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C’e’ qualcosa che NOn va (e non deve più andare) Centinaia di lavoratori in corteo a Modena contro sfruttamento e licenziamenti

Negli ultimi mesi un numero sempre crescente di lavoratori dei vari distretti produttivi modenesi si è rivolto allo sportello dei diritti dei lavoratori nella sede del sindacato di base nella nostra città. La situazione emersa dopo mesi di inchiesta evidenziava lo sfruttamento simile a tanti altri nodi riproduttivi economici italiani (vedi Granarolo Bologna, CAAT di Torino, IKEA di Piacenza ecc…). Stiamo parlando di cooperative fittizie, buste paga falsate, straordinari non pagati, minacce di rimpiazzo nel caso in cui il lavoratore osasse protestare.

La vertenza all’interno dell’Alcar Uno e nella Global Carni si inquadra all’interno di questo scenario ormai consolidato.

Abbiamo già riportato qui i fatti accaduti la settimana scorsa (Macelli dello sfruttamento).

Oggi alle ore 15:30 con concentramento in piazza Sant’Agostino diverse centinaia di lavoratori provenienti da Modena, Bologna, Milano e altre città d’Italia hanno deciso di andare a gridare alla pigra cittadina, presa dai mercatini natalizi, la loro rabbia e la loro volontà di dire basta a questo regime di sfruttamento.

Lavoratori in sciopero, i quali rischiano di non vedersi reinseriti nei loro posti di lavoro dopo l’infame scelta di licenziamento da parte del gruppo Levoni, precari che lottano per il diritto alla casa, studenti medi ed universitari quest’oggi hanno portato una calda aria di cambiamento in questa fredda città.

La forza repressiva, la stessa che ha usato il gas CS sui lavoratori prima di caricarli e manganellarli martedì 29 novembre, ha ‘accompagnato’ la manifestazione sino alla conclusione di un ingente schieramento in Largo Garibaldi. Non ci interessa sottolineare la solerzia e l’infame impegno delle forze dell’ordine, quanto più il chiaro tentativo di intimidire le lotte sociali e arginare la possibile identificazione di altri lavoratori nella stessa condizione precaria, e quindi l’aumento del blocco sociale che non vuole più stare a predeterminate condizioni di sfruttamento.

La lotta deve continuare, e continuerà con l’impegno e la determinazione di tanti e tante, contro i padroni dello sfruttamento, contro i sindacati confederali collaborazionisti, contro il capitalismo che seppur in fase di mutazione nella grassa Emilia prospera e infetta.

Per una trasformazione fondamentale e radicale dei rapporti di forza, costruiamo alternative partendo dai percorsi di lotta.

 

 

Di seguito video di uno degli interventi iniziali del corteo:

Corteo SiCobas Modena 03-12-2016

 

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