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Scuola al via tra le proteste: prof precar* bloccano 400 nomine

Alle origini della protesta, la drastica riduzione dei posti per gli insegnanti specializzati nel sostegno ai portatori di handicap, che si son visti decuratare il numero di cattedre disponibili perché girate ai docenti di ruolo che  i tagli imposti dal ministero dell’Istruzione (riforma Gelmini) aridotto a rango di  “soprannumerari”, cioè risultanti in esubero nelle scuole superiori in cui avevano insegnato fino allo scorso giugno. Per dare loro una cattedra c’era un’unica ” soluzione”: assegnare a ciscuno di loro una cattedra di sostegno.

Peccato che quel posto spetterebbe di diritto agli insegnanti di sostegno. Gente che, dopo la laurea, ha affrontato anche una specializzazione di due anni. Hanno studiato la disabilità nei bambini e nei ragazzi. Neuropsichiatria infantile, psicologia clinica, psicopatologia. E soprattutto pedagogia e didattica speciali. Negli ultimi anni, infatti, i disturbi dell’apprendimento riconosciuti aumentano. Nelle classi ci sono ragazzi con patologie più note (la sindrome di Down, i ritardi cognitivi) e meno conosciute (dislessia, discalculia, disgrafia, disprassia). 

Per protestare contro quello che considerano uno scippo hanno quindi deciso di interrompere fisicamente le nomine in attesa di uno sblocco della situazione. Sono intervenuti i vigili urbani e la Digos e in questo momento è incorso una trattatiiva con alcuni rappresentanti sindacali.

A evidenziare il problema sono stati già ieri i Cobas Scuola del Piemonte, che in una nota raccontano: “L’Ufficio scolastico provincaile di Torino alle 18,30 di ieri pubblica una correzione di sedi disponibili per il sostegno alle scuole superiori. Direte voi: e cosa c’è di strano? E’ diventata ormai una prassi che, per fare in modo di concludere al più presto tutte le operazioni, gli uffici devono, in itinere, completare le circolari. Ebbene, sarà pure una prassi ma questa volta ci sembra proprio che sia stata fatta ad arte: la sera prima delle convocazioni comunicano che i posti disponibili sono molti di meno perchè sono stati coperti dal personale soprannumerario senza specializzazione che nella prima comunicazione non compariva”.

Il rischio di una protesta sacrosanta e giusta rischia tanto di innescare una “guerra tra poveri” che i più attivi tra i prof in protesta non hanno alcuna intenzione di ingaggiare, ben coscienti della necessità di garantire il posto di lavoro anche a tutti quei colleghi di ruolo.

La cronaca della mattinata nelle parole di titta, docente di sostegno in materie umanistiche:

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Il fatto è che, a furia di ridurre il numero dei prof di ruolo, si è creato un numero di insegnanti regolarmente assunti ma “di troppo”. Gente che magari insegnava da trent’anni latino o disegno tecnico. Che farne? Voilà. Prof di sostegno, al posto di quelli specializzati. Hanno un nome incredibile: “soprannumerari”.

Capolavori della Riforma Gelmini…

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