno da tre settimane avevano trovato alloggio una serie di bisogni reali degli studenti. Era infatti stato installato il server di DataStorm, il progetto di una nuvola autogestita dov’è possibile condividere e scaricare testi universitari e non, era stata messa a disposizione una macchinetta del caffè a offerta, dopo il rincaro del 100% delle macchinette nel cortile al 36, e in generale veniva utilizzata come punto di ritrovo, di socialità, di confronto e di gruppi di studio da centinaia di persone.

Alla richiesta di informazioni ci è stato risposto dalla direttrice che i procvedimenti erano stati presi per motivi di sicurezza, a causa della ridotta agibilità del soppalco su cui si trova l’aula, tra l’altro compiacendosi dell’avvenuto. Ci si chiede come sia possibile che i problemi sulla sicurezza di un’aula aperta a tutti gli studenti dell’UniBo, e in uso normalmente per fotocopie a pagamento, vengano fuori solo allorquando l’aula viene utilizzata per progetti costruiti dal basso dagli stessi studenti, e se non sia una scusa bella e buona per bloccare un progetto di condivisione libera dei libri.

Abbiamo condiviso queste perplessità in un’assemblea pubblica tenuta nel cortile del 36, decidendo di portarle direttamente al mandante delle decisioni, il prorettore agl studenti, nonchè direttore scientifico della biblioteca umanistica, Nicoletti, insieme alla richiesta legittima di restituzione del materiale, tra cui il computer dove si poteva consultare l’archivio di DataStorm, diversi libri portati dagli studenti, la macchinetta del caffè con caffè e zucchero, un fornelletto per il tè, un divano e la cassa autogestita per comprare il necessario.

Quindi in una sessantina ci siamo spostati in via Zamboni e occupando l’ufficio del prorettore e instaurando con lui un confronto, a cui hanno anche partecipato anche il prorettore alla ricerca Braga e il prorettore alla didattica Fiorentini, inoltre respingendo prontamente la provocazione della digos che ha tentato ancora una volta di entrare in università, abbiamo ottenuto la restituzione dei materiali fissata per oggi, martedì 17.

Ovviamente questo non ci basta e già da oggi la biblioteca libera con il punto DataStorm sarà reinstallata, consentendo nuovamente agli sudenti e studentesse di Bologna di far fronte al caro libri, puntualizzando che ancora una volta i tempi dei bisogni del corpo collettivo studentesco non si rimettono ai tempi burocratici polverosi e imbalsamati delle istituzioni, ma si riprendono direttamente ciò che spetta loro, ovvero la possibilità di una cultura e un accesso ai saperi per tutti e per tutte.

tratto da UnivAut

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