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Palermo, iniziativa contro il femminicidio

Stamattina una giovane donna di 26 anni è stata accoltellata nel quartiere di Villagrazia di Palermo dall’ex convivente: Rosy Bonanno è il nome che si aggiunge alla lunga lista di vittime di violenza di genere, spesso perpetuata sino al femminicidio. Un episodio che riporta alla mente non solo quei fatti avvenuti nella medesima città lo scorso Ottobre con il femminicidio di Carmela Petrucci, ma anche la violenza quotidiana a cui tantissime donne sono sottoposte, nei posti di lavoro, tra le mura domestiche, nelle scuole e nelle università.

Ancora una volta assistiamo ad un atto di violenza perpetuato da chi pensa alle donne come a soggetti subalterni e incapaci di autodeterminarsi.

La narrazione del mainstream ci parla di una donna che già più volte aveva denunciato invano il suo assassino per stalking, descrivendo l’episodio come l’effetto del malfunzionamento dell’ apparato giudiziario statale e creando così l’occasione per becere chiacchiere da salotto tv e per tutti coloro che inneggiano al giustizialismo di esigere maggiore repressione e certezza della pena.

Piuttosto che sventolare manette, è evidente che le cause della violenza di genere sono ben più radicate nel tessuto sociale e culturale in cui viviamo. Una violenza sistemica e strutturale a cui rispondiamo ogni giorno con l’emancipazione e l’autodeterminazione che passano per le lotte.

Non contate sul nostro silenzio ma solo sulla nostra rabbia. Rosy vive nelle nostre lotte!

Collettivo Anillo De Fuego

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pubblicato il in Intersezionalitàdi redazioneTag correlati:

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