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Torino, un primo passo verso la revoca degli accordi tra Università e Israele

Quella di ieri rappresenta una prima vittoria della campagna torinese di boicottaggio accademico portata avanti nell’ultimo anno da Studenti Contro il Technion, alla quale hanno partecipato diversi collettivi studenteschi, nonché 62 professori dell’Università. La campagna punta a mettere in evidenza le contraddizioni dell’accademia israeliana, che grida alla libertà accademica negandola però ai palestinesi, investe in ricerca bellica a danno delle popolazioni occupate e assediate in Palestina, usa violenza quotidianamente, arresta e uccide in modo indiscriminato.

L’obiettivo della campagna è quello di annullare e non rinnovare gli accordi fra l’Università di Torino e il Technion di Haifa, politecnico che vanta collaborazioni con il Ministero della Difesa israeliano, nonché con le più importanti aziende belliche del paese.

La giornata di ieri si è conclusa con un momento dedicato alle testimonianze di due attivisti italiani in Palestina al Campus universitario Einaudi, con il racconto della loro esperienza nella Cisgiordania occupata, delle violenze a cui hanno assistito e degli incontri che hanno vissuto con persone per le quali esistere è la più grande forma di resistenza.

La presa di posizione di ieri è un primo passo verso la costruzione di una libertà accademica reale e per tutti ma la battaglia prosegue: il prossimo passo della campagna sarà quello di portare questa mozione all’attenzione del Rettore e dei membri del Senato accademico dell’Università di Torino. Per questo motivo il prossimo 14 marzo, durante la seduta del Senato, verrà organizzato un presidio sotto alla sede del Rettorato per fare pressione affinché le istituzioni dell’ateneo facciano proprie le istanze degli studenti.

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